Nel secondo episodio della nona stagione di Will & Grace Will (Eric McCormack) e Jack (Sean Hayes) escono entrambi con ragazzi molto più giovani di loro, e questo li costringe a fare i conti con il passare del tempo. Intanto Grace (Debra Messing) e Karen (Megan Mullally) rimangono intrappolate nella nuova doccia ipertecnologica di quest’ultima, costringendo Grace a riflettere su quanto in realtà sia stata (e sia ancora) utile la sua assistente.

Se la première della settimana scorsa dimostrava quanto la chimica tra i protagonisti della serie funzioni ancora un decennio dopo il finale, questo secondo episodio si occupa di rispondere al quesito che in molti ci eravamo posti quando venne annunciato il revival: Will & Grace ha ancora qualcosa da dire al pubblico di oggi?

A livello di struttura, Who’s Your Daddy è il naturale contrappunto di una première nella quale venivano ricordati i ruoli centrali di Will e Grace e quelli di “spalle” di Jack e Karen: le due storyline parallele sono qui affidate rispettivamente a Will & Jack e a Grace & Karen. Dove la serie ha realmente qualcosa da dire è, ovviamente, nella storyline principale: dalla farsa politica della settimana scorsa passiamo a qualcosa di molto più personale, e cioè riuscire ad andare verso la vecchiaia con naturalezza e serenità in una cultura che sempre più ossessionata dalla giovinezza e dal sesso. Alla fine degli anni novanta Will & Grace si proponeva come la prima sitcom con protagonisti omosessuali, ora è la prima serie con protagonisti omosessuali di mezza età, e questo episodio sembra volerci dimostrare che la nuova stagione andrà a indagare proprio questa fase di transizione e di crescita interiore, senza censurare sfumature amare e nostalgiche. Come apprendiamo alla fine dell’episodio, non si finisce mai di accettare se stessi e di maturare: Will e Jack non saranno mai soli perché ci saranno sempre l’uno per l’altro.

L’occasione è ottima anche per ricordarci quanto sia bravo Sean Hayes come attore comicoL’occasione è ottima anche per ricordarci quanto sia bravo Sean Hayes come attore comico: il maldestro tentativo di Jack di sembrare un venticinquenne si traduce in momenti di puro slapstick, fino ad arrivare a un’esilarante trasformazione in quella che sembra la Joan Crawford di Baby Jane. Funziona meno la situazione inverosimile in cui si trovano Grace e Karen, ma anche in questo caso l’assistente miliardaria regala momenti di grande comicità nella doccia. In questo secondo episodio, peraltro, viene citata Rosario (come noto Shelley Morrison è andata in pensione e non parteciperà alle nuove stagioni) e viene presentata una nuova domestica, l’irlandese Bridgette, portavoce della servitù che vuole un aumento.

Curioso infine, e forse voluto, il riferimento a un episodio della terza stagione: anche lì Will frequentava un ragazzo molto più giovane di lui e sentiva che la cosa era decisamente sbagliata. Scott aveva 23 anni (“e tre quarti!”) proprio come Blake (Ben Platt), ma nel frattempo sono passati 17 anni, il mondo è cambiato e con esso anche i giovani gay: hanno un disturbo dell’attenzione dovuto probabilmente al costante contatto con smartphone e social network, non amano Madonna e non si rendono conto di cosa abbiano dovuto passare gli uomini delle generazioni precedenti per permettere loro di vivere con felicità e naturalezza la propria sessualità.

 

LE TRE BATTUTE PIÙ DIVERTENTI DELL’EPISODIO:

  • Karen: “Mentre torni giù… c’è del vomito secco in biblioteca. E scopri chi sta leggendo!”
  • Grace: “Karen qual è quella cavolo di safeword?”, Karen: “Ricordo che è qualcosa che mi fa davvero passare l’eccitazione sessuale”, Grace: “Sobrietà?” “No” “Hillary Clinton?” “Tesoro in realtà quella mi fa eccitare!”
  • Will: “Ti rendi conto che voi adesso avete una vita felice perché noi all’epoca abbiamo ‘lottato’?” Scott: “Sì, Will. So tutto di Stonehenge”