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EXCL - Monica Manganelli ci mostra un suo concept di Cloud Atlas!

C’è anche un po’ di Italia in Cloud Atlas, l’attesissimo film dei Wachowski e Tom Tykwer di cui vi abbiamo mostrato lo straordinario trailer qualche settimana fa.

Monica Manganelli, 35 anni, di Parma, è stata infatti uno dei componenti dell’Art Department del film, in questo caso (e basta vedere il già citato trailer per rendersene conto) forse il reparto tecnico più importante di tutta la produzione. La storia di come sia arrivata a lavorare per una produzione così importante è tanto interessante quanto bella e gratificante per chiunque pensa che se si insiste, si ha del talento e si crede in se stessi non c’è porta che ci possa rimanere preclusa, e Monica ce la racconta in una esclusiva intervista, preceduta da un suo lavoro realizzato per il film (cliccate sull'immagine per vederla in alta risoluzione):

 



Cosa ha fatto Monica prima di Cloud Atlas:

Ho lavorato quasi 9 anni come scenografa nel mondo della lirica e del teatro di prosa in Italia ed Europa. Dopo avere preso una decisione, ho voluto distaccarmene per cominciare a lavorare a nuove esperienze legate al cinema, alla post produzione e pre-produzione, spot pubblicitari e altro e come concept artist e matte painter in vari progetti. Dalle scenografie “reali” sono quindi passata alla creazione di scenografie “virtuali".

Come Monica è arrivata a Cloud Atlas:

Sono una persona molto tenace, curiosa e intraprendente con tanta voglia di realizzare i suoi sogni nel cassetto. Cerco sempre d'informarmi su progetti interessanti a cui cercare di partecipare senza mai pormi limiti. Il mio sogno da bambina è sempre stato di lavorare nel cinema e quando scopro che stava partendo la produzione del film Cloud Atals a Berlino (è stato girato soprattutto negli studi Babelsberg di Potsdam, la Cinecittà tedesca, ndr) ho cominciato a documentarmi per capire a chi potessi mandare il mio curriculum, ma non trovando indirizzi o altro mi sono messa a cercare su Facebook dove ho rintracciato uno dei produttori a cui spudoratamente, ma con educazione, ho chiesto se poteva fornirmi una mail a cui poter inviare il mio materiale e proporre la mia candidatura. Questa persona mi risponde gentilmente e io di conseguenza gli scrivo via mail. Passa del tempo... avevo scritto ad aprile 2011, e lui mi aveva detto che il film sarebbe partito a fine mese. Non sento più nulla e mi demoralizzo, anche se lui mi aveva detto che i miei lavori erano piaciuti. Arrivano i primi di maggio e ormai do' per perso il tutto, e invece... Mi ricordo ancora: era un giovedì pomeriggio, ero a Milano per lavoro e mi arriva una chiamata da un numero sconosciuto. Era il produttore che mi dice: "Non è uno scherzo, ma i Wachowski ti vogliono qui da lunedì". Ho pianto dalla commozione.

Il lavoro sul set:

Inizialmente sono partita solo per 4 settimane, dovevano farmi fare una prova, ma la cosa è andata bene e così mi hanno chiesto di rimanere ancora... e ancora un'altra volta... alla fine sono stata via quasi tre mesi. Il mio ruolo all'interno di Cloud Atlas era in pre-produzione, come concept artist, e consisteva nel lavorare al fianco del Production Designer e dei registi, partendo dalla sceneggiatura per creare visivamente, diciamo, il film. In pratica ho dovuto realizzare tavole e bozzetti che, partendo dalla sceneggiatura, sviluppavano visivamente il film e creavano il mood della scenografia e degli ambienti. La storia infatti è divisa in sei racconti diversi ambientati in sei epoche e luoghi differenti. Tre episodi sono stati gestiti da Lana e Andy Wachowski, e 3 da Tom Tikwer, il tutto tratto dal libro di David Mitchell. Io facevo parte del team dei fratelli Wachowski, il mio capo era il production designer australiano Hugh Bateup, e noi ci siamo concentrati su quelle riguardanti il mondo futuristico, quella ambientata nell’oceano pacifico nel 1850 e quella che richiama un mondo apocalittico quasi primordiale. Devo dire che sono mi hanno lasciata molto libera nel mio lavoro, il mio capo ricordo che mi diceva semplicemente “CREA”.  Di più quindi non si poteva avere… Inizialmente mi venivano date indicazioni precise sulla scena su cui focalizzarmi e su che tipo di ambientazione dovesse essere, poi visivamente ero io che la sviluppavo e successivamente la modificavo secondo il feedback dei registi. Mi sono concentrata soprattutto a lavorare sul mondo futuristico: ricreare angoli di una città futuristica, detta di Somni-451, che richiama le città asiatiche koreane, quindi sono passata dal disegnare palazzi avveniristici fino a scorci della città più bassa, quella di un mondo galleggiante e delle sue baracche. Ho inoltre sviluppato alcuni elementi del set riguardante il mondo primordiale, più precisamente il villaggio con le sue baracche, e ricordo questo aneddoto: secondo loro non erano mai abbastanza “dirty", sporche, ma erano sempre "too pretty”, troppo belle! E i registi mi dicevano: ”fai conto che devono essere come le case dei maiali”! Quando qualche settimana fa ho visto il trailer mi sono commossa un’altra volta, vedere alcune tue idee e disegni diventare parte di un progetto di così alta qualità e così ambizioso ripaga dieci anni di gavetta e sofferenze.

Per chi volesse vedere i lavori di Monica Manganelli questo è il suo sito personale.

Cloud Atlas uscirà il 22 Ottobre negli Stati Uniti e il 10 gennaio in Italia, distribuito dalla Eagle Pictures.

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