Circa un anno fa l’avevano detto e ora l’hanno fatto.

Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, dopo gli ottimi risultati del loro film Mine, avevano dichiarato che avrebbero tentato di creare un piccolo brand, una specie di ombrello sotto il quale realizzare diversi film, alcuni diretti da loro altri solo supervisionati o prodotti.

Ride sarebbe stato il primo e adesso, un anno dopo, è pronto ad uscire nelle sale.

Si tratta di un film dal concetto base semplice e diretto, tutto ripreso con videocamerine GoPro, in cui due biker sono coinvolti in una gara segreta che finisce malissimo da subito, sconfinando nel mistero, nel rischio della morte non su bici ma proprio per omicidio e infine in qualcosa di ancora maggiore.

Del film Fabio & Fabio sono sceneggiatori (con Marco Sani) e produttori, mentre il regista è Jacopo Rondinelli. Anzi, oltre a questi due credit i due Fabio risultano anche “creative directors”.

Cosa vuol dire “creative director”?

Vuol dire che abbiamo seguito le fasi creative e produttive un po’ come fanno gli showrunner in tv, abbiamo aiutato la direzione e le scelte creative”.

È un tipo di credit che in Italia non avevo mai visto, ci tenevate a rimarcarlo?

In realtà sta lì anche per motivi di promozione dell’opera

Per poter scrivere “Dai creatori di Mine”?

Beh si fa brutto vedere “Scritto da”, “Diretto da”, “Dai creatori di Mine”… Inoltre considera che se il film dovesse funzionare ci aiuta a creare quell’ombrello per progetti di vari registi che può diventare un marchio di cui produttori e distributori magari possono fidarsi, una specie di garanzia che consenta di aiutare le approvazioni”.

Bene, quindi procede l’idea di creare una piccola factory che sforni diversi film con continuità. Qual è il prossimo?

Eh vediamo prima questo!

Sì ma un’idea ce la dovete già avere se volete marciare ad un ritmo serio…

Certo! Adesso il 6 Settembre esce Ride, e se non dovesse andare male abbiamo delle idee pronte a partire immediatamente

Si tratta sempre di progetti di genere, girati in lingua inglese, con questo taglio, oppure qualcosa di diverso magari con attori italiani noti…

Il punto è cercare di fare tutte queste cose contemporaneamente, inclusa l’ultima che hai detto, quella degli attori italiani (a parte che poi Lorenzo Richelmy è italiano!)”.

Sì appena l’ho detto ho pensato che in effetti un attore italiano c’è già…

Beh ma meglio così, vuol dire che si mescola bene con il tono internazionale del film. Ad ogni modo vogliamo fare tutte queste cose che hai elencato tutte insieme”.

Con la vostra regia o no?

Una di queste anche diretta da noi”.

Qual è la cosa più difficile nel produrre un film così, con un budget contenuto, mille paletti dovuti al filmare solo con GoPro…

Proprio tutto questo, immaginare la logistica e organizzare il flusso produttivo. Alla fine la parte difficile è mantenere la lucidità, questo è un film che nessuno sapeva come girare, abbiamo dovuto inventare un metodo. Il cinema di solito è una macchina che funziona bene perché sappiamo come si fa, è ritualizzato e meccanizzato, si sa come girare, poi montare ecc. ecc.. Invece questo film è un progetto a sé, devi capire come fare a dare azione insieme a 20 camere per esempio, come organizzare quel materiale per il montaggio o anche come trattare l’audio, insomma abbiamo lavorato diversamente dal solito

Come avete scelto Rondinelli?

Era il più bello di tutti AHAHAHAH!
Lo conosciamo da tanti anni, ha fatto tanti videoclip nei mondi di GoPro, Redbull, paracadutisti, rapper, e poi manipola diversi linguaggi, sa come si fa la post, ci ha aiutato a creare la maschera del dark rider… Insomma aveva mille abilità che lo rendevano perfetto, poi ovviamente ci abbiamo parlato e sulla base del progetto com’era (molto thriller/horror) ci ha fatto innestare una componente più di fantascienza, anche perché i tempi stavano andando avanti c’è stato Black Mirror e ci volevamo aggiornare. Per dire i monoliti all’inizio erano solo degli obelischi senza monitor

Quant’è costato Ride?

Eh! Non vogliamo dirlo ma meno di una commedia italiana di certo. Meno della metà!

La voce più importante del budget qual è stata?

La post-produzione

Questa tipologia di film all’estero si producono molto e del resto l’avete girato in inglese, quanto pensate sia spendibile al di fuori dell’Italia?

Questo nostro progetto nasce in quella direzione pensando di fare roba per il mercato internazionale. Ma intendiamoci la scintilla deve partire dall’Italia. Considera che chi lo compra per l’estero solitamente chiede quanto ha fatto nel suo mercato locale, poi magari lo vedono gli piace e lo comprano lo stesso anche se nel mercato numero 1 è andato male, ma diciamo che l’incasso nel primo mercato in cui esce è importante”.

Quanto ha inciso alla fine l’incasso italiano per Mine?

È difficile perché dipende se solo incasso sale o anche home video, ma diciamo che i paesi in cui è andato meglio a parte l’Italia sono Inghilterra, Germania, Hong Kong e quelli nordici, e in tutti questi non è uscito in sala”.

Beh Ride in effetti pare uno di quei film che facilmente non esce in sala

Non lo so, perché è anche molto un’esperienza da sala. In realtà dipenderà da paese a paese. Detto ciò è costato così poco che come va va andrà bene

Tra tutti i linguaggi che parla il film, dal videomaking al videogame, il cinema mi pare quasi il più marginale…

Non saprei… È nascosto ma secondo me c’è tanto cinema in questo film, anche la maniera in cui è montato, che sembra tanto videoclipparo, segue in realtà grammatiche di montaggio da cinema classico, solo nascoste, come il campo controcampo in asse”.

Di certo Ride vince la facile gara di essere il film più videoludico mai fatto in Italia

No! C’è Game Therapy!

Giusto. Ma mi voglio sbilanciare: il vostro è venuto meglio di Game Therapy!

Ah grazie!

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