Pochi giorni fa Steven Spielberg ha annunciato di aver trovato l’attrice che interpreterà Maria nel nuovo adattamento di West Side Story, ovvero Rachel Zegler.

Ma un mese fa il regista e lo sceneggiatore Tony Kushner (che ha scritto la nuova sceneggiatura basandosi sul libretto del musical di Broadway del 1957 e sullo script del film del 1961) si sono recati in segreto nell’isola di Portorico per incontrare una sessantina tra studenti, docenti, giornalisti e critici. La conversazione, durata circa un’ora e mezza, a un certo punto è finita sul tema della rappresentazione: sia il musical originale che il film di Robert Wise sono sempre stati malvisti dalla popolazione locale per via della raffigurazione stereotipata dei portoricani.

Durante l’incontro, una docente di nome Isel Rodriguez ha chiesto a Spielberg e Kushner come intendono rappresentare i portoricani nel loro remake:

 

Momento en el que Isel Rodriguez le preguntó a Steven Spielberg y Tony Kushner cómo serían representados los puertorriqueños en su versión de West Side Story para evitar los estereotipos del musical original.

Pubblicato da Mario Alegre Femenías su Venerdì 14 dicembre 2018

 

La professoressa ha citato in particolare un passaggio della canzone America, in cui Anita (Rita Moreno, nel film del 1961) canta “Puerto Rico / My heart’s devotion / Let it sink back in the ocean”, spiegando che “I musical ti risvegliano e ti fanno venir voglia di cantare, ma la cosa diventa complicata quando ti ritrovi una frase come ‘facciamola sprofondare nell’Oceano’…”

Kushner ha risposto che “Si tratta di una frase presente nel musical di Broadway. Il librettista Stephen Sondheim la cambiò a causa delle reazioni negative da parte dell’isola. Noi utilizzeremo i testi del film”, ma in realtà è l’opposto, nel musical originale si parlava di “island of tropical breezes”, frase che nel film si trasforma in “let it sink back in the ocean”. Lo sceneggiatore ha ammesso la gaffe chiedendo aiuto a Spielberg, che ha risposto con calma:

Uno dei motivi per cui siamo qui, uno dei motivi per cui abbiamo assunto così tanti cantanti, ballerini, attori portoricani è che abbiamo bisogno del vostro aiuto per rappresentare al meglio Portorico, in modo da farvi e farci sentire fieri di ciò che abbiamo fatto.

Spielberg ha spiegato di avere un’ossessione maniacale per gli accenti, e di aver assunto numerosi esperti di dialetti per “aiutare i portoricani che vivono a New York da troppo tempo a ricordare le proprie origini”. Stesso dicasi per le scenografie: numerosi esperti sono stati coinvolti per ricreare perfettamente il look della New York multietnica degli anni cinquanta: “Gli oggetti, le insegne, i costumi, lo slang… abbiamo coinvolto persone che erano presenti all’epoca.”

L’Hollywood Reporter ha parlato con il critico Mario Alegre Femenías, che era presente e ha condiviso il video, il quale ritiene che il problema sia più ampio:

Spielberg ha risposto come ha potuto, ha cercato di sistemare le cose. Ma l’impressione generale è che non abbiano capito proprio il punto. Non penso che il problema si possa risolvere coinvolgendo attori latinoamericani che parlano il dialetto giusto. […] West Side Story è un musical che ha sempre presentato i portoricani come gente che decide di mandare a quel paese la propria isola perché ama l’America. Ma ogni volta che c’è stata una gigantesca emigrazione è stato per motivi economici. Il musical non ha mai spiegato che il motivo della migrazione era la necessità, non l’amore per l’America.

Il remake di West Side Story arriva in un momento storico particolarmente difficile per l’isola caraibica, schiacciata da un debito di 6 miliardi di dollari dopo la devastazione dell’Uragano Maria che nel 2017 ha ucciso tremila persone. La comunità è provata non solo da questo, ma anche dalle invettive anti-immigrazione del Presidente degli Stati Uniti (oltre 300.000 portoricani si sono trasferiti negli USA dopo l’uragano). In questo senso, il nuovo West Side Story potrebbe contribuire a cambiare la percezione. Ne è consapevole Spielberg, che alla fine dell’incontro ha spiegato che il suo film sarà una risposta alla linea dura anti-immigrazione di Donald Trump:

Questo film sarà sempre Romeo e Giulietta. Ma parlerà anche di ciò che sta succedendo oggi, di ciò che succede al confine. È un film molto attuale su come i bianchi respingano qualsiasi persona non abbia il loro stesso colore della pelle. È una parte molto importante della nostra storia.

 

Scritto da Tony Kushner, il film di Spielberg sarà un nuovo adattamento del musical del 1957 scritto da Arthur Laurents e Stephen Sondheim con musiche di Leonard Bernstein. Le coreografie saranno curate da Justin Peck.

Nel cast vi saranno Ansel Elgort (Tony), Rachel Zegler (Maria), Rita Moreno (Valentina), Ariana DeBose (Anita), Josh Andrés Rivera (Chino), David Alvarez (Bernardo).

Ricordiamo che nel 1961 uscì al cinema un adattamento diretto da Robert Wise che ottenne dieci Oscar, incluso miglior film.

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