Leonardo: la recensione degli episodi 3 e 4 della serie

Ieri sera sono andati in onda in prima assoluta su RAI 1 gli episodi 3 e 4 della serie di Franz Spotnitz dedicata a Leonardo e la direzione voluta dagli autori, se possibile, è ancora più evidente in queste puntate di quanto non fosse in quelle del debutto. Leonardo appare infatti sempre più come uno show solo marginalmente dedicato all’esperienza artistica di uno dei più grandi geni del Rinascimento il che, a conti fatti, è un vero peccato.

Rispetto ai primi episodi il racconto si sposta da Firenze a Milano ed, a differenza di quanto già visto in precedenza, è evidente come le restrizioni dovute al Covid debbano aver influito sulle riprese. Se nella première dello show la città di Firenze, con tutta la sua sfacciata bellezza, faceva infatti da perfetto sfondo alle vicende dei protagonisti, Milano passa quasi inosservata, il che probabilmente dipende dal fatto che in questi episodi, per ricreare il Castello Sforzesco in cui si svolge gran parte dell’azione, sede della corte di Ludovico il Moro (James D’Arcy), la produzione abbia utilizzato Villa D’Este, a Tivoli, ed il Palazzo Farnese di Caprarola, due luoghi molto più sontuosi di come doveva apparire la fortezza militare al tempo del Moro.

Lasciati quindi alle spalle i gloriosi panorami toscani, la storia si concentra principalmente sugli sforzi del protagonista per riuscire a guadagnarsi i favori di Ludovico Sforza e di sua moglie. Come in occasione delle precedenti puntate, il 3° e 4° episodio di Leonardo si focalizzano in particolare sulla realizzazione di alcune sue opere ed anche su come funzioni per lui l’ispirazione ed è proprio in questi momenti che si ha un moto di rimpianto per quello che questo show avrebbe potuto essere.

Due scene in particolare sono caratterizzate da una fotografia impeccabile e riescono perfettamente a dare allo spettatore la sensazione di immergersi nella mente dell’artista: quella in cui Leonardo ha la sua prima “visione” di ciò che diventerà poi l’affresco de L’Ultima Cena, al Cenacolo, e quella in cui immagina il monumento equestre commissionato dal Moro, uno dei tanti capolavori perduti del Maestro che raffigurava Francesco Sforza, il padre di Ludovico. Quei brevi momenti risultano in assoluto i più immersivi delle due puntate e lasciano quasi un’insaziabile sete di comprendere meglio e più profondamente la sua mente, cercando in particolare di scavare nel suo misterioso processo creativo.

Nonostante la serie continui ad essere assolutamente godibile, pur avendo il difetto di centellinare con molta poca generosità l’esperienza artistica del protagonista, è ciò che riguarda le sue vicende personali che lascia invece perplessi. Per quanto concerne per esempio la sessualità di Leonardo, che è tutt’ora motivo di discussione tra gli studiosi, non sorprende tanto che gli autori abbiano scelto di rendere il personaggio manifestamente omosessuale, ma lascia davvero perplessi come questo racconto sia inserito in un’era in cui sarebbe stato impensabile che due uomini si baciassero in pieno giorno in presenza delle più alte cariche della città senza pagarne le conseguenze. Come sottolineato in occasione della recensione della première, non è tanto un problema che Leonardo la serie non sia storicamente accurata – quando non si è mai posta come la realistica rappresentazione della vita del Maestro – ma che non faccia nemmeno lo sforzo di calare nel suo tempo le scelte dei vari personaggi.
La modernità dei dialoghi, il rapporto tra Leonardo e Caterina da Cremona, il modo in cui i due decidono di indagare sui sospetti che qualcuno stia cercando di fare del male al giovane Gian Galeazzo Maria Sforza (che nella realtà morì venticinquenne in circostanze sospette dopo aver sposato Isabella D’Aragona ed essere diventato padre di tre figli), sono tutti elementi che cozzano prepotentemente con il fatto che tutto ciò avviene alla fine del 1400 e non certo nel XXI secolo.

Persino il modo in cui viene descritto il carattere di Leonardo lascia qualche dubbio. Nella realtà il Maestro era conosciuto come una persona incline allo scherzo, paziente, riflessiva, ma anche come un uomo che non amava chi si lasciava andare al vizio o non sfruttasse appieno i propri doni. Il Leonardo dello show, per contro, sembra una persona molto insicura e bisognosa di conferme, troppo spesso vittima degli eventi, da cui viene quasi inconsapevolmente trascinato, oltre ad essere esageratamente autocritico, una caratteristica che finisce per banalizzare una mente che è tutt’oggi considerata invece incredibilmente complessa ed affascinante. Gli autori di Leonardo danno invece l’impressione di essersi concentrati su molti aspetti inventati e privi di rilevanza storica, quando la realtà avrebbe potuto essere decisamente più affascinante.

Il 5° e 6° episodio di Leonardo va in onda su Rai1 martedì 6 aprile.