Color Zagor 7: La giustizia di “Wandering" Fitzy, anteprima 01

La giustizia di “Wandering” Fitzy, settimo appuntamento con Color Zagor, è uscito in edicola lo scorso 1° agosto. Tutti gli appassionati del Re di Darkwood avranno immediatamente capito che l’ospite d’onore del numero estivo del semestrale è il mentore del protagonista, colui dal quale il Nostro ha imparato a fabbricarsi e usare l’inseparabile scure e, soprattutto, ha assimilato quei principi fondamentali che hanno contribuito in maniera decisiva a trasformarlo nell’eroe che tutti amiamo.

“Wandering” Fitzy è certamente una delle figure secondarie più affascinanti e incantevoli, non solo della saga zagoriana ma tra tutte quelle che compongono l’immenso panteon bonelliano. È uno strano trapper: poeta, filosofo, musicista e vagabondo; possiede un’integrità e un equilibrio sopra le righe ed è un fenomenale combattente, ma non si abbandona mai alla rabbia o alla vendetta, pulsioni che agitano invece l’animo del piccolo Pat Wilding. L’uomo lo cresce come un figlio, cercando di guidarlo nel modo migliore verso ciò che è giusto; non ci riuscirà totalmente. Prima di diventare Zagor, Pat si macchierà di una grave colpa e porterà con sé un rimpianto che lo accompagnerà per sempre.

In questo episodio vengono ripercorsi brevemente i tragici episodi sopracitati, a partire da quello che ha scatenato l’irrefrenabile brama di rivalsa del ragazzo: la perdita dei suoi genitori. Sono fatti che ritroviamo anche nell’eccellente romanzo in prosa Zagor, di Davide Morosinotto, di fresca pubblicazione da parte di Sergio Bonelli Editore.

Ne La giustizia di “Wandering” Fitzy eventi lontani si intrecciano con le vicende attuali. Mauro Laurenti, un veterano del personaggio, che abbiamo recentemente ammirato ne Il ritorno di Blondie (Zagor 631, febbraio 2018), raffigura Wilding adolescente e poi maggiorenne, compiendo uno studio e un lavoro di ricerca grafica encomiabili, ottenendo un risultato finale entusiasmante, supportato dalla tavolozza di GFB Comics.

Color Zagor 7: La giustizia di “Wandering" Fitzy, anteprima 02

Lo stesso dicasi per quanto concerne Fitzy: rappresentarlo nuovamente in azione è stata una responsabilità non da poco per l’artista romano, avendone tutti in mente il termine di paragone, l’icona cesellata dal compianto Gallieno Ferri. L’erede del maestro nel ruolo di copertinista, Alessandro Piccinelli, non è da meno in tale circostanza, e ci regala una splendida illustrazione dedicata.

La storia, tuttavia, non si concentra esclusivamente sul precettore di Zagor; anzi, l’occasione per poterne parlare viene offerta da ben altri presupposti legati a un individuo misterioso e solitario, allontanato dalla comunità per il suo volto orribilmente sfregiato. Il suo aspetto richiama subito alla memoria il Joker della DC Comics, ma è evidente in questo e in altri dettagli del racconto il rimando e l’omaggio a un classico della letteratura, a cui probabilmente il villan più famoso dei comics è stato ispirato: L’uomo che ride (1869), uno dei tanti capolavori di Victor Hugo.

La trama, dopo un breve e drammatico prologo, prende il via con leggerezza: Cico si caccia come suo solito in un bel guaio, ma la comicità lascia presto il posto a un intreccio tosto e a una vicenda toccante, un thriller appartenente al passato, e narrataci da continui e lunghi flashback.

L’ottimo soggetto e l’agile sceneggiatura sono firmati da Giorgio Giusfredi, talento emergente di via Buonarroti 38 messosi in luce su Dampyr e qui all’esordio in solitaria. Lo scrittore lucchese intesse una storia originale e irresistibile fatta di cuore e di testa, di sentimento e di azione, cogliendo appieno la caratura e le sfumature di Wandering Fitzy, in cui riconosciamo tutte le doti della maturità di Zagor.

L’albo, ne siamo certi, farà la gioia di vecchi e nuovi lettori dello Spirito con la scure, essendone senza alcun dubbio un’avventura imperdibile.