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28 Anni Dopo Parte 3: la produzione del film è ferma, Danny Boyle lancia l'appello e spiega che sta succedendo

Danny Boyle ferma 28 Anni Dopo Parte III: Alex Garland impegnato con l'adattamento di Elden Ring per A24. Il terzo film della saga zombie è in standby per mancanza di fondi.

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Il terzo capitolo della saga zombie più attesa degli ultimi anni è ufficialmente in standby. Danny Boyle ha confermato durante un Q&A al London Film Festival che 28 Anni Dopo Parte III è attualmente "sul fornello posteriore", usando un'espressione che nella sua laconicità britannica dice tutto e niente. Il regista ha lasciato intendere che il progetto non è morto, ma nemmeno tra le priorità immediate. La speranza c'è, ha precisato Boyle, ma solo se si riuscirà a trovare il finanziamento necessario.

La notizia arriva come una doccia fredda per i fan della trilogia, soprattutto considerando che il secondo capitolo, 28 Anni Dopo: Il Tempio di Ossa, si è concluso con un cameo teaser di Cillian Murphy che sembrava promettere fuochi d'artificio per il finale. Invece, il sipario resta chiuso a tempo indeterminato. Ma cosa ha fermato davvero la produzione del terzo film. Boyle ha indicato due fattori principali: la difficoltà nel reperire fondi e l'agenda fitta di Alex Garland, lo sceneggiatore e collaboratore storico del regista.

Garland, ha spiegato Boyle, è attualmente impegnato in un "progetto enorme" per A24: l'adattamento cinematografico di Elden Ring, il videogioco cult sviluppato da FromSoftware che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Un'operazione che richiede tempo, risorse creative e una concentrazione totale.

Il secondo film della trilogia, uscito appena 30 settimane dopo il primo capitolo secondo alcuni commenti dei fan presenti all'articolo di Deadline, ha sofferto di una campagna marketing insufficiente e di un titolo che molti hanno trovato poco accattivante. Alcuni spettatori non si sono nemmeno accorti della sua uscita, scambiandolo per una riedizione del precedente. Un problema di comunicazione che potrebbe aver scoraggiato gli investitori dal mettere soldi sul terzo episodio.

"Abbiamo trovato molto difficile raccogliere i soldi per questo progetto", ha ammesso Boyle senza mezzi termini. "Non ho idea del perché. Non ci hanno detto perché non volevano darci i soldi". Alla fine è stata StudioCanal a credere nel progetto, anche se il budget concesso non era esattamente quello sperato. "Non ci hanno dato abbastanza soldi, ma sono stati coraggiosi, mentre molti altri non ci hanno dato nulla", ha continuato il regista.

Ma quali sono le prossime mosse di Danny Boyle? Se riuscirà a trovare i fondi necessari, il regista ha in cantiere un film ambientato in Antartide, che ha definito "la prossima priorità". Un progetto che sembra lontano anni luce dagli zombies che corrono per le campagne britanniche devastate dal virus della rabbia, ma che conferma la versatilità di un autore capace di passare da Trainspotting a The Beach, da Slumdog Millionaire a Steve Jobs.

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