Batwoman 2×11 “Arrive Alive”: la recensione

Le serie dell’Arrowverse hanno fatto di un loro cavallo di battaglia la rivelazione dell’identità dell’eroe e Batwoman 2.0 non fa eccezione. Nell’episodio Arrive Alive, con un espediente non particolarmente brillante, Sophie scopre che Ryan si nasconde dietro alla maschera della nuova protettrice di Gotham, il che la avvicina sempre più alla Batcave.

La scoperta in sé dell’identità di Batwoman non giunge esattamente come una sorpresa nemmeno per il pubblico, considerato come gli autori non abbiano certo girato intorno al tema, facendo ricordare da Luke a Ryan quanto Sophie sia intelligente e quanto lei stia rischiando nel coinvolgerla nel tentativo di salvare Angelique.

E proprio a proposito di Angelique, l’episodio 2×11 di Batwoman sottolinea ulteriormente quanto scomodo sia questo personaggio. In un mondo in cui viene normalmente esaltato il peso dei sacrifici che gli eroi compiono quando scelgono di accettare questo ruolo, Batwoman e Sophie decideranno invece senza troppi rimpianti di lasciare andare Black Mask dopo averlo catturato proprio per salvare Angelique.
Pur ammettendo che la decisione fosse quella giusta, il fatto che la scelta di liberare colui che tiene sotto scacco la città con una droga potenzialmente mortale, non sia minimamente oggetto di dibattito, potrebbe risultare quantomeno discutibile.

In quanto alla scoperta che Ryan è Batwoman, a nostro avviso, questa scelta ha principalmente lo scopo di far entrare Sophie nel Team. Che l’agente dei Crows abbia qualche conflitto morale con le regole di questo gruppo è ormai evidente da qualche tempo, così come è chiaro che il suo rapporto con Jacob, sempre più aggressivo e fuori controllo proprio a causa della Snakebite, è al limite della rottura. Che decida di rimanere nei Crows o andarsene, è evidente che Sophie è destinata a diventare un’alleata sempre più stretta di Ryan, come probabilmente sarebbe accaduto con Kate Kane se Ruby Rose non avesse abbandonato il suo ruolo.

Su altri fronti, Alice rintraccia Enigma, la persona responsabile di aver cancellato dalla sua mente i ricordi di Ocean, perché l’aiuti a liberarsi di quelli della sorella. Ma invece di andarsene alleggerita delle sue memorie più dolorose, Alice finirà per essere riunita ad Ocean (sulle tracce dell’unica Desert Rose sopravvissuta all’incendio e gelosamente conservata nella Batcave), dopo che ad entrambi verranno restituiti i ricordi reciproci, il che condurrà sicuramente alla peculiare esperienza di vedere una Alice, se non proprio innamorata, quantomeno interessata ad un altro essere umano che non sia necessariamente lei stessa o la sorella. Se a questo si aggiunge che Black Mask è, dietro suggerimento di Angelique, sulle tracce di Ocean perché continui a produrre la sua remunerativa droga, è chiaro come le due principali storyline che hanno caratterizzato questa prima parte di stagione siano ormai sul punto di collidere.

La parte più interessante dell’episodio 2×11 di Batwoman è tuttavia il debutto del personaggio di Russell Tavaroff (Jesse Hutch), a cui viene affidato da Jacob l’incarico di mettersi sulle tracce di Batwoman.
Nei fumetti, Russell Tavaroff era un personaggio vicino a Lucas Fox prima di diventare dipendente dalla Snakebite, cosa che lo portò a diventare un villain conosciuto con il nome di Menace.
Nella versione televisiva, invece, l’uomo – che fa appunto parte dei Crows – si dimostra immediatamente un investigatore temibile (sicuramente migliore di Sophie), considerato come riesca immediatamente a raccogliere alcuni campioni di sangue di Batwoman, lasciati a terra dopo uno scontro, rischiando così di scoprirne l’identità. Visto che Ryan è schedata, non dovrebbe essere infatti molto complicato trovare il suo DNA.

Il 12° episodio della 2^ stagione di Batwoman, intitolato Initiate Self-Destruct, andrà in onda negli Stati Uniti domenica 2 maggio nel nuovo time slot delle 21:00 su The CW.