Con il 2019 si chiudono i primi vent’anni degli anni duemila, e così anziché concentrarci solo su un decennio abbiamo deciso di stilare una maxi-classifica con i migliori film dal 2000 a oggi.

UNA NOTA METODOLOGICA

Questa classifica è il frutto di discussioni, confronti e compromessi tra i nostri due critici Gabriele Niola e Francesco Alò. Come sapete, hanno giudizi molto diversi l’uno dall’altro: la classifica che troverete qui sotto include i migliori film secondo uno e secondo l’altro, e viene quindi arricchita dalle sensibilità di entrambi. Il metodo che abbiamo utilizzato è piuttosto semplice: Francesco e Gabriele hanno scelto cinquanta film dal 2000 a oggi (con un criterio a monte per quanto riguarda certi franchise, per esempio per Il Signore degli Anelli è stato scelto un solo film), noi abbiamo assegnato un punteggio decrescente dal preferito al meno preferito, abbiamo sommato le due classifiche e abbiamo scelto i primi 50 film in ordine di punteggio. Nell’ultima fase, sono stati fatti dei compromessi per quanto riguarda gli spareggi.

Prima della classifica, vi lasciamo a un’introduzione di Francesco e Gabriele su cosa ha rappresentato a livello cinematografico, per loro, questo primo ventennio del ventunesimo secolo.

FRANCESCO ALÒ

Sono stati 20 anni dominati da tre fattori: franchise, animazione e documentario. La proposta di creare una saga sempre più sofisticata allo spettatore, con programmazione degna di un’invasione militare, è venuta fuori con Il Signore degli Anelli e Harry Potter nei primi anni 2000 mentre la Marvel muoveva i primi passi prima della nascita dell’Universo nel 2008.

Questa classifica è frutto di un compromesso ma è interessante che questi tre fattori vengano confermati. Che dire? Sono tutti film molto interessanti e diversi. Per quanto mi riguarda sono molto felice della presenza Pixar, Miyazaki, Coen (i più grandi cineasti del ventennio a mani basse, per quanto mi riguarda), Michael Moore e David Lynch. L’Italia è ben rappresentata anche se la gravissima, ad oggi, mancata realizzazione di un franchise stile Marvel da Lo Chiamavano Jeeg Robot fa capire quanto ancora siamo provinciali e legati a un’immagine di cinema italiano etnografico da festival.

Si deve, e può, fare di più. Mad Max: Fury Road è forse l’emblema del risultato di incontro tra cinema d’autore, franchise e animazione ma quest’ultima parola in senso meno cinematografico e più quotidiano perché ancora non abbiamo capito come a più di 70 anni di età George Miller sia stato capace di “animarsi” in questo modo. È proprio un animale del cinema. Da amare per i prossimi venti anni e anche oltre.

lo chiamavano jeeg robotGABRIELE NIOLA

L’inizio del millennio è stato dominato dall’animazione. Questo emerge dalla classifica dei migliori 50 film dal 2000 ad oggi, scelti unendo le preferenze del sottoscritto e di Francesco Alò (giustamente diverse, in alcuni clamorosi casi coincidenti, tutti in vetta). Sono stati vent’anni segnati dall’animazione Pixar innanzitutto ma anche da quella commerciale dei molti rivali che non sono entrati in classifica ma hanno creato un settore di mercato là dove una volta c’era solo Disney. Quella giapponese poi è un discorso a parte: non ci ha mai davvero lasciato.

E sono stati i 20 anni dell’affermazione definitiva del cinema orientale in occidente. Se negli anni ‘80 il cinema d’azione di Hong Kong aveva attirato l’attenzione e nei ‘90 l’aveva fatto quello d’autore della Cina mandarina, ora quello coreano, indonesiano (ma diretto da un gallese) e di nuovo Giapponese (anche qui una costante che non ci ha mai abbandonato) hanno battuto un ferro incandescente, mostrando una via di mezzo tra il film d’autore e quello commerciale incredibile. Parasite è il caso più clamoroso, film di quest’anno che un posto se l’è preso di diritto (come anche Dolor Y Gloria per motivi molto diversi, un altro film che già è un classico).

E per il cinema italiano è stato un ventennio di immensi cambiamenti. Non solo è arrivata (finalmente) una nuova generazione di autori i cui film girano il mondo per davvero (Laura Bispuri, Alice Rohrwacher, Valeria Golino, Jonas Carpignano, Paolo Sorrentino, Matteo Garrone…) ma ne sta arrivando anche una che cerca di farlo con il cinema commerciale, Lo chiamavano Jeeg Robot è lì a rappresentarli tutti (Il Primo Re, Veloce come il vento, Smetto Quando Voglio, Mine, Perfetti Sconosciuti…). I nostri film si vendono molto più di prima, sono cercati, rifatti all’estero e attesi ai festival.

Matteo Garrone è di gran lunga il più alto in classifica. Matteo Garrone è unico. Non c’è mai stato nessuno come lui e il suo stile non lo può imitare nessuno. La lavorazione dei suoi film non somiglia a nient’altro di conosciuto e il risultato la rispecchia. Ha iniziato mostrando durezze incredibili e ora sta svoltando su una tenerezza commovente. Padroneggia tutti i registri ed è capace di creare immagini come non ne abbiamo mai viste. Solo Luca Guadagnino lo tallona (con due film in classifica), altro talento internazionale, conosciuto all’estero, amato e apprezzato da attori stranieri, coccolato addirittura dalle major.

La sorpresa vera (per me) è stata che alla fine non sono molti i documentari in classifica, anche se indubbiamente questi 20 anni sono stati quelli in cui il documentario è stato rivoltato come un guanto (ma c’è Michael Moore che di questo cambiamento e questa commercializzazione è stato l’alfiere).

Infine, inutile girarci intorno, è stato il ventennio delle saghe e dei franchise. Qui era facile sparpagliare le preferenze dando poco a tutti, alla fine però in classifica i pochi titoli che sono presenti sono forse davvero i più grossi, i più amati o i più influenti.

Nel complesso scorrendo le posizioni dalla prima all’ultima spero che possiate trovare tanti titoli che non avete visto o addirittura non avete sentito nemmeno nominare e vi venga la voglia di capire se meritino o no quella posizione (spoiler: sì la meritano), che poi è un po’ il senso di queste classifiche, non solo puntare il riflettore su chi sappiamo che lo merita ma anche su chi non avreste detto che lo meriti.

Ah sì, la prima posizione: Mad Max: Fury Road. Presentato fuori concorso al festival di Cannes, già a metà strappò un applauso fragoroso ad una platea di critici in sala grande (che è grandissima, 2.309 posti), nel momento in cui il bengala si spegne nel buio, unico attimo di pace del film in cui quell’applauso si sarebbe sentito. Nella mia carriera non avevo mai visto accadere una cosa del genere e mai l’ho vista accadere dopo. E poi ha incassato giustamente uno sfacelo. Davvero poteva essere un altro il film di questo ventennio?

I 50 MIGLIORI FILM DAL 2000 A OGGI

  1. Mad Max: Fury Road di George Miller
  2. La Città Incantata di Hayao Miyazaki
  3. Inside Out di Pete Docter e Ronnie Del Carmen
  4. Gomorra di Matteo Garrone
  5. Alla ricerca di Nemo di Andrew Stanton
  6. Mulholland Drive di David Lynch
  7. Una separazione di Asghar Farhadi
  8. Dolor y gloria di Pedro Almodovar
  9. Drive di Nicolas Winding Refn
  10. Il Signore Degli Anelli: La Compagnia dell’Anello di Peter Jackson
  11. Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti
  12. The tree of life di Terrence Malick
  13. Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino
  14. I figli degli uomini di Alfonso Cuaron
  15. La La Land di Damien Chazelle
  16. The raid: redemption di Gareth Evans
  17. Avengers: Infinity War di Anthony e Joe Russo
  18. Il favoloso mondo di Amelie di Jean-Pierre Jeunet
  19. Vizio di forma di Paul Thomas Anderson
  20. Up di Pete Docter e Bob Peterson
  21. The social network di David Fincher
  22. A Serious Man di Joel e Ethan Coen
  23. Wolf children di Mamoru Hosoda
  24. In The Mood For Love di Wong Kar-wai
  25. The fake di Yeon Sang-ho
  26. Memento di Christopher Nolan
  27. Paprika di Satoshi Kon
  28. Stop the pounding heart di Roberto Minervini
  29. Fahrenheit 9/11 di Michael Moore
  30. Spider-Man 2 di Sam Raimi
  31. Million Dollar Baby di Clint Eastwood
  32. La vita di Adele di Abdellatif Kechiche
  33. Gravity di Alfonso Cuaron
  34. Io sono l’amore di Luca Guadagnino
  35. Ferro 3 di Kim Ki-duk
  36. Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry
  37. Lost in translation di Sofia Coppola
  38. C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino
  39. Martyrs di Pascal Laugier
  40. 24 Hour Party People di Michael Winterbottom
  41. Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda
  42. Il divo di Paolo Sorrentino
  43. Non è un Paese per Vecchi di Joel e Ethan Coen
  44. No di Pablo Larrain
  45. Roma di Alfonso Cuaron
  46. Boyhood di Richard Linklater
  47. Parasite di Bong Joon-ho
  48. Border di Ali Abbasi
  49. Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson
  50. Coraline di Henry Selick

Ora la parola passa a voi: diteci cosa ne pensate qui sotto o sul forum!