The Last Guardian, ovvero perché ho prenotato un gioco per la prima volta nella mia vita
Una riflessione senza peli sulla lingua dedicata a The Last Guardian
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Come si fa a non volergli già bene?[/caption]
Shadow of the Colossus è riuscito a stupirmi ancora di più. Le rovine di ICO lasciano spazio a sterminate vallate e desolati deserti (cit.), teatri di scontri tra i più epici che abbia mai vissuto nella mia sfaccettata vita da videogiocatore. Gigantesche creature mi attendevano ignare in luoghi mistici, e con attente strategie, io piccolissimo uomo dotato di spada, arco e frecce, dovevo abbattere esseri magici e semi-divini. Arrampicandomi sui loro mastodontici arti, aggrappato a scampoli di pelo, alla ricerca di punti deboli da infilzare con la mia lama. L'occhio sempre attento alla barra della stamina che si esaurisce rapidamente, col rischio di perdere la presa e rovinare al suolo. L'orecchio invaso dalle note meravigliosamente epiche scaturite dalla sapiente penna di Kow Otani.
Mentre leggerete queste parole le prime recensioni di The Last Guardian avranno iniziato a fare capolino sulla rete (la nostra seguirà a brevissimo) e già mi immagino cosa accadrà. Ci sarà chi punterà il dito sulla vecchiaia del progetto, sulle sue meccaniche polverose. E chi invece si sarà lasciato andare alle emozioni e soprattutto alla nostalgia. Nessuno avrà ragione o torto. Quello che penso è che Fumito Ueda, creatore di questa trilogia ideale, ha uno stile unico, centellinato in pochissimi giochi separati da troppi anni l'uno dall'altro. E questo rende i suoi titoli indimenticabili, vere e proprie opere d'arte. Ho ordinato il gioco perché un artista di questo calibro non può essere piegato alle logiche della critica tradizionale. Perché il gioco sarà sicuramente denso di difetti, ma conterrà anche quella magia che mi manca e che voglio nel mio videogame. E perché mi farà tornare indietro di 15 anni, a quando avevo i capelli ancora colorati e passavo le notti accompagnato dalla mia Playstation 2 modificata collegate ad un CRT da 15 pollici scarsi. Fuori il mondo era grigio e noioso, mentre in quel tubo catodico c'era tutta la magia e la forza dei sogni che ho sempre cercato e che ancora oggi cerco.
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Il gioco avrà difetti infiniti, ma sarà un'esperienza unica ed inimitabile[/caption]
Sarò un inguaribile sognatore ed illuso. Ma il bello di videogiocare è anche questo. E voi, siete con me o da dietro la vostra armatura anaffettiva vi fate scherno di questo redattore ultra trentenne?