28 anni dopo - Il tempio delle ossa conquista il record di gradimento: il suo punteggio è il più alto del franchise

28 anni dopo - Il tempio delle ossa conquista il 90% su Rotten Tomatoes, ribaltando il flop del predecessore. Nia DaCosta riporta la saga al successo con critica e pubblico.

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La saga degli infetti torna a fare i conti con il consenso del pubblico, e questa volta i numeri raccontano una storia di redenzione inaspettata. 28 anni dopo - Il tempio delle ossa, il secondo capitolo della nuova trilogia diretta da Nia DaCosta, ha conquistato un impressionante 90% di gradimento su Rotten Tomatoes da parte degli spettatori, basato su oltre 500 recensioni verificate. Un risultato che non solo rappresenta un'inversione di rotta rispetto al predecessore, ma segna anche il miglior punteggio audience nella storia dell'intera franchise, superando persino l'85% del cult originale 28 giorni dopo del 2002.

Il dato acquisisce ancora più rilevanza se confrontato con la tiepida accoglienza riservata a 28 anni dopo, il film che nel 2025 aveva riaperto la saga dopo quasi vent'anni di pausa. Quel capitolo aveva lasciato il pubblico profondamente diviso, con un record negativo del 63% di gradimento audience, il più basso mai registrato nella franchise. Gli spettatori si erano sentiti spiazzati dai momenti finali del film, creando una frattura evidente tra critica e pubblico che aveva fatto temere per il futuro della serie.

28 anni dopo - Il tempio delle ossa ha quindi dovuto affrontare una sfida doppia: riconquistare la fiducia di un pubblico scottato e mantenere le aspettative di una critica che, sin dalle anteprime, aveva decretato il film come il migliore della saga con un 94% di consenso. La domanda era: DaCosta sarebbe riuscita a colmare quel divario che aveva caratterizzato il capitolo precedente?

28 anni dopo: Il tempio delle ossa - 20th Century Fox



La risposta arriva proprio dai numeri. Questa volta critica e pubblico marciano finalmente all'unisono, concordando sul fatto che 28 anni dopo - Il tempio delle ossa rappresenti un'evoluzione matura per la franchise. Il film abbandona parzialmente l'action viscerale che aveva caratterizzato i capitoli precedenti per abbracciare una narrazione più riflessiva, incentrata sul contrasto morale tra due visioni del mondo post-apocalittico.

L'equilibrio tonale raggiunto dalla regista è stato particolarmente apprezzato: 28 anni dopo - Il tempio delle ossa riesce a essere brutale quando necessario, ma non dimentica mai di mantenere un cuore umano pulsante al centro della narrazione. I temi della fede e del nichilismo vengono esplorati senza didascalismi, attraverso il confronto tra personaggi complessi e sfaccettati che rappresentano diverse reazioni all'apocalisse.

Il finale semina indizi sul destino di Jim e sul suo potenziale impatto sulla ricerca della cura. Senza entrare in spoiler, basti dire che il personaggio di Murphy potrebbe rappresentare la chiave di volta per comprendere l'evoluzione dell'infezione dopo 28 anni dalla sua comparsa. Questa promessa potrebbe essere sufficiente a riaccendere l'interesse del pubblico più ampio e a trasformare il passaparola positivo in una rivitalizzazione della franchise.

Il fenomeno Il tempio delle ossa offre uno spaccato interessante sulle dinamiche contemporanee del cinema di genere. In un'epoca in cui i franchise tendono a inseguire formule collaudate e spettacolarizzazione crescente, questo film ha scelto la strada opposta: approfondimento, complessità narrativa, focus sui personaggi piuttosto che sull'azione fine a se stessa. E il pubblico, almeno quello che ha scelto di dargli una chance, ha premiato questa scelta coraggiosa.

Fonte / ScreenRant.com
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