Monstress vol. 2: Sangue, la recensione
Abbiamo recensito per voi il secondo volume di Monstress, serie di Marjorie Liu e Sana Takeda
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.
Per venire a capo del mistero che avvolge la sua natura e le sue origini, Maika deve salpare alla volta dell’Isola delle Ossa: leggende funeste circolano su questa misteriosa località avvolta da una fitta coltre di nebbia e dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno. Il tempo a disposizione della mezzo-lupa è sempre meno; la Cumaea e la Corte del Crepuscolo sono più vicine e intenzionate a catturarla.
In questo secondo volume di Monstress targato Oscar Ink, intitolato Sangue, la ricerca della verità si sposta sul mare. Rivolgete le vostre preghiere all’Imperatrice dei Flutti e salite a bordo del Ravager per vivere una fantastica avventura insieme ai protagonisti della serie Image Comics scritta da Marjorie Liu e disegnata da Sana Takeda.

Come visto nel primo volume, Monstress comincia in medias res, e la mancanza di un’adeguata introduzione dei regni e delle razze che popolano il mondo creato dalla Liu rende l’approccio all'opera un po' ostico. Una volta entrati in sintonia con ibridi, streghe e animali antropomorfi, però, la vicenda si dispiega in tutta la sua disarmante bellezza e la lettura procede - è il caso di dirlo, data l'ambientazione del volume - con il vento in poppa.
In Sangue, la Liu aggiunge nuovi personaggi e risvolti alla storia, senza che la narrazione risulti appesantita oltremodo. Fatta salva la presenza di tematiche cardine che rappresentano la spina dorsale della serie - l’integrazione, la diversità e l’emancipazione femminile - a implementarne la qualità è l’eterogeneità con la quale viene creato l’ampio cast di comprimari: colpisce la capacità di spaziare nella molteplicità delle sfumature dell’animo umano e di rappresentarlo con cura, originalità e interazioni brillanti.
Come dicevamo, la ricercata sceneggiatura della Liu rende Monstress una lettura non così immediata, costringendo il fruitore a dedicare il giusto tempo a cogliere i passaggi di una vicenda in costante divenire. Gli estratti dalle conferenze del Professor Tam Tam - posti alla fine di ogni capitolo - assolvono a questo difficile compito conducendoci attraverso la complessa mitologia della serie e aggiungendo ulteriori dettagli a quanto già sappiamo di questo universo narrativo.
Giunta al suo secondo volume, la serie vincitrice di un Hugo Awards nel 2017 si conferma una delle produzioni più appassionanti di questi ultimi anni, un fantasy innovativo che non smette di stupire, capitolo dopo capitolo.

