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Aggiornato il 23 febbraio 2018 alle 10:12

Solitamente a subire le ire degli spiriti in magioni maledette sono persone a caso, magari hanno la sfortuna di un avo che ha fatto qualcosa di sbagliato ma sono comunque persone ordinarie capitate nel posto sbagliato. La Vedova Winchester fin dal nome

In ogni abito che confeziona Reynolds Woodcock nasconde un’etichetta con una scritta (ricamata) sempre diversa. Dentro una manica, in un risvolto interiore delle spalle o all’interno del bustino. Sono introvabili, invisibili, ma ci sono e lui sa che

The Disaster Artist è un film insincero. E, cosa peggiore, è un film insincero che parla di cinema, cioè del mezzo con cui si esprime, risultando quindi anche interessato e autoreferenziale. Che non sia sincero è subito chiaro dalle dichiarazioni

Il problema con 7 Days in Entebbe è che non appena alza testa la sbatte. Fino a che il film di Josè Padilha rimane concentrato e a testa bassa sugli eventi che vuole raccontare, ovvero il dirottamento aereo e il sequestro dei passeggeri di un volo

Che Cedric Kahn avesse le migliori intenzioni è subito evidente. Da quando il suo protagonista arriva con un taglio in fronte, fatto chissà dove, chissà come, nel centro di recupero cristiano in mezzo ai monti (portato da chissà chi). La comunità

C’è un look fortissimo dietro Figlia Mia, un look molto coerente ed elaborato tipico del direttore della fotografia Vladan Radovic (lo stesso di Smetto quando Voglio), dai colori sempre molto saturi e dalla color correction evidente e calcata. Così

Il manuale di come rovinare il proprio stesso film potrebbe scriverlo Benoit Jacquot, negli ultimi anni fedelissimo delle trame ben imbastite ma regolarmente rovinate da una insipida voglia di non andare a parare da nessuna parte. Eva ha in particolare

Una delle forme di reclutamento dell’ISIS è online. Non solo tramite video di propaganda, ma proprio tramite social media e Skype. Contattare qualcuno che ha mostrato simpatia per la causa da Facebook, intavolare una conversazione che vada a parare