Dopo l’incredibile successo ottenuto negli Stati Uniti, anche debutta in Italia su la docuserie Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV che racconta la nascita e l’evoluzione dell’impero costruito dal produttore e showrunner Dan Schneider (che non appare nella serie), indicato come il principale responsabile del successo di Nickelodeon, network dedicato ai ragazzi, con la creazione di programmi come All That e The Amanda Show a cui sono rivolte però anche le accuse di aver creato un ambiente lavorativo abusivo, sessista, razzista, con sketch sessualizzanti.

Tra i membri della troupe ed i personaggi intervistati spiccano Giovonnie Samuels, Kyle Sullivan, Bryan Hearne, Katrina Johnson, il regista Virgil Fabian ed in particolare Drake Bell, l’ex bambino prodigio del network, oltre che alcuni membri della troupe di iCarly, Sam & Cat e Victorious e genitori di membri del cast che hanno tentato (invano) di difendere i propri figli.

Le più scioccanti rivelazioni di Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV

Il caso di Brian Peck

Non vi è dubbio che la parte più difficile da guardare della docuserie Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV sia quella dedicata alla storia di Drake Bell, ed alla sua confessione di aver subito per anni abusi sessuali da parte del suo coach Brian Peck, quando aveva solo 15 anni. La docuserie racconta come l’allora quarantunenne Peck sia riuscito a circuire Bell, allontanandolo in particolare dal padre, che da tempo sospettava delle attenzioni dell’attore nei confronti del figlio, e di come gli abusi siano iniziati quando si offrì di accompagnarlo alle audizioni al posto della madre, a cui non piaceva guidare per le trafficate strade di Los Angeles.
Quando intervistato in merito agli abusi subiti, Drake Bell confessa davanti alla telecamera:
Prova ad immaginare la cosa peggiore che una persona potrebbe fare a qualcuno in termini di violenza sessuale. Non so come altro dirlo“.

Nonostante, al momento del suo arresto, a cui si giunse proprio grazie al fatto che la polizia riuscì a ottenere una confessione, facendo chiamare Peck dalla sua stessa vittima e dopo il processo, non ci fossero dubbi sulla natura predatoria dell’uomo in molti, ad Hollywood, si schierarono dalla sua parte. Nella docuserie, infatti, si racconta come molte star come James Marsden, Alan Thicke, Taran Killam ed alcuni registi avessero addirittura scritto delle lettere di sostegno al giudice per chiedere un condanna meno severa per Peck . Alcuni di loro, tuttavia, molto tempo dopo si sono scusati, come il produttore di X-Men Tom DeSanto che, in un’intervista a People, ha pubblicamente chiesto scusa a Drake Bell, giustificando il suo gesto con l’ignoranza dei fatti.

Incredibilmente, come viene rivelato in Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV, Brian Peck non è stato però l’unico predatore sessuale ad aver lavorato per Nickelodeon

Il lato oscuro di Nickelodeon

Brian Peck non è stata l’unica persona che ha lavorato per il network ad essere condannata per abusi sessuali: nella docuserie si racconta infatti anche il caso di Jason Handy, un assistente di produzione incaricato di scortare membri del cast e i loro genitori sul set il quale, dopo aver ottenuto da una delle giovani star il suo indirizzo e-mail, ha cominciato a contattarla inviandole foto di se stesso mentre si masturbava. Nonostante la madre della vittima non abbia denunciato il fatto alla polizia, in seguito ad un altro caso, l’uomo è stato arrestato e condannato poi a 6 anni di prigione.

Un altro impiegato di Nickelodeon, Ezel Channel, che lavorava come animatore è stato infine condannato a poco più di 7 anni di prigione per aver commesso atti osceni su un ragazzo di 14 anni ed avergli mostrato materiale pornografico sul set.

Il ruolo di Dan Schneider

Sebbene Schneider non sia in alcun modo stato accusato di alcun reato e Drake Bell, in particolare, abbia ammesso come il produttore sia stato uno dei pochi a contattarlo in provato dopo che il suo caso era finito in tribunale, offrendogli tutto il suo supporto, buona parte di Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV è dedicata a come il suo atteggiamento abbia contribuito a costruire un ambiente lavorativo non adatto a dei minorenni, mandando in onda continue allusioni sessuali e rendendo particolarmente difficile la vita delle poche autrici donne invitate a scrivere per i suoi show.

In particolare Christy Stratton e Jenny Kilgen hanno testimoniato la loro esperienza da incubo nel collaborare con Schneider, che sarebbe arrivato a trasmettere materiale pornografico nella writers room, avrebbe preteso che una di loro fingesse davanti ai colleghi di essere sodomizzata e abbia chiesto continui massaggi in cambio dell’opportunità di usare i loro sketch nelle serie da lui curate.

Molti degli allora minorenni che hanno lavorato per Nickelodeon, inoltre, sono intervenuti nella docuserie raccontando come alcuni degli sketch proposti dalle serie in cui hanno lavorato fossero assolutamente fuori luogo, sessualmente allusivi e non adatti né ad un pubblico di minorenni, né ad un cast composto da bambini.

La reazione di Dan Schneider

Dopo l’uscita di Quiet on Set: The Dark Side of Kids TV su Max, Dan Schneider è finito sotto i riflettori, tanto da spingerlo a pubblicare un lungo video su You Tube in cui, dopo essersi scusato per alcuni comportamenti di cui ammette di essersi pentito, finisce per giustificarsi spiegano come ogni scena nei suoi programmi fosse approvata dai dirigenti del network.

Nei 19 minuti di video in cui Schneider è intervistato dall’ex attore di iCarly BooG!e, il produttore ha chiesto perdono per il suo comportamento nella writer room, ammettendo di non essere stato sempre un buon leader a causa della sua immaturità ed ha affrontato le accuse di aver contribuito a creare un ambiente lavorativo inadatto a dei minorenni, confermando che alcune delle sfide proposte da On-Air Dare fossero effettivamente andate “troppo oltre“.

Considerato tuttavia quanto il documentario abbia indelebilmente macchiato la sua reputazione, poco tempo dopo la pubblicazione del video, Schneider ha rilasciato un’intervista a The Wrap, in cui ha anticipato di aver deciso di intraprendere una causa per diffamazione contro i produttori della docuserie:

Recentemente la docuserie Quiet on Set ha evidenziato gli errori che ho commesso e la scarsa capacità di giudizio che ho dimostrato durante la mia permanenza a Nickelodeon. Non vi è dubbio dubbio che a volte sia stato un cattivo leader e sono sinceramente dispiaciuto per il mio comportamento di cui continuerò ad assumermi la responsabilità. Tuttavia, dopo aver visto Quiet on Set e il suo trailer e le reazioni che hanno provocato, non ho altra scelta che intraprendere un’azione legale. Nel loro tentativo di fuorviare gli spettatori e aumentare gli ascolti, sono andati oltre il dovere di riportare la verità e hanno falsamente lasciato intendere che fossi coinvolto in qualche crimine o lo abbia facilitato, quando ci sono stati dei veri predatori di minorenni che sono stati condannati per i crimini che hanno commesso“.

I 5 episodi della docuserie Quiet on Set : The Dark Side of Kids TV saranno disponibili dal 10 maggio su Discovery+.