ODY-C vol. 1: Verso Ithicaa, la recensione
Abbiamo recensito per voi ODY-C vol. 1: Verso Ithicaa, di Matt Fraction e Christian Ward

Nella narrazione occidentale, l’Odissea di Omero rappresenta uno dei massimi esempi di epopea eroica. A prescindere dal discorso sulla sua effettiva paternità, l'opera offre ai suoi lettori l'apice del racconto epico legato all'avventura dell’eroe - sia essa un viaggio o qualsiasi altra forma di crescita - che è pronto a superare qualsiasi ostacolo pur di raggiungere il proprio obiettivo.
Per analizzare il lavoro, è necessario fin da subito fare una precisazione importante: l’unicità del prodotto rende l’opera non per tutti. Se i disegni di Ward sono un’esplosione continua di immaginazione, colori e bellezza, le parole di Fraction sono un racconto che si intreccia continuamente al discorso diretto, con nomi ed eventi che seguono l’epica di Omero senza troppi orpelli o addolcimenti volti a rendere la lettura più agevole.
Come da tradizione Image, ODY-C vol. 1: Verso Ithicaa scava un proprio solco estremamente identitario, cosa che rende l’opera difficilmente accostabile ad altre. Le protagoniste - tutte donne che declinano le mille sfumature della femminilità e dell'eroismo - vivono una storia cruda, terribile ed estremamente impegnativa, che rende perfettamente l’ideale epicità dell’impresa.

Non siamo più in quel mondo vicino all'immaginario fantasy che ha reso grande la mitologia per molti secoli. Fraction sposta la narrazione nello spazio, rendendo il viaggio ancora più lungo e la meta sempre più lontana. Odissea (Ulisse) ha conquistato Troiia, ed è in viaggio verso Ithicaa a bordo della ODY-C, con la precisa volontà di abbracciare nuovamente Penelope e suo figlio Telem (Telemaco). I caratteri dei personaggi principali che accompagnano la protagonista in questo viaggio sono diversi dalla controparti maschili dell’opera originale, cambiando quindi i rapporti tra loro e il modo di affrontare i pericoli in cui incapperanno. La storia ha inizio con l’incipit mutuato dall’Odissea, per poi svolgersi ripercorrendo le tappe del fu Ulisse, tutte rigorosamente riscritte e rappresentate in una chiave totalmente nuova e immaginifica dagli autori.
Il lettore viene catapultato immediatamente nel pieno dell’azione, con un tacito patto tra lui e gli autori, in cui chi legge deve prendere per buono ogni cosa gli viene proposta sulle tavole. Il proseguimento della lettura svela solo in corsa alcuni dettagli della storia, i suoi antefatti e le condizioni di contorno (un esempio su tutti, il rapporto tra le protagoniste e gli dei), accompagnando il corso degli eventi con informazioni utili a comprenderli al meglio.
La componente fantascientifica della storia è sia vestito che scheletro dell'intera vicenda, mutando la portata epica del racconto in favore dell'avvincente meraviglia visiva tipica del genere sci-fi; il che, però, non è assolutamente un male: se il cambio di linguaggio e il continuo variare di voci in campo possono disorientare il lettore, l’imponente impianto dei disegni e della colorazione aiuta a tenere sempre il filo della vicenda che, lentamente, scorre tra le dita. I colori, letteralmente esplosivi, catturano l'attenzione e consentono al lettore di non rendere noioso il trascorrere maggior tempo sulla stessa tavola per comprenderla in toto, rendendo approfondita anche la prima lettura.
