Fino al 19 aprile Sky Cinema Collection diventa Sky Cinema DreamWorks con i migliori film del grande studio d’animazione disponibili anche on demand sulla piattaforma e su Now Tv, da Dragon Trainer a Shrek passando per classici come Il principe D’Egitto. Nel nostro speciale troverete tutti i video, le curiosità e gli approfondimenti!

Oggi vi raccontiamo alcune curiosità su Il principe d’Egitto, il film diretto da Brenda Chapman, Steve Hickner e Simon Wells arrivato al cinema a dicembre 1998.

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  • Costata 70 milioni, la pellicola incassò 218,6 milioni di dollari in tutto il mondo. All’epoca si trattò del film d’animazione non Disney di maggiore successo nella storia del cinema;
  • In un’intervista risalente a molti anni fa, Jeffrey Katzenberg parlò della genesi del progetto. Il produttore e ex-presidente dei Walt Disney Studios (dal 1984 al 1994) aveva proposto un film animato dei Dieci Comandamenti all’amministratore delegato Michael Eisner, ma questi si oppose all’idea, così quando Katzenberg abbandonò la sua posizione decise di fondare con il sostegno di Steven Spielberg e di David Geffen la DreamWorks SKG. Il film nacque durante uno degli incontri con i suoi nuovi colleghi:

Il mio sogno era di fare un passo indietro, prendere la tecnica dell’animazione e raccontare una storia diversa. Ora, 60 o 70 anni dopo, quando si parla di animazione si pensa a una fiaba animata per bambini. Che l’animazione sia un genere e non una tecnica è una mentalità tramandata da generazione in generazione. È così radicata che la visione di Walt Disney del genere è l’unica cosa che conosciamo. Ma per me l’animazione è una tecnica, e quello che raccontai a Steven e a David quel giorno, seduto nel salotto di Steven, è che io volevamo raccontare una storia come Indiana Jones, usando la tecnica dell’animazione“. Spielberg guardò il collega negli occhi per due secondi e disse: “Ottimo, allora dovresti fare I dieci Comandamenti“.

  • Tra i doppiatori in lingua originale troviamo Ralph Fiennes (Rameses II), Michelle Pfeiffer (Tzipporah), Martin Short (Huy), Steve Martin (Hotep) e Ofra Haza (Yocheved). Tutti e cinque doppiarono sia le parti recitate che cantate. La voce di Dio spettò a Val Kilmer che interpretava anche Mosè. All’inizio la produzione volle fondere tutte le voci dei personaggi principali per creare la voce di Dio, ma si rese conto di aver bisogno di una voce dominante: ecco perché nel film si sente principalmente quella di Kilmer, ma in sottofondo anche quella degli altri. Per il doppiaggio italiano Francesco Vairano scelse Roberto Pedicini (Mosè), Luca Biagini (Ramses), Gabriela Borri (Zippora), Antonella Rendina (Miriam), Maurio Mattioli (Ietro) e Melina Martello (reina Tuya);
  • Durante la corsa iniziale (video) c’è un momento in cui Mosè finisce contro un costruttore facendo crollare tutta l’impalcatura e danneggiando il naso della statua a cui stava lavorando. Si tratta di un omaggio a uno dei misteri dell’Antico Egitto: alla celebre Sfinge manca il naso e nessuno è riuscito a spiegarlo. Altri film d’animazione hanno fatto una strizzata d’occhio simile tra cui Aladdin e Asterix e Cleopatra;
  • Sia Val Kilmer che Christian Bale possono vantarsi di aver interpretato sia Batman che Mosè nella loro carriera;

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  • All’artista Nathan Fowkes, che con il tempo divenne uno dei concept artist di punta nell’animazione Dreamworks, fu commissionato di lavorare alla tavolozza dei colori (color key) per la scena del banchetto reale in onore di Ramses, uno dei suoi primi incarichi e di certo uno dei più colossali, un onere e un onore per qualsiasi artista. Al principe d’Egitto Fowkes ha dedicato diversi post sul suo blog ufficiale in cui ha parlato del proprio lavoro. Il suo studio di luci e colori per la scena del banchetto diede una forte impronta anche al resto del film, caratterizzato dal dualismo di “unità e varietà”. Nei suoi concept e in questo in particolare possiamo scorgere come i colori ambientali siano molto simili dal punto di vista tonale per ricreare un’atmosfera calda e che abbraccia l’intera scena regale, mentre la monotonia del caldo è spezzata da un’ondata di colori freddi che incorniciano e danno risalto alla sequenza centrale. In linea più generale l’artista ha definito l’incarico ricevuto una “vera sfida” perché con l’utilizzo della luce e con un’atmosfera potente avrebbe dovuto rendere epiche ambientazioni vaste e intime, esterne o interne senza alcuna differenza.
  • L’adattamento musical teatrale ha fatto il suo debutto nel West End a Londra a fine febbraio con alcune delle canzoni composte da Stephen Schwartz per il film assieme ad altri nuovi numeri scritti appositamente per il palco. Gli spettacoli sono stati sospesi a causa dell’emergenza Coronavirus.
  • Sugli effetti speciali aggiunti ai disegni tradizionali, Katzenberg ha spiegato: “Ci sono 1192 scene nel Principe d’Egitto, e 1180 contengono effetti speciali”. Con effetto speciale si può intendere qualcosa di molto semplice come il vento che soffia, la polvere o la pioggia. O anche qualcosa di molto più complesso come una delle piaghe. Al progetto hanno lavorato in totale 450 artisti, mentre la lavorazione è durata in totale 4 anni.

Il principe d'Egitto

Che ne dite di queste curiosità su Il principe d’Egitto? Ditecelo nei commenti!

Ora potete rivedere Il principe d’Egitto su Sky Cinema DreamWorks, fino al 19 aprile sulla piattaforma e anche on demand e su Now TV.