3 film di Totò da recuperare su RaiPlay: la trama e le curiosità
Totò, icona del cinema del Novecento, è stato protagonista di diverse pellicole di successo: ecco tre film da recuperare visibili su RaiPlay. Trama e curiosità.
Totò non è stato solo un comico, ma rappresenta un vero linguaggio del cinema del Novecento. Attore che ha saputo trasformare la farsa, e che ha conquistato il pubblico con la sua semplicità verbale e spontanea. Considerato uno dei più profondi interpreti del nostro cinema e ancora oggi è fonte d'ispirazione per i giovani artisti. Nome di battesimo Antonio De Curtis, Totò arriva al cinema dal teatro di rivista e dall’avanspettacolo, portandosi dietro una tradizione popolare fatta d'improvvisazione e contatto con il pubblico. Il suo debutto in sala segna un punto di cambiamento: un prima e un dopo che rivela una comicità originale e fuori da ogni schema.
“Totò, Peppino e la… malafemmina” (1956)
Il cinema qui si esprime in un duetto perfetto: Totò e Peppino De Filippo sono due talenti unici, che si cercano e si sfidano, e riescono a trasformare l’equivoco in arte. È una commedia popolarissima che, riveduta oggi, mostra una regia attenta ai tempi e ai silenzi, e un Totò maestro nel rendere universale il provincialismo senza mai giudicarlo.
Antonio Caponi (Totò) e suo fratello Peppino (Peppino De Filippo) sono due zii meridionali, ingenui e diffidenti, che decidono di partire per Milano per “salvare” il nipote Gianni, convinti che sia caduto vittima di una donna senza scrupoli — la “malafemmina” del titolo. In realtà, la ragazza è una giovane onesta e innamorata, ma un'incomprensione iniziale scatena una catena di malintesi. Considerata la commedia degli equivoci per eccellenza, esprime appieno quel contrasto tra modernità e provincia tipico dell'epoca, un contrasto che Totò e Peppino interpretano alla perfezione.
Miseria e nobiltà (1954)
Commedia classica del cinema italiano, Miseria e Nobiltà è un ritratto di un'Italia povera che non si arrende e non rinuncia alla sua dignità. Qui Totò domina la scena con una leggerezza che non cancella la povertà, ma la sublima. Con un linguaggio leggero il film racconta l’Italia delle illusioni con un sorriso, ma anche qualche nota di sarcasmo.
Felice Sciosciammocca (Totò) e Pasquale (Enzo Turco) sono due scrivani napoletani ridotti alla fame, costretti a vivere di espedienti insieme alle rispettive famiglie in una casa miserabile. Un giorno ricevono un’insolita proposta: fingere di essere parenti aristocratici per aiutare il giovane Eugenio, innamorato di una ballerina, a ottenere il consenso del padre, un cuoco arricchito che disprezza le origini popolari. I due si prestano alla farsa in cambio di un compenso, ma soprattutto di un pranzo vero. Alla fine, dopo una serie di espedienti, fraintendimenti emerge un'unica verità, quella che rivela che la vera ricchezza è quella dei sentimenti.
Guardie e ladri (1951)
In Guardie e Ladri Totò recita accanto ad un'altra icona del cinema italiano: Aldo Fabrizi. Ettore Lombardi (Totò) è un piccolo ladro romano che riesce a sfuggire alla polizia dopo aver truffato uno straniero. Sulle sue tracce si mette il brigadiere Bottoni (Aldo Fabrizi), un agente corretto e umano, deciso a portare a termine l’arresto nonostante le difficoltà. Ne nasce un lungo inseguimento attraverso una Roma popolare e periferica, fatta di cortili, baracche e strade antiche.