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Addio a Peter Cullen, la voce di Optimus Prime: colleghi e amici ricordano l’uomo dietro la leggenda

Il mondo di Transformers rende omaggio a Peter Cullen, morto a 85 anni: da Hasbro a Don Murphy e F.J. DeSanto, i commoventi messaggi per la storica voce di Optimus Prime.

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Per oltre quarant'anni è bastato sentirgli pronunciare poche parole per riconoscere immediatamente Optimus Prime. Ma dietro quella voce profonda, diventata inseparabile dal leader degli Autobot, c'era un uomo che per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo gli somigliava molto più di quanto si potesse immaginare. Peter Cullen è morto il 26 agosto 2026 all'età di 85 anni e, mentre i fan di Transformers continuano a salutarlo in tutto il mondo, stanno arrivando anche i primi ricordi di chi ha lavorato al suo fianco.

La famiglia ha fatto sapere che Cullen si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Al momento, invece, non è stata comunicata la causa della morte. Ma nel messaggio diffuso dopo la sua scomparsa c'è soprattutto una richiesta: ricordarlo continuando a servire le proprie comunità e guidando gli altri con compassione, integrità e lealtà. E soprattutto non dimenticare quelle parole che avevano accompagnato Peter per gran parte della sua vita: “Be strong enough to be gentle”, essere abbastanza forti da poter essere gentili.

Non era soltanto una frase legata a Optimus Prime, visto che dietro quelle parole c'era Larry Cullen, fratello maggiore di Peter e veterano dei Marines che aveva combattuto in Vietnam. Quando nel 1984 l'attore gli raccontò che avrebbe sostenuto il provino per interpretare un supereroe, Larry gli diede un consiglio destinato inconsapevolmente a entrare nella storia di Transformers: non interpretare un eroe come qualcuno che urla e si mette in mostra. Un vero leader, gli spiegò, deve essere forte ma gentile, compassionevole, comprensivo e sincero.

Peter entrò nello studio pensando a suo fratello, e nacque Optimus Prime. È proprio quella storia che Hasbro ha voluto ricordare nel suo commiato ufficiale. Per l'azienda, Cullen non si è limitato a prestare la voce al personaggio: ha contribuito a definire il modo in cui milioni di bambini e adulti hanno imparato a vedere concetti come coraggio, sacrificio e leadership. Ma il passaggio forse più bello del messaggio arriva subito dopo. Chi ha conosciuto Peter negli anni, racconta Hasbro, ricorda soprattutto il suo calore, la sua umiltà e quella forza tranquilla che sembrava appartenere anche al leader degli Autobot.

In altre parole, Optimus Prime non sarebbe mai stato soltanto una performance, ma era di fatto anche un riflesso dell'uomo che si trovava davanti al microfono. E forse è proprio per questo che, quando Hollywood decise di portare Transformers al cinema in live-action, scegliere un'altra voce sembrava impossibile. Don Murphy, produttore del Transformers diretto da Michael Bay nel 2007, ha raccontato a TheWrap che furono in molti a spingere affinché Cullen tornasse a interpretare Optimus. La sua presenza rappresentava il ponte necessario tra il nuovo blockbuster e la serie animata che aveva fatto innamorare un'intera generazione a partire dal 1984.

Murphy lo ricorda come un interprete “incredibile”, sottolineando però che la sua eredità non può essere ridotta a Transformers. Tutto il suo lavoro nel doppiaggio, ha spiegato il produttore, resterà “leggendario”. Poi il saluto più semplice, probabilmente anche quello più significativo: Peter Cullen era “un grande uomo”. Il ritorno del 2007 aprì di fatto una seconda vita per il suo Optimus Prime. Cullen continuò a interpretarlo nei film e in numerosi altri progetti legati al franchise, permettendo a generazioni che non erano neppure nate ai tempi della serie originale di associare quella stessa voce al leader degli Autobot.

La sua ultima apparizione nei panni di Optimus risale al 2024, quando il personaggio comparve in un episodio di The Masked Singer. Anche F.J. DeSanto, showrunner di Transformers: War for Cybertron, ha provato a spiegare cosa rendesse Cullen così importante per questa saga. Secondo lui, nessuna singola persona ha definito Transformers quanto Peter. Il suo talento è riuscito a mettere insieme generazioni diverse, facendo sì che il pubblico finisse per amare non soltanto Optimus Prime, ma anche l'uomo che gli prestava la voce.

DeSanto lo descrive come una persona consapevole della responsabilità che portava sulle spalle ogni volta che interpretava quel personaggio. Cullen sapeva che milioni di persone vedevano in Optimus qualcosa di più di un robot gigante e, proprio per questo, avrebbe cercato di dare tutto in ogni singola performance. “La sua scintilla vivrà per sempre”, è il pensiero con cui DeSanto ha voluto salutarlo. Una frase che, nell'universo di Transformers, assume inevitabilmente un significato particolare.

Per quanto Optimus Prime abbia segnato la sua carriera, Peter Cullen aveva infatti costruito in oltre sessant'anni una filmografia vocale enorme. È stato Ih-Oh in numerosi progetti di Winnie the Pooh, ha dato voce al Predator nel film del 1987, è stato Monterey Jack in Cip & Ciop agenti speciali e più recentemente Thaedus nella serie animata Invincible. Nel 2023 la National Academy of Television Arts & Sciences gli aveva consegnato il Lifetime Achievement Award ai Children's & Family Emmy Awards.

Ma nessun ruolo sarebbe riuscito a separarsi dal suo nome quanto Optimus. Forse perché, alla fine, quella voce non era nata cercando di costruire un supereroe. Era nata dal ricordo di un fratello e da un'idea molto semplice di cosa significhi essere davvero forti. Hasbro ha scelto quindi di concludere il proprio saluto con quattro parole che i fan di Transformers conoscono fin troppo bene: “Till all are one”. Peter Cullen non pronuncerà più quelle parole nei panni di Optimus Prime. Ma dopo oltre quarant'anni trascorsi a dare un'anima al leader degli Autobot, sarà difficile ascoltarle senza sentire ancora la sua voce.

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