Resistenza Autobot

Una supercar al posto di un Superman. Bumblebee, giovane e piccolino rispetto ad Optimus Prime, viene mandato come agente partigiano sul nostro Pianeta Terra in una situazione meno pacata (c’è una guerra in corso a Cybertron) ma non lontanissima rispetto a quel pargolo di Krypton che fu inviato ancora in fasce dalle nostre parti da papà Jor-El nel film del 1978 con l’Uomo d’Acciaio diretto da Richard Donner. Prima di diventare un agente dormiente in versione automobilistica sotto il travestimento da maggiolino giallo, abbiamo visto Bumblebee prendere e darle contro i Decepticon sia lassù in cielo che tra canyon e scarpate terrestri. Sarebbe caduto esausto in riva a un lago della California del nord dopo aver perso la voce ed essersi già trasformato in due autovetture: una su Cybetron (bisogna stare attenti ma lo fa) e una (Jeep Wrangler gialla) poco dopo essere atterrato in Usa mentre lo inseguiva il militare ottuso-ma-non-troppo interpretato amabilmente dall’ex wrestler John Cena.

Resistenza Adolescenziale

Anche Charlie (Hailee Steinfeld) è parecchio alienata come Bumblebee. Non è una extraterrestre ma una ragazza californiana ancora turbata dalla recente perdita del papà, con un taglio di capelli sgraziato, grande passione per gli Smiths (ogni mattina deve sentire Bigmouth Strike Again subito dopo la sveglia), pigra (è dura scendere dal letto alle 8), non totalmente interessata all’igiene intima (più brava con i denti che non con le ascelle), in pessimo rapporto con il fratellino piccolo, difficile con la madre infermiera stressata e nullo con il nuovo uomo della mamma anche se sembra giuggiolone ma simpatico. Il regista Travis Knight, proveniente dalla stop motion dopo un passato da rapper, è subito molto bravo nel farci vedere Charlie dentro la giostra giovanile degli anni ’80 ma come outsider sempre fuori dal tunnel del divertimento circondata da attrazioni ludiche in cui lei lavora in divisa sognando uomini alla portata di donne più popular di lei che salgono strafottenti su rombanti Bmw con scritto sulla targa “You Wish”, espressione idiomatica che possiamo tradurre con “Ti piacerebbe” o “Nei tuoi sogni”.

I’m In Love With My Car

Charlie ama le macchine forse pure di più del Roger Taylor di Bohemian Rhapsody ma non può possederne una perché in famiglia non ci sono nemmeno quei 500 dollari necessari per l’acquisto di un’utilitaria (“L’infermiera guadagna la metà del dottore per il doppio del lavoro” le ricorda mamma). È così fissata con pistoni e carburatori da frequentare uno sfascia carrozze dove adocchierà Bumblebee in versione maggiolino Volkswagen, visto che il nostro giovane partigiano extraterrestre aveva avuto appena il tempo di mimetizzarsi nella buffa macchina tedesca poco prima di accasciarsi al suolo in riva al lago al termine di quello stressante atterraggio da Cybertron. Il film di Knight diventa allora molto presto un incontro di giovani generazioni in guerra (lui di Cybertron; lei della società stressante Usa), dentro l’ormai interminabile stagione del revival anni ’80 (Duran Duran, Smiths, A-Ha, Bon Jovi in colonna sonora) con un occhio a E.T. (1982) di Spielberg (giovane terrestre senza padre aiutato da alieno con superpoteri) e l’altro a Il Gigante Di Ferro (1999) di Brad Bird (nostro rappresentante organico + robot gigante gentile). Ci piace da morire nel film di Knight il look leggermente meyeriano (nel senso di Russ Meyer) di Hailee Steinfeld, mai così forte al cinema dai tempi de Il Grinta (2010) dei Fratelli Coen. Quando la sua Charlie va in motorino incavolata nera con quello strano tagli di capelli e trucco sui generis… ricorda non poco il viso tagliente e incavolato delle manesche “pussycat” del deserto di qualche titolo cult di Russ Meyer. Leggermente fuori tono, proprio per questa bella sintonia carne & metallo tra Charlie e Bumblebee, la love story tra la nostra eroina meccanica e il nerd innamorato di lei interpretato nel film da Jorge Lendeborg Jr nei panni dell’imbranato Memo. Lui la desiderava osservandola in divisa da un’esercizio commerciale davanti a quello di lei come insegna il grande Cameron Crowe sceneggiatore di Fuori Di Testa (1982).

Conclusioni

Insomma… alzi la mano chi pensava che uno spin-off prequel di saga a cinque film di Transformers potesse scaldarci così tanto il cuore e portare a massima concretizzazione un’idea di tanta realtà di oggi: nerd, nella contemporaneità, sono anche le signore un tempo (proprio nei sempre più celebrati anni ’80) molto più distaccate da noi maschietti per quanto riguardava questo tipo di intrattenimento cinematografico. Qui non abbiamo solo una signorina protagonista di un’avventura fantastica con robot alieno ma tutta l’idea di una nuova declinazione del film hollywoodiano con “lei” in sostituzione di “lui” senza che il testo debba per questo diventare teoricamente più romantico o sdolcinato.
Infatti quello che funziona di meno in Bumblebee è proprio l’amore tra Charlie e Memo.
Sul fronte dell’azione, dramma familiare middle-class e humour (eccellente John Cena come antipasto al John Turturro che verrà a livello cronologico) Bumblebee è veramente una bomba.

Consigliati dalla redazione