Qualche giorno fa vi abbiamo riportato le parole di Shannon Lee, la figlia di Bruce Lee, che criticava Quentin Tarantino per come è stato rappresentato suo padre in C’era una volta a… Hollywood.

Il regista ha ribattuto nelle ore successive, difendendo la propria visione durante una conferenza stampa in Russia:

È un personaggio di finzione. Se dico che Cliff può battere Bruce Lee è perché è un personaggio di finzione e posso immaginare che batta Bruce Lee. La realtà è che Cliff è un Berretto Verde, ha ucciso molte persone nella Seconda Guerra Mondiale combattendo a mani nude. Quello che dice Bruce Lee è che ammira i guerrieri. Ammira il combattimento, e il pugilato è un’approssimazione del combattimento come sport. Cliff non appartiene a quello sport: combatte proprio. È una persona che adopera il combattimento. […] Se Cliff avesse combattuto con Bruce Lee in un torneo di arti marziali al Madison Square Garden, Bruce lo avrebbe ammazzato. Ma se Cliff e Bruce avessero combattuto nella giungla delle Filippine in un match a mani nude, Cliff lo avrebbe ammazzato.

L’obiettivo di Tarantino, insomma, era quello di dipingere Booth come un personaggio molto pericoloso. Il regista però ha affermato anche:

Bruce Lee era piuttosto arrogante. Il modo in cui parlava… non è che me lo sono inventato. L’ho sentito dire cose di quel tipo. Se le persone dicono che non ha mai dichiarato di poter battere Mohammad Ali, ebbene sappiano che non solo lo ha detto, ma lo ha ripetuto anche sua moglie Linda Lee nella prima biografia su di lui che abbia mai letto. Lo ha assolutamente detto.

In realtà qui Tarantino si sbaglia: in una biografia del 1987 scritta da Robert Clouse (regista di Enter the Dragon) si afferma l’esatto opposto, spiegando che Lee osservava spesso le mosse del campione per poterle imitare, ma che “sapeva che non avrebbe mai potuto batterlo, dichiarando ‘Guarda le mie mani: sono piccole mani cinesi, mi ucciderebbe!'”. Nella biografia scritta da Linda Lee, “Bruce Lee: The Man Only I Knew”, la donna in realtà citava un critico:

Anche i critici più duri dovevano ammettere che il suo gungfu era sensazionale. Un critico scrisse: “Chi lo vedeva poteva scommettere che Lee avrebbe messo KO Cassius Clay se fossero stati chiusi in una stanza”.

Interpellata da Variety, Shannon Lee ha rincarato quindi la dose:

Tarantino potrebbe starsene zitto. Sarebbe davvero carino. O potrebbe scusarsi, o ammettere di non sapere nulla di com’era veramente Bruce Lee, e di aver scritto quel personaggio per il suo film senza pretendere che sia un ritratto realistico.

Uno dei problemi della sua risposta è che, da un lato, vuole portare avanti il concetto che si tratti di fatti, e dall’altro pretenda di rimanere nel campo della finzione.

Secondo la Lee, suo padre poteva sembrare arrogante ma in realtà era solo sicuro di sè, e comunque questo non lo rendeva “un uomo perfetto”.

C’Era una Volta a… Hollywood, la sinossi ufficiale:

DiCaprio interpreta Rick Dalton, un attore che ha avuto successo con una serie western e vuole debuttare al cinema nella Hollywood del 1969. Pitt è la sua spalla Cliff Booth, che fa anche la controfigura e lo stuntman e ha lo stesso obiettivo di Dalton. L’orribile omicidio di Sharon Tate (vicina di casa di Rick nel film, interpretata da Margot Robbie) e di quattro suoi amici per mano dei seguaci di Charles Manson fa da sfondo alle vicende dei due.

Nel cast anche Al Pacino (l’agente del personaggio di DiCaprio) Damian Lewis (l’attore Steve McQueen), Dakota Fanning (Squeaky Fromme, membro della “famiglia” Manson che cercò di uccidere il presidente Gerald Ford), Nicholas Hammond (regista Sam Wanamaker), Emile Hirsch (l’hair stylist Jay Sebring, una delle vittime degli omicidi Tate), Luke Perry (Scott Lancer), Clifton Collins Jr. (Ernesto The Mexican Vaquero) e Keith Jefferson (il Pirata di Terra Keith), Burt Reynolds, Timothy Olyphant, Tim Roth, Kurt Russell e Michael Madsen.

La Sony/Columbia Pictures, che ha acquisito i diritti di produzione e distribuzione globali del film (trattativa dalla quale è stata esclusa The Weinstein Company, da sempre partner di Tarantino fino allo scandalo che ha coinvolto Harvey Weinstein), ha fissato l’uscita americana al 26 luglio (in Italia arriverà invece a settembre).

Con un budget di un centinaio di milioni di dollari, il film è stato girato in California approfittando di un tax credit sulla produzione di ben 18 milioni di dollari. Secondo l’accordo Tarantino avrà il final cut e una porzione degli incassi vivi.

Come produttori figureranno David Heyman (Harry Potter e Animali Fantastici), Tarantino e Shannon McIntosh, mentre Georgia Kacandes sarà produttrice esecutiva.

L’uscita nelle sale italiane è prevista per il 19 settembre.

Fonte: TheWrap | Variety