28 Anni Dopo: il terzo capitolo è a rischio cancellazione? La teoria dei fan che guarda al flop del Tempio di Ossa

Sony tace sul terzo film di 28 Anni Dopo. Un post inquietante alimenta i timori di cancellazione dopo il flop di Il tempio di ossa.

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Il ritorno del franchise zombie più amato del cinema britannico rischia di trasformarsi in un caso irrisolto. Mentre i fan della trilogia 28 anni dopo attendono notizie sul capitolo conclusivo, un silenzio assordante da parte di Sony Pictures e dei creatori Danny Boyle e Alex Garland sta alimentando speculazioni sempre più concrete sulla possibile cancellazione del terzo film.

La questione è esplosa sui social media dopo la pubblicazione di un post promozionale che ha fatto suonare tutti i campanelli d'allarme. L'account ufficiale del franchise, nel promuovere l'uscita digitale di Il tempio delle ossa negli Stati Uniti, ha scelto una tagline particolare: "Witness the ending you've been waiting 28 years for", ovvero "Assisti al finale che aspetti da 28 anni". La parola chiave è proprio quella: finale. Un termine che nella lingua del cinema può significare molte cose, ma che in questo contesto ha scatenato un'ondata di panico tra gli appassionati.

Le interpretazioni si dividono nettamente. Da un lato ci sono coloro che leggono in quel messaggio la conferma implicita che non ci sarà un terzo capitolo, che Sony ha deciso di chiudere i conti dopo i risultati deludenti al botteghino. Dall'altro, i più ottimisti sostengono si tratti semplicemente di un riferimento al ritorno di Cillian Murphy nei panni di Jim, il protagonista del film originale del 2002, la cui riapparizione nella scena finale di Il tempio delle ossa rappresenta effettivamente un momento atteso da oltre due decenni.

Una scena di 28 Anni Dopo Il Tempio delle Ossa, fonte: Eagle Pictures



I numeri del box office raccontano una storia chiara e poco incoraggiante per chi spera nel capitolo finale. Il tempio delle ossa ha incassato 57,6 milioni di dollari a livello mondiale, una cifra che impallidisce di fronte ai 151,3 milioni del predecessore 28 Anni Dopo. Considerando che entrambi i film avevano un budget stimato di 60 milioni di dollari ciascuno, il sequel ha sostanzialmente coperto a malapena i costi di produzione, senza contare le spese di marketing e distribuzione che Hollywood calcola generalmente come equivalenti al budget stesso.

A Hollywood i numeri sono sentenze, e queste cifre parlano un linguaggio che gli studios comprendono perfettamente. Sony non ha mai ufficialmente dato il via libera al terzo film contemporaneamente ai primi due, nonostante Boyle e Garland avessero filmato 28 Anni Dopo e Il tempio delle ossa back-to-back. Il regista aveva dichiarato esplicitamente che il capitolo conclusivo sarebbe stato realizzato solo se i conti economici avessero avuto senso.

Ralph Fiennes in 28 Anni Dopo Il Tempio delle Ossa, fonte: Eagle Pictures



Eppure non tutto è perduto. Il tempio delle ossa sta per debuttare sulle piattaforme digitali, e il mercato home video rappresenta oggi una fetta sempre più rilevante dei ricavi complessivi di un film. Se il secondo capitolo dovesse performare eccezionalmente bene in digitale, potrebbe cambiare i calcoli economici di Sony. Inoltre, il ritorno di Cillian Murphy, oggi stella di prima grandezza dopo il trionfo con Oppenheimer, potrebbe rappresentare un asset commerciale molto più potente per un eventuale terzo film rispetto a quanto lo fosse per The Bone Temple.

Nelle prossime settimane, mentre i dati del digitale cominceranno a materializzarsi, Sony dovrà prendere una decisione. Il silenzio non può durare all'infinito. I fan meritano di sapere se la storia che hanno seguito per più di due decenni avrà la conclusione promessa o se dovranno accettare un finale non definitivo, lasciato volutamente aperto ma mai completato. Nel frattempo, quel post inquietante continua a essere dissezionato parola per parola, come se contenesse un codice nascosto capace di rivelare il destino della trilogia.

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