007: due iconiche star dicono la loro sulle caratteristiche che dovrebbe avere il prossimo James Bond
Pierce Brosnan rivela il suo candidato ideale per il prossimo James Bond: Callum Turner. Judi Dench riflette sull'evoluzione di 007 attraverso i decenni.
La corsa per il prossimo James Bond è ufficialmente iniziata e Amazon MGM Studios si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella storia più longeva e affascinante del cinema britannico. Mentre i bookmaker sfornano previsioni e i fan si dividono sui social, chi meglio di un ex 007 può dire la sua su chi dovrebbe impugnare la Walther PPK? Pierce Brosnan, l'uomo che ha riportato in vita la saga dopo sei anni di pausa negli anni Novanta, ha rotto il silenzio e fatto il nome del suo candidato ideale.
La scelta di Brosnan di sostenere Turner rappresenta una sorpresa nel panorama delle scommesse. Fino a questo momento, Jack Lowden, protagonista della serie Slow Horses, figurava come il favorito assoluto secondo i principali siti di betting e i sondaggi dei fan. L'endorsement di chi ha indossato lo smoking di Bond in GoldenEye, Tomorrow Never Dies, The World Is Not Enough e Die Another Day porta però un peso specifico non indifferente. Brosnan non si è limitato a interpretare 007 sul grande schermo: la sua immagine è stata scannerizzata per videogiochi cult come GoldenEye 007 per Nintendo 64, consolidando il suo status di icona transgenerazionale del franchise.
Ma se Brosnan guarda al futuro, Judi Dench riflette sul passato e sull'evoluzione di un personaggio che ha saputo adattarsi ai tempi senza perdere completamente la propria essenza. Nel suo memoir Is It Too Late to Make a Run For It?, estratti del quale sono stati condivisi in esclusiva da Variety, l'attrice che ha interpretato M in otto film della saga rivela quale Bond preferisce e analizza i cambiamenti del personaggio nel corso dei decenni.
La riflessione più interessante riguarda però l'evoluzione dello stile narrativo della saga. Quando Dench ha iniziato a interpretare M in GoldenEye nel 1995, Bond era soave ed elegante, ordinava i suoi Martini agitati e non mescolati e attraversava le scene d'azione emergendo praticamente senza un graffio, con il suo abito di Savile Row ancora perfetto. Gradualmente, nel corso degli otto film a cui ha partecipato, 007 è diventato più sporco, più realistico, meno figura di fantasia. Una trasformazione che rispecchia i tempi, come nota acutamente Dench, anche se questo ha comportato una perdita: le sceneggiature non sono più brillanti come un tempo.
L'osservazione dell'attrice tocca un nervo scoperto per molti appassionati della saga. Il Bond dell'era Craig ha certamente portato profondità psicologica e realismo crudo, ma qualcosa della leggerezza british, di quella sprezzatura che rendeva 007 un gentleman spy oltre che un assassino autorizzato, si è perso per strada. Il dibattito su quale sia la giusta formula per il Bond del futuro divide ancora i fan: serve un ritorno alla sofisticatezza classica o bisogna continuare sulla strada del realismo grintoso?
Pierce Brosnan conosce bene il peso di quel patrimonio. Inizialmente offerto il ruolo nel 1986, dovette rinunciare per impegni contrattuali con la serie televisiva Remington Steele, lasciando spazio a Timothy Dalton per due film. Quando finalmente indossò lo smoking nel 1995, Brosnan riportò Bond al successo commerciale e riaccese l'entusiasmo del pubblico dopo anni difficili. La sua esperienza gli dà una prospettiva unica su cosa serva per avere successo in quel ruolo.
Mentre la speculazione prosegue, una cosa appare chiara dalle parole di Brosnan e Dench: il prossimo Bond dovrà essere più di un bel viso con un fisico scolpito. Dovrà portare presenza, profondità, senso dell'umorismo e la capacità di incarnare un personaggio che è contemporaneamente intrattenimento di massa e icona culturale. Dovrà essere abbastanza flessibile da modellarsi attorno alle esigenze narrative moderne, ma abbastanza forte da non farsi travolgere dal peso di una tradizione che ha fatto la storia del cinema.