Rick and Morty (terza stagione): la recensione
Ancora più violenta, sempre episodica, ma tremendamente efficace, è la terza stagione di Rick and Morty: la recensione
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E quindi sono ancora Rick Sanchez e il nipote Morty gli avventurieri un po' per necessità, un po' per noia, che vagano tra i multiversi a volte combinando più guai di quanti riescano a risolvere. Ad accompagnare e sostenere le loro avventure c'è sempre il cinismo cosmico di Rick, l'uomo annoiato e impossibile da sorprendere. I dieci nuovi episodi della serie, in onda su Adult Swim, tornano a giocare con la grande contraddizione, che poi incarna lo spirito stesso dello show. Cioè la capacità di costruire un intreccio episodico accattivante e sorprendente, a fronte della continua ripetizione delle stesse risposte emotive di Rick, che non farà altro che disinnescare qualunque nostro senso di meraviglia e ammirazione con le proprie parole e azioni.
Dan Harmon viene dalla scrittura di Community, e si vede. La comedy della NBC non aveva grandi intrecci stagionali, e quando provava a costruire relazioni, ad esempio amorose, nel lungo periodo, cadeva nel già visto. Rick and Morty, come quello show, vive allora di esplosioni immediate e dirompenti. Sono esplosioni letterali, come quelle che dilaniano i corpi di umani e alieni in una serie violenta che non risparmia niente agli occhi e allo stomaco dello spettatore. Ma sono anche esplosioni più figurate, quelle di scrittura che vedono Rick rompere la quarta parete, che giocano con i generi del racconto e con le possibilità della fantascienza. Ciò accade ad esempio in Ricktlantis Mixup, episodio migliore della stagione, una perla di scrittura.
Nei suoi momenti migliori Rick and Morty vive di una frenesia del racconto che getta nella mischia un'idea geniale dopo l'altra, senza altra spiegazione che non sia quella del contesto. Accade nello scontro incalzante tra il Rick purificato e quello maligno di Rest and Ricklaxation, accade con l'apparizione di due piccoli gemelli superpotenziati in The Rickchurian Mortydate. E capita che questa follia controllata sia palesemente il perno di episodi interi, come accade in Pickle Rick, episodio manifesto della stagione e per certi versi punto di non ritorno per lo show. Mischiando action anni '80 e fantascienza alla Cronenberg, Rick and Morty ci mette di fronte ad un episodio che è cult ancor prima della messa in onda, che sa benissimo di esserlo e che sfonda la quarta parete più di quanto ogni riferimento di Rick potrà fare.
Il primo aggettivo che viene da accostare a Rick and Morty è intelligente, e non è un caso. Come Rick nei confronti degli altri personaggi, la serie non deve nulla ai suoi spettatori. Né scontati percorsi di redenzione, né storyline stagionali che striderebbero con il nichilismo dello show. Rimane uno show cerebrale, stratificato, esaltante e divertente. Senza dubbio geniale e ispiratissimo.