Su Apple TV+ è disponibile la nuova serie animata The Snoopy Show, ispirata ai personaggi creati da Charles M. Schulz, e lo showrunner Mark Evestaff ha rilasciato una lunga intervista a Collider in cui rivela anche le regole che devono essere seguite per portare sul piccolo schermo i Peanuts.

Le sei puntate sono ispirate alle strisce a fumetti originali ed Evelstaff ha spiegato:

Ci sono certe regole e cose che Charles Schulz aveva quando stava realizzando una striscia e una era l’assenza di adulti, che è molto bello perché obbliga i ragazzini a risolvere da soli i propri problemi. C’è inoltre il fatto che non si possono mostrare i genitori. Una delle regole è che quando Snoopy è nel suo mondo fantastico non puoi vedere la base della cuccia perché l’idea è che Snoopy in realtà non vada da nessuna parte. Quella è una sfida, ma anche una bella idea da sviluppare e certamente siamo stati fedeli a questo elemento. E poi un’altra regola è che non vedi mai dentro la casa di Snoopy, un concetto divertente da usare. Ha un tavolo da biliardo, ha una piscina, ha un Van Gogh e ha qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno in una logica da cartone animato. Un’altra regola è che non ci sia nessun oggetto tecnologico arrivato dopo gli anni ’70, quindi non vedrete telefoni cellulari o computer. La cosa bella è che questi ragazzini spesso stanno giocando all’esterno, quindi non si deve mai affrontare la questione. Se hai bisogno di un cellulare per raccontare la tua storia, a meno che non sia un racconto grandioso, penso tu possa farne a meno. Ci si può divertire molto, ma queste sono alcune delle regole che abbiamo seguito mentre stavamo realizzando la serie.

Lo showrunner ha poi spiegato di aver amato il concetto dell’esistenza di un quartiere abitato da personaggi grandiosi, il modo in cui nella storia si inseriscano le avventure legate al Barone Rosso, e le illusioni ottiche che Schulz ha creato per le sue strisce.
Evestaff ha aggiunto che una delle grandi sfide da affrontare nella creazione della serie è che Snoopy esprime verbalmente quello che pensa, pur non avendo dialoghi tradizionali e interagendo solo con Woodstock e gli altri pennuti. I creatori della serie hanno quindi analizzato il modo in cui i personaggi si muovono ed esprimono le loro emozioni nei disegni originali, ricreando quegli aspetti sul piccolo schermo.

Lo showrunner ha confermato di aver provato un po’ di pressione dovendo realizzare una serie rispettosa nei confronti del lavoro di Schulz, potendo però contare su un team di cui si fidava totalmente:

La maggior parte delle persone che hanno lavorato a questo show sono prima di tutto fan e pieni di talento. Si tratta realmente del gruppo di maggior talento con cui ho lavorato. Questo ha aiutato a darci sicurezza.

Lo showrunner ha quindi sottolineato che i Peanuts sono così popolari dopo tanti anni perché hanno un design incredibile e affrontano tematiche universali, oltre a poter contare su circa 18.000 strisce a fumetti:

Charles Schulz ha impiegato dai cinque ai dieci anni per arrivare al design di quei personaggi. Si tratta di quell’impegno, per quanto riguarda il design e il talento, e l’idea che questi personaggi non vincano sempre. Abbiamo ora un panorama all’insegna di molti supereroi, tanti personaggi a cui ispirarsi e molti vincitori, e Charlie Brown non è niente di tutto questo. Viene respinto e fallisce, ma dà a noi narratori questa idea di resilienza e speranza. Possiamo mettere quel pizzico di profondità emotiva nel raccontare storie che non hanno un lieto fine, ma un epilogo più realistico. So che i ragazzini si immedesimano, e sicuramente lo fanno i miei figli, è l’idea che le cose non sempre si risolvono, ma c’è sempre speranza, c’è sempre l’amicizia, c’è sempre la famiglia e si può affrontare le situazione e ottenere la vittoria.

Che ne pensate delle regole seguite dallo showrunner di The Snoopy Show? Lasciate un commento!

Fonte: Collider