Serpenti Ciechi, la recensione
Abbiamo recensito per voi Serpenti Ciechi, di Felipe Hernández Cava e Bartolomé Seguí, edito da Tunué
In una vicenda raccontata da due personaggi che, contemporaneamente, portano avanti due indagini interconnesse tra loro, il lettore è portato a perdere la propria identità in favore di altre, immerse nel fumo e nel dolore legato alla disperazione.
I sette capitoli in cui è divisa la storia raccontano una vicenda sviluppata su tempi ampi, con dei flashback che raccontano il legame tra uno dei due protagonisti - Ben Koch, ricercato dall'Uomo in rosso - e Curtis, un compagno della lotta sotto il segno della falce e del martello.
L'America, la Francia e la Spagna vengono mostrate come diverse facce della stessa medaglia, dato il contesto sociale profondamente rivoluzionario in cui avanza Koch. Gli incroci tra i personaggi, ugualmente complessi, rendono l'intera storia degna della giusta attenzione durante la lettura per essere compresa e fruita al meglio. Discostandosi dalla linearità del racconto noir per eccellenza, Cava e Seguí intrecciano vite che hanno lo stesso peso dei fili del tessuto, creando una trama verosimile in un contesto realistico.
Serpenti Ciechi è un buon compromesso tra il fumetto con un'ambientazione storica molto importante ai fini della storia e il giallo classico con tinte noir, prendendo il meglio da entrambi i generi per offrire al pubblico un'esperienza coinvolgente.