Julie Andrews, premiata alla 76 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il Leone d’oro alla Carriera, è stata la protagonista di un interessante e divertente incontro durante il quale la star ha ripercorso le tappe più importanti del lavoro compiuto nel mondo di Hollywood, partendo proprio dal momento in cui Walt Disney è arrivato nel suo camerino, nel dietro le quinte dello spettacolo Camelot, per proporle di recitare in Mary Poppins.
La star ha ricordato:

Ho pensato che venisse a farmi i complimenti per lo show, ma voleva sapere se fossi interessata a sentire delle canzoni e vedere materiale per il suo nuovo film, Mary Poppins. Ho risposto onestamente spiegando che ero incinta e lui ha detto “Aspetteremo”. Non sapevo che ci volesse così tanto per preparare un film. Il mio allora marito, Tony Walton, era un designer di talento e ha chiesto di portare il suo portfolio alla produzione. Walt Disney ha visionato il materiale e gli ha quindi chiesto di realizzare tutti i disegni, i costumi e buona parte delle scenografie, lavoro per cui ha ricevuto una nomination agli Oscar. Walt aveva un grande intuito per il talento ed era veramente gentile, è stato meraviglioso!

Julie ha spiegato che un lungometraggio come Mary Poppins è stato in grado di anticipare i tempi e a livello tecnico era talmente innovativo che persino ora non si vedono i fili e gli espedienti tecnici utilizzati sul set. L’attrice ha però avuto non poche difficoltà nel realizzare alcune sequenze:

Ricordo l’agonia di indossare un’imbracatura, è stato davvero doloroso. Mi hanno programmato tutte le scene di azione e pericolose per la fine delle riprese per evitare problemi se mi fossi fatta male. Quando ero in aria, a un certo punto, mi sono innervosita perché sentivo che stavo per cadere, ho chiesto che mi facessero scendere, ma sono caduta di colpo e ho imprecato, ma per fortuna non mi sono fatta male.

Walton, con i suoi costumi, ha inoltre contribuito in modo significativo a creare il personaggio di Mary Poppins, sostenendo che avesse una vita segreta, elemento si nota perché all’interno dei costumi si vedono tanti colori mentre fuori è tutto a tinte scure, ci sono degli elementi scintillanti, dando l’idea che ci fosse un altro lato della sua personalità. La sua interprete ha inoltre sottolineato di essersi accorta che in occasione di My Fair Lady a teatro teneva i piedi puntati verso l’interno, mentre interpretando Mary all’esterno.

L’attrice ha successivamente ammesso di aver avuto qualche perplessità prima di accettare di girare Tutti insieme appassionatamente perché le sembrava tutto un po’ eccessivo:

C’erano sette figli, suore, le canzoni… Ma c’è stato l’approccio giusto e Christopher Plummer è stato l’elemento che ha tenuto tutto insieme, è stato adorabile. Delle riprese ho moltissimi ricordi del freddo, delle montagne, della pioggia, dei tempi di attesa tra un ciak e l’altro per avere il sole.

Tra i momenti più “memorabili” anche quelli relativi alla realizzazione della sequenza iniziale del film che ha coinvolto un elicottero che, con i suoi spostamenti, l’ha spinta, ovviamente involontariamente, a terra 3-4 volte.

Julie ha ricordato come sul palco dei Golden Globes avesse colto l’occasione di ringraziare i responsabili della Warner Bros che non l’avevano scelta per l’adattamento cinematografico di My Fair Lady, non essendo particolarmente conosciuta all’epoca dell’inizio del progetto e preferendo Audrey Hepburn:

Proprio grazie a quella scelta io ho potuto ottenere l’Oscar.

