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3 film italiani da vedere e (ri)vedere su Prime Video. Gratis per pochi giorni

Su Prime Video, 3 capolavori del cinema italiano

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Scadenza imminente, di quelle che fanno scattare il panico da "prossimi alla rimozione" nella watchlist di Prime Video. C’è un trio di pellicole italiane che sta per abbandonare lo streaming gratuito (incluso nell'abbonamento) e che merita assoluta precedenza nelle vostre prossime serate cinefile.

Parliamo di tre opere intense, capaci di muoversi tra i chiaroscuri della storia e le pieghe più intime dell'animo umano, firmate da registi che sanno esattamente come agganciare lo sguardo dello spettatore senza concedere nulla al già visto.

Il viaggio non può che iniziare con Le assaggiatrici, l'ultimo, splendido lavoro firmato da Silvio Soldini. Il regista milanese abbandona i toni più leggeri del passato per confezionare un dramma storico teso e claustrofobico, liberamente ispirato al bestseller di Rosella Postorino. Soldini trasforma l'atto vitale del nutrirsi in un costante gioco alla roulette russa con il destino, supportato da un cast internazionale di straordinaria bravura guidato dalla magnetica Elisa Schlott, affiancata da Max Riemelt e Alma Hasun.

La macchina da presa si insinua nelle dinamiche psicologiche di questo gruppo di giovani donne costrette a fare da scudo umano al palato del Führer, trasformando ogni boccone in un potenziale ultimo respiro. È un cinema che lavora sui nervi scoperti, dove la fame di sopravvivenza si scontra frontalmente con il senso di colpa, restituendoci una pagina di storia tanto laterale quanto spaventosa.

Gli altri due film consigliati da vedere su Prime Video

Dalle tavole imbandite della Germania nazista ci spostiamo bruscamente verso le atmosfere rarefatte ed emotive di Gioia mia, il folgorante esordio alla regia di Margherita Spampinato. Qui il cinema italiano ritrova quella capacità ancestrale di raccontare i legami di sangue e di terra con una delicatezza che non scade mai nel patetico.

La regista si affida alla monumentale bravura di un’icona come Aurora Quattrocchi e alla sorprendente naturalezza del giovanissimo Marco Fiore, costruendo attorno a loro un cast completato da Martina Ziami e Camille Dugay Comencini. La narrazione si sviluppa attorno alla trasferta estiva in Sicilia del piccolo Nico, dando vita a una ricerca d'identità potente e silenziosa, dove i non detti pesano più delle parole urlate e la provincia diventa un personaggio a sé stante, complice e ostile al tempo stesso. È un film che richiede di abbandonarsi al suo ritmo interno per essere apprezzato appieno, ma che ripaga il pubblico con un finale che risuona dentro per giorni.

I misteri della famiglia e i meccanismi

Infine, l'attenzione si sposta su Una figlia, pellicola in cui Ivano De Matteo torna a esplorare i cortocircuiti dei nuclei familiari con la sua consueta regia asciutta e priva di fronzoli. Al centro della scena troviamo un rapporto generazionale complesso, sviscerato grazie alle interpretazioni viscerali di Stefano Accorsi e della talentuosa Ginevra Francesconi, uniti sullo schermo da un'alchimia dolorosa e potentissima, supportata dalle ottime prove di Michela Cescon e Thony.

De Matteo mette a nudo con lucidità tagliente le fragilità, i segreti e le proiezioni che un padre riversa sulla figlia dopo un grave lutto, finché l'ingresso di una nuova compagna non fa saltare tutti gli equilibri. La cinepresa sceglie una strada quasi documentaristica nel pedinare i suoi protagonisti, evitando facili giudizi morali per concentrarsi sulla verità dei corpi e degli sguardi.

Il countdown è già iniziato e il catalogo di Prime Video non fa sconti. Questa tripletta rappresenta il meglio del nostro cinema contemporaneo meno incline ai compromessi commerciali: accendete lo schermo, mettete lo smartphone in modalità aereo e godetevi lo spettacolo prima che sia troppo tardi.

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