È arrivata su Disney + la serie di documentari Oggetti di scena (ne abbiamo parlato qui), che rivive la storia della Casa di Topolino, al cinema, attraverso sconfinati archivi che racchiudono i più preziosi oggetti di scena utilizzati per creare i capolavori che tutti ricordiamo. Nel corso degli episodi seguiamo il collezionista Dan Lanigan in giro per l’America alla ricerca delle props più celebri e significative. Ma, come detto nella sigla, nel cinema ogni elemento dell’inquadratura è pensato e disegnato per comunicare qualcosa. Nulla è lasciato al caso. Ecco che allora recuperare, a distanza di anni, gli artefatti fisici che hanno contribuito a creare la magia del cinema permette di scoprire lati mai visti della produzione e curiosi dietro le quinte.

Nel primo episodio la ricerca è stata dedicata a Mary Poppins, il film del 1964 diretto da Robert Stevenson. Ecco che cosa abbiamo imparato sulle magiche avventure della tata più amata da grandi e piccini… attraverso gli oggetti di scena!

Nessuno sa dove sia finito l’ombrello di Mary Poppins
Nell’episodio ci è permesso di osservare una replica del celebre manico a forma di pappagallo. Nonostante l’oggetto sia così iconico, l’unica cosa che resta è il calco utilizzato per creare l’originale (e le conseguenti copie), ma l’ombrello che vediamo inquadrato nel film è tutt’ora disperso.

Esistono tre repliche della sfera di neve de “La cattedrale”
In uno dei momenti più suggestivi del film, Mary Poppins fa addormentare i bambini con una ninna nanna mentre mostra loro una sfera di neve contenente una miniatura della cattedrale della città. La canzone racconta la storia di una vecchietta che vive sulle scale dell’edificio, e che chiede penny ai passanti, circondata dagli uccellini. L’oggetto di scena protagonista della sequenza è uno dei pezzi di collezionismo più amati dagli appassionati, data la sua pregevole fattura. Ne esistono tre copie: l’originale del 1964, la nuova versione vista in Il ritorno di Mary Poppins, e infine una replica “di backup” creata dallo scultore e scenografo Kevin Kidney. La sfera originale venne ritrovata nell’armadio di un addetto alle pulizie quando si iniziò a lavorare all’archivio Disney, ma il reperto era mutilo: mancava la parte di legno sotto il vetro, che è stata poi ricreata basandosi sulle immagini e le informazioni disponibili.

Richard Sherman è l’unica persona che può toccare il pianoforte di Walt Disney
Jason Schwartzman, che ha interpretato Richard Sherman in Saving Mr. Banks, è uno dei più grandi fan di Mary Poppins. Insieme a Dan Lanigan si è recato nello studio di Walt Disney dove i due hanno incontrato il compositore delle musiche: Richard Sherman. Il musicista ha eseguito per loro alcuni brani al pianoforte di Walt Disney. Gli ospiti, tuttavia, se ne sono tenuti ben lontani. Solo al compositore è infatti permesso toccare il prezioso strumento.

Peter Ellenshaw ha creato la città di Londra con olio, guazzo e la luce delle lampade
Prima del green screen le scenografie venivano “aumentate” dalla tecnica del matte painting, la pittura dei fondali. Lo scenografo Peter Ellenshaw ha catturato la visione di Walt Disney della Londra edoardiana dipingendo i fondali a olio. Ma non è tutto: per ricreare la luce intermittente delle case e l’atmosfera densa della città vennero aggiunti effetti pratici di fumo e venne lasciato uno spazio vuoto nel vetro dipinto per fare filtrare la luce da dietro.

mary poppins fondale

I pinguini erano inizialmente uomini in smoking
Nello storyboard originale i pinguini erano stati concepiti come uomini in smoking, ma Walt chiese di renderli più divertenti. E chi indossa uno smoking e diverte i bambini…? I Pinguini! Per far sì che Julie Andrews e Dick Van Dyke guardassero nella direzione giusta furono create delle repliche in cartone dei simpatici animali.

La borsa di Mary Poppins venne giocata in una lotteria
Uno degli oggetti che più ha segnato l’immaginario è la celebre borsa di Mary Poppins. Nel 1964 la Kraft organizzò una lotteria come azione di marketing a ridosso dell’uscita del film. Si poteva vincere una cinepresa 8mm, un televisore portatile e, come primo premio, la borsa originale di Mary Poppins con 10 mila dollari all’interno. Il vincitore accettò però solo il denaro e la borsa venne conservata nella soffitta dell’addetto alla consegna del premio.

La giostra dei cavalli è ispirata a un’attrazione realmente esistente.
Walt Disney trovò ispirazione per la giostra dei cavalli senza dovere allontanarsi troppo da casa. A Griffith Park, tra la sua abitazione e lo studio, è tutt’ora conservata una giostra con i cavalli da lui particolarmente amata. Egli si recava spesso in quel luogo con le sue figlie, Sharon e Diane, e le guardava giocare, seduto su una panchina. La giostra fu un’ ispirazione per Disneyland, ma soprattutto per la famosa scena del film. I cavalli vennero progettati per rispecchiare le fattezze di Julie Andrews e Dick Van Dyke.

Cosa ne pensate degli aneddoti di Mary Poppins? Potete dire la vostra nello spazio dei commenti o sul forum!

Oggetti di Scena è disponibile su Disney+ dal 1 Maggio 2020.