Una fase molto importante della sua carriera è stata quella in cui ha collaborato con il marito Blake Edwards:

Mi ha capita davvero bene e aveva intuito che ero distante dall’immagine di Mary Poppins, sviluppando per me dei personaggi molto diversi. Ci capivamo davvero bene, era divertente, irriverente, pieno di gioia. Le persone imploravano di far parte dei suoi cast e lavorare con lui. Con Blake il cinema era davvero innovativo, tutto aveva un approccio fresco e unico

Edwards, come ha spiegato l’icona del cinema, ha scritto S.O.B. per vendicarsi un po’ di Hollywood e i capi degli studios che spesso distruggevano i suoi film per ripicca:

Ha scritto una satira sulla mia immagine: il personaggio di Sally è questa brava ragazza il cui marito è alle prese con un enorme flop e decide di realizzare un remake pornografico con sua moglie come star.

Victor Victoria ha invece messo alla prova Julie Andrews con il ruolo di una donna che interpreta un uomo che finge di essere una donna, situazione che l’ha confusa in più occasioni:

Ero preoccupata perché temevo che il pubblico non capisse, ma mio marito mi ha rassicurata perché mi ha spiegato che le persone nel film avrebbero creduto che fossi un uomo e quindi anche il pubblico lo avrebbe fatto. Per girarlo ho studiato gli uomini: come si siedono, come si muovono, come stanno fermi. Ho abbassato anche di molto il tono della mia voce.

Sul set, inoltre, un giorno era vestita da uomo e un gruppo di membri della troupe non l’ha nemmeno notata mentre passava, situazione che l’ha entusiasmata perché aveva raggiunto il suo scopo nell’interpretare il personaggio.

La star ha ammesso che, nonostante sia conosciuta come Mary Poppins che è da sempre associata all’idea di “praticamente perfetta”, non sa affatto cucinare:

Sono davvero pessima. Ho cinque figli e dieci nipoti, ma non so affatto cucinare. Una delle mie figlie una volta mi ha detto: ‘Mamma, non hai mai fatto i brownie, nemmeno i biscotti’. Ho pensato fosse facile guardando la ricetta, ma ho sbagliato ingrediente ed è stato un disastro! E in più ho molti difetti e, come dice mia figlia, impreco molto! Come ha scoperto anche Walt Disney sul set di Mary Poppins!

Per quanto riguarda l’esperienza vissuta sul set del film Il Sipario Strappato, diretto da Alfred Hitchcock, Andrews ha spiegato che la prima scena che aveva girato è stata quella in cui è a letto con Paul Newman:

Niente male! Ma il regista voleva che ci fossero dieci coperte per dare l’idea di calore e creare un contrasto con l’ambiente in cui si trovavano i personaggi, ma era davvero troppo aggiungendoci con le luci! Io e Paul soffrivamo così tanto, ma la telecamera era a livello del busto e gli spettatori non potevano vedere che in realtà alzavano le coperte ad altezza dei piedi e c’era un ventilatore in azione per farci stare un po’ meglio.

Il maestro del cinema le ha inoltre spiegato quali lenti erano più adatte a lei e quali invece avrebbe dovuto chiedere di evitare per essere sempre impeccabile sul grande schermo e Julie ha inoltre aggiunto che era incredibile come riuscisse a terrorizzare le persone sul set e pochi secondi dopo interrompere quell’emozione facendo ridere. Tra le icone del cinema con cui Julie ha avuto modo di relazionarsi c’è stato anche Federico Fellini:

Era una persona davvero affascinante e sono stata onorata nel dargli l’Oscar. Quando ho vinto io il premio mi ha mandato una lettera meravigliosa. Anche Sophia Loren mi ha scritto. Si è trattato di qualcosa di davvero importante per me.

Il presente, per l’amata interprete di Mary, è all’insegna della positività e di tanti progetti. Nonostante un’operazione l’abbia privata della sua inconfondibile voce, l’attrice cerca sempre di portare la musica in ogni suo progetto, persino nei libri, e ha iniziato a fare la regista, oltre a scrivere insieme alla figlia, lavorare come produttrice e doppiatrice. Nella vita, inoltre, può sempre esserci un pizzico di magia:

Chi può dire che non esista e non funzioni come nel mondo di Mary? Amo vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e sono sempre fiduciosa pensando che ci sarà un periodo positivo quando va tutto storto. Bisognerebbe imparare un po’ dai veneziani: in questi giorni qui al festival ho notato che lavorano tutti duramente, ma sembrano sempre felici!

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