Viva Valentina!, la recensione
Il volume Viva Valentina! incarna il desiderio di rinascita ed eternità editoriale del personaggio creato da Guido Crepax
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Sarebbe una colpa imperdonabile rinchiuderla tra le mura di un passato, anche se glorioso: consegnare alle antologie e agli archivi, lei, moderna, contemporanea per definizione, personificazione della sfida a superare barriere di ogni tipo. La speranza è che "...Valentina torni. Che possa di nuovo vivere, dire la sua, fare l'amore. Sognare, soprattutto. E far sognare noi." Questo riporta nei Titoli di coda Micol Beltramini, curatrice del prezioso volume in oggetto - di cui ha inoltre sceneggiato ben tre episodi inediti su cinque - un frammento di questa speranza, un desiderio divenuto realtà.
Ci sono le istantanee di famiglie di Guido, dei figli Caterina, Giacomo e Antonio, della moglie Luisa. Ci sono ricordi fotografici, scritti e tavole originali. L'intera opera è organizzata e suddivisa per decenni, dagli anni '60 ai '90, scanditi dalle nuove storie di quella che doveva essere soltanto una figura di contorno, la fidanzata di Neutron, un fumetto fantascientifico incentrato su un critico d’arte americano dai poteri sovrannaturali; apparve nel 1965 sulle pagine Linus nel racconto La curva di Lesmo.
Se sono matto apre il cartonato e porta la firma come autore completo di Maurizio Rosenzweig. In un'ambientazione temporale imprecisa, Philip Rembrandt, alias Neutron, non riesce a sfuggire al ricordo della sua amata, al loro primo incontro; è un piacere e un supplizio che tormenta l'uomo, ma diventa lo slancio per far rivivere a tutti l'emozione irripetibile da lui provata. È l'essenza di questo tomo. Lo stile spigoloso dell'artista meneghino, che sembra aver tratteggiato di getto le sue tavole, si ispira alle tonalità di bianco e nero tipiche di Crepax, ma rispetto a questi esprime un'interpretazione personale della dimensione surreale, immaginifica della memoria.
Adriano De Vincentiis ci offre l'unica prova a colori, curando ogni aspetto grafico e testuale di Valentina Astrale. L'esperienza e il successo soprattutto sul mercato francese sono suffragati da questa successione di fotogrammi pittorici, che dimostrano una straordinaria conoscenza del corpo femminile, rapportabile più alla sensibilità di Milo Manara che a quella di Crepax. La Valentina del talento abruzzese ha un'eleganza d'oltralpe, sottolineata da occhi profondi e un minuscolo naso all'insù. L'intimità della ragazza dall'inconfondibile caschetto nero, si trasforma in erotismo e il suo viaggio fantastico in una raffinata e provocante avventura lesbo.
Tuono Pettinato coadiuvato da Diego Zucchi, raffredda i bollenti spiriti scatenati dai precedenti lavori con Valentina legge. Eppure si parla di un libro divenuto quasi un cult del genere: Cinquanta sfumature di grigio di E.L. James. Come era solita fare su Linus un ventennio fa, Valentina si tuffa nella lettura e nella recensione del romanzo, ma attraverso l'ironia del talento pisano.