L'abitatore del buio, la recensione
Abbiamo recensito per voi L'abitatore del buio, manga di Go Tanabe edito da J-POP
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.

Nel 2017, in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Howard Phillips Lovecraft (20 agosto 1890 - 15 marzo 1937), J-POP ha proposto due adattamenti a fumetti di altrettante pietre miliari del geniale letterato americano: Il colore venuto dallo spazio e Il mastino e altre storie. Lo scorso gennaio, la casa editrice milanese ha pubblicato il terzo brossurato della serie, L'abitatore del buio, sempre dello stesso autore: Go Tanabe, un mangaka appassionato di Lovecraft e della sua produzione che ha recentemente concluso in patria Kyouki no Sanmyaku Nite Lovecraft Kessakushu (H.P. Lovecraft's at the Mountains of Madness), edito da Kadokawa.
L'orrore non è mai definito in modo chiaro, esplicito, ma suggerito attraverso atmosfere inquietanti, incubi e paure latenti. I mostri partoriti dalla mente visionaria e dall'inconscio di Lovecraft sono figure confuse, sfuggenti, che percepiamo attraverso le emozioni e i sensi delle loro vittime raggelate da un rumore sinistro o disgustate da un odore nauseante. Per tali ragioni, le vicende di cui sono succubi i loro protagonisti risultano ancora più terrificanti ed eccitano la nostra fantasia come quella dei tanti autori che da quasi un secolo provano a catturarle in immagini.
Rispetto alla scuola nipponica, tuttavia, il maestro sceglie una gabbia di tipo occidentale basata su uno schema a vignette regolari, geometriche, talvolta disposte bonellianamente su tre strisce e intervallate da suggestive splash page. Gli sfondi sono ben delineati e costanti e frequente è l'utilizzo di campi lunghi che sottolineano la fragilità e la piccolezza dell'uomo di fronte alla devastante onnipotenza di divinità blasfeme provenienti dagli abissi del cosmo.
L'abitatore del buio è in sintesi una trasposizione fedele e ben documentata dei soggetti originali, un fumetto avvincente che ha due pregi rilevanti: farsi apprezzare da chiunque, conoscitore o meno di Lovecraft, e invogliare a una sua riscoperta i fan di vecchia data.
