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A24, la celebre casa di produzione americana prende il nome dall’ autostrada italiana: il segreto che pochi conoscono.

Dietro uno dei marchi più riconoscibili del cinema indipendente americano c’è una storia sorprendentemente italiana: il nome A24 nasce infatti durante un viaggio lungo l’autostrada che collega Roma e Teramo.

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A volte un marchio nasconde storie curiose e sorprendenti. Uno di questi è A24, una delle realtà più influenti del cinema contemporaneo, il cui nome ha un’origine quasi casuale ma porta con sé un curioso legame con l’Italia. Prima ancora di diventare sinonimo di cinema indipendente, di opere visionarie e di registi che si spingono oltre le convenzioni, A24 era semplicemente solo la sigla di un’autostrada italiana.

La società nasce a New York nel 2012 per iniziativa di Daniel Katz, David Fenkel e John Hodges, tre professionisti già attivi nell'industria cinematografica, con lo scopo di costruire una realtà indipendente per film originali e dare spazio a voci differenti da quelle abitualmente sostenute dai grandi studios. In poco più di un decennio, quella scommessa avrebbe cambiato profondamente la percezione stessa del cinema indipendente americano.

La curiosità più affascinante riguarda proprio l’origine del nome. A24 non è un acronimo e non nasconde alcun significato misterioso legato al mondo del cinema. È il nome dell’Autostrada dei Parchi, la A24 Roma-L’Aquila-Teramo. Daniel Katz si trovava in Italia quando ebbe l’idea di dare vita alla nuova società. Durante il viaggio lungo la A24 maturò la decisione di trasformare il progetto in qualcosa di concreto. Secondo la ricostruzione della storia della società, anche il paesaggio abruzzese ebbe un ruolo nell'immaginario di Katz: durante il viaggio verso Teramo, la vista del massiccio del Gran Sasso contribuì a rendere quel momento particolarmente memorabile.

Moonlight - Fonte: A24

È una di quelle coincidenze che sembrano quasi delle sceneggiature cinematografiche. Una società che negli anni avrebbe prodotto e distribuito alcuni dei film più audaci del cinema americano contemporaneo prende il proprio nome da una strada italiana percorsa quasi per caso. E c'è un dettaglio ancora più curioso: il nome scelto per la società non anticipava affatto ciò che A24 sarebbe diventata. Non suggeriva cinema d'autore, non richiamava Hollywood e non conteneva riferimenti ai suoi fondatori. Era semplicemente un numero associato a una strada.

Quando A24 viene fondata, il panorama cinematografico americano è dominato da grandi studios e conglomerati sempre più potenti. La società sceglie una strada diversa: concentrarsi su film che possano distinguersi per regia, scrittura, linguaggio visivo e personalità. Uno dei primi titoli a far parlare seriamente del nuovo distributore è Spring Breakers di Harmony Korine. Il film, con James Franco, Vanessa Hudgens, Selena Gomez, Ashley Benson e Rachel Korine, diventa rapidamente un titolo divisivo e riconoscibile, perfettamente in sintonia con l’immagine anticonvenzionale che A24 avrebbe progressivamente costruito.

Il salto di qualità arriva poi attraverso film come Under the Skin, Ex Machina, Room e The Witch. Sono opere molto diverse tra loro, ma accomunate dalla volontà di non seguire necessariamente le strade più prevedibili del cinema commerciale. A24 comprende così qualcosa di fondamentale: nell'epoca dei grandi franchise e dei blockbuster, esiste ancora un pubblico disposto a cercare film insoliti, disturbanti, personali e difficili da incasellare.

Con il passare degli anni, il nome A24 comincia a diventare quasi un marchio di qualità per una determinata idea di cinema. Non significa automaticamente che ogni film distribuito o prodotto dalla società sia un capolavoro, ma indica una precisa disponibilità a sostenere progetti che difficilmente potrebbero essere confusi con la produzione standardizzata dei grandi studios. È particolarmente evidente nel cinema horror. Hereditary, Midsommar, The Lighthouse, Men e The Witch hanno contribuito a rendere popolare un modo diverso di affrontare la paura: meno interessato al semplice spavento e più concentrato su trauma, lutto, disagio, alienazione e conflitti interiori.

Logo A24 - Fonte: A24

È un cinema nel quale l'orrore può arrivare da una famiglia, da una relazione, dalla solitudine o dalla propria mente. L'elemento perturbante diventa spesso il mezzo attraverso cui raccontare qualcosa di profondamente umano. Ma ridurre A24 all'horror sarebbe un errore. Il catalogo comprende commedie drammatiche, fantascienza, film d'autore, thriller, coming-of-age e opere sperimentali. La vera costante è piuttosto la ricerca di una voce autoriale riconoscibile.

Il film che trasforma definitivamente A24 in una potenza del cinema indipendente è Moonlight di Barry Jenkins. Presentato nel 2016, il film racconta la crescita di Chiron attraverso tre fasi della sua vita, affrontando identità, solitudine, famiglia e bisogno di essere accettati. Un'opera intima, lontanissima dai meccanismi del blockbuster, che arriva fino alla notte più importante di Hollywood.

Nel 2017 Moonlight conquista l'Oscar come Miglior film, oltre alle statuette per la sceneggiatura non originale e per Mahershala Ali come attore non protagonista. È un passaggio fondamentale: una società nata soltanto pochi anni prima riesce a portare sul palcoscenico degli Academy Awards un film profondamente personale e indipendente, dimostrando che un'opera lontana dalle logiche tradizionali di Hollywood può diventare il centro dell'attenzione mondiale.

La consacrazione non rimane un episodio isolato. Negli anni successivi arrivano film come Lady Bird, Uncut Gems, The Lighthouse, Midsommar, The Whale, Past Lives, The Zone of Interest e Civil War, fino a Everything Everywhere All at Once. Quest'ultimo rappresenta forse la sintesi perfetta della filosofia A24: un film difficilissimo da classificare,che unisce fantascienza, commedia, dramma familiare, arti marziali e riflessione sull'esistenza. Nel 2023 conquista l'Oscar come Miglior film, confermando ancora una volta la capacità della società di trasformare progetti apparentemente eccentrici in fenomeni cinematografici.

Nel frattempo A24 ha esteso la propria attività anche alla televisione, entrando in un territorio nel quale ha prodotto e sviluppato titoli come Euphoria, Ramy, Beef e The Sympathizer. Oggi A24 è immediatamente riconoscibile agli appassionati di cinema. Il suo marchio è diventato parte dell'identità culturale di una generazione e rappresenta un certo modo di intendere il cinema: rischioso, personale, visivamente ricercato e spesso imprevedibile.

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