Gabriele Niola

Gabriele Niola

redattore
Di lavoro gioco ai videogiochi e guardo film. È questa la vita che volevo da bambino

Gli articoli di Gabriele Niola

Aggiornato il 19 gennaio 2019 alle 23:42

Quattro designer per il trucco e protesi/manichini “credo non sia mai capitato, forse è la prima volta in Italia” dice Andrea Leanza, uno dei 4 designer di Il Primo Re, che era al lavoro il giorno della nostra set visit. Era sul campo a ritoccare

Questo mese in America, presto nel resto del mondo. Netflix ha aumentato la sue tariffe di uno e due dollari al mese (a seconda del tipo di abbonamento), poco in assoluto ma molto considerato che questa cifra oscilla tra il 12% e il 15% del totale

In mezzo a una folla composta sì e no da 3-4 colori (fango, nero, verde scuro della poca erba e uniformi blu scuro) si distingue un puntino rosso fuoco, è Maria Stuarda, la cui capigliatura (come accadeva in Brave della Pixar) dice tutto quel che c’è

Il vero protagonista di Creed II non è Adonis Creed né Rocky Balboa, ma la famiglia Drago, Ivan e Viktor. Sono loro i personaggi più importanti, anche se il film stesso sembra non averlo capito. Li vediamo all’inizio di giorno lavorare in un cantiere

Un anno dopo l’ottimo exploit di Metti la Nonna In Freezer ritorna al cinema un nuovo film scritto da Fabio Bonifacci (in mezzo c’è stato il più dimenticabile Ricchi di Fantasia). Questa volta è un adattamento non facile dal francese Alibi.com,

NBCUniversal avrà anch’essa il suo servizio on demand. CBS ha già la sua piattaforma in streaming per news, sport e serie tv, Fox ha lanciato Fox Nation, nel 2019 Disney lancerà Disney+ e Warner farà lo stesso con la sua piattaforma: mancava

Un animo sensibilissimo si strugge nell’attesa del ritorno del suo amore e nel dubbio che non sia invece morto. Questa è la sinossi onesta di un film concepito come 50 anni fa e che sarebbe stato difficile da mandare giù anche allora. Cinema di

Quando nel 2014 uscì Boyhood sembrava un’utopia auspicare un “effetto-Boyhood” per tutto il resto del cinema, cioè che i film cominciassero a trattare la loro lavorazione in modo da riprendere i corpi degli attori che invecchiano invece che invecchiarli