Addio a RJ Mitte, il figlio di Walter White in Breaking Bad: l'attore è morto a soli 34 anni
RJ Mitte, celebre per il ruolo di Walter White Jr. in Breaking Bad, è morto a soli 34 anni. Il ricordo dell'attore e del suo impegno per la disabilità.
Il mondo di Breaking Bad è stato colpito da una notizia terribile. RJ Mitte, l'attore che aveva interpretato Walter White Jr., il figlio di Walter White nella celebre serie con Bryan Cranston, è morto a soli 34 anni. La scomparsa è stata confermata dai suoi rappresentanti, che hanno ricordato non soltanto il suo talento davanti alla macchina da presa, ma anche l'impegno con cui aveva cercato di cambiare il modo in cui Hollywood racconta e rappresenta le persone con disabilità.
Al momento non è stata annunciata ufficialmente una causa della morte. Il sito americano TMZ, citando informazioni attribuite alle autorità locali, ha riferito l'ipotesi del suicidio, ma si tratta di una ricostruzione che non risulta confermata dai rappresentanti dell'attore. È quindi necessario distinguere quanto emerso dalle prime indiscrezioni dalle informazioni ufficialmente accertate. Nato il 21 agosto 1992 a Jackson, nel Mississippi, Roy Frank Mitte III, conosciuto professionalmente come RJ Mitte, aveva cominciato a recitare giovanissimo. Dopo alcune piccole apparizioni televisive, tra cui Hannah Montana, aveva ottenuto il ruolo destinato a cambiare la sua vita: quello di Walter White Jr., chiamato anche Flynn, in Breaking Bad.
Nella serie ideata da Vince Gilligan, trasmessa dal 2008 al 2013, Mitte interpretava il figlio adolescente di Walter White, il professore di chimica che, dopo una diagnosi di cancro, decide di entrare nel mondo della produzione e dello spaccio di metanfetamina. Accanto a Bryan Cranston e Anna Gunn, il giovane attore aveva dato vita a uno dei personaggi più importanti per comprendere le conseguenze delle scelte del protagonista. Walter Jr. rappresentava infatti una parte della famiglia che Walter sosteneva di voler proteggere, ma che finiva progressivamente per distruggere attraverso le proprie azioni.
Il successo di Breaking Bad gli aveva permesso di trasformare questa convinzione in un'attività costante. Mitte era diventato ambasciatore di United Cerebral Palsy e aveva collaborato con diverse organizzazioni impegnate nell'inclusione, tra cui Shriners Children's. Aveva inoltre ricoperto incarichi di rappresentanza a favore degli attori con disabilità nell'industria dello spettacolo. Dopo la conclusione della serie, l'attore aveva continuato a lavorare tra cinema e televisione, partecipando a