Chrono Lupin III #1: La prima serie manga
Nel suo primo manga, Lupin è ben diverso da come il pubblico l'avrebbe conosciuto grazie agli anime
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Il fumetto di Lupin III nasce sulle pagine della rivista Weekly Manga Action, edita da Futubasha, con un centinaio di capitoli pubblicati tra il 1967 e il 1969. Un paio d'anni dopo, la serie riprenderà per altri otto mesi, in concomitanza con la trasmissione dell'anime televisivo; l'assenza dalle scene viene spiegato anche all'interno della storia, con il protagonista rimasto a lungo prigioniero di Zenigata e che finalmente riabbraccia i suoi compagni.
Fujiko Mine, ad esempio, fa la conoscenza di Lupin in più occasioni: anche dopo diversi volumi, ci sono episodi che la presentano come se fosse la prima volta, mentre in altri viene utilizzata come un normale personaggio ricorrente, con la consapevolezza delle sue precedenti apparizioni; lei, Jigen e Goemon non sempre sono parte di una fazione ben definita: a volte sono amici, a volte sono avversari, spesso senza spiegare come mai li troviamo in un ruolo differente da quello in cui li abbiamo visti pochi capitoli prima. L'impressione è che Monkey Punch li utilizzi quasi come maschere da commedia dell'arte, posizionandoli sulla scacchiera dove più gli possono tornare utili per ogni specifica storia, senza considerare la coerenza narrativa a cui siamo abituati.
Anche la suddivisione in capitoli è piuttosto bizzarra: ci sono episodi consecutivi con lo stesso titolo e la suddivisione in capitoli che però non sono realmente collegati tra loro; altri, invece, hanno nomi differenti, e per diverse pagine viene da domandarsi se si sta leggendo una nuova storia o se sia il proseguimento della precedente. È una struttura disordinata che può disorientare il lettore, ma in qualche modo è una caratteristica dello stile del mangaka, alla quale dopo un po' ci si abitua e se ne riescono anche a cogliere i vantaggi: in questo modo, infatti, c'è una libertà narrativa e una varietà di situazioni che non avremmo con una costruzione più canonica.
Anche i disegni rispecchiano questa "schizofrenia": in diverse occasioni le vignette non sono visivamente gradevoli, mentre in altri casi c'è una maggior cura del tratteggio; in alcune storie i personaggi hanno un aspetto e un'espressività più comica, mentre in altre c'è una caratterizzazione decisamente più seria. In questa incoerenza non si può che apprezzare la costante ricerca di soluzioni grafiche originali da parte di Monkey Punch nella costruzione della tavola, nella suddivisione delle vignette, nelle inquadrature cinematografiche e nelle originali soluzioni grafiche.Lo stile non proprio pulito dell'autore fa certamente storcere qualche naso e rende difficile la comprensione dell'azione in determinate scene (in questo purtroppo non aiuta la scarsa qualità di stampa di alcune tavole, a causa dello smarrimento degli originali), ma è indubbio l'alto livello di sperimentazione, difficilmente eguagliato anche a cinquant'anni di distanza. Per scomodare paragoni importanti, si potrebbe definire un lavoro di ricerca simile a quello che Will Eisner ha affrontato nella lavorazione di Spirit, fumetto di intrattenimento popolare nel quale si possono trovare un'enorme quantità di raffinatezze visive.
Nel fumetto, Lupin III è a capo di un vero e proprio impero, citato in più occasioni, anche se raramente ne vengono effettivamente mostrati degli stralci; sappiamo però che ha centinaia di basi segrete sparse per il mondo, migliaia di collaboratori e scienziati che sviluppano per lui travestimenti e apparecchi tecnologici, un po' come un James Bond della criminalità.
Come detto in apertura, il manga è decisamente più violento delle sue future incarnazioni animate, ma è ancor maggiore la presenza del sesso: Monkey Punch non perde occasione per far intrattenere il suo personaggio con belle donne prive di vestiti, inventando accorgimenti grafici per evitare di risultare troppo esplicito; tuttavia, molte situazioni sono chiaramente rivolte a un pubblico adulto, anche se l'intento non è tanto quello di costruire scene particolarmente sensuali, quanto più lo strappare una risata maliziosa.
Un altro aspetto che purtroppo l'anime non ha mai esplorato è la mitologia del personaggio: in più occasioni, il manga esplora il passato del protagonista mostrandocelo adolescente, al capezzale di Arsenio Lupin, pronto a combattere per la sua eredità o rampante universitario interessato più a conquistare ragazze che agli studi.
In Italia, la prima serie del manga è stata pubblicata tra il 2002 e il 2003 da Star Comics con l'etichetta Orion, riservata al mercato delle fumetterie, in un'edizione che purtroppo è priva di dieci capitoli. L'anno scorso, Planet Manga ha proposto una nuova versione in un classico formato manga più ridotto ma che propone la serie completa, inclusi gli episodi fino a quel momento rimasti inediti nel nostro Paese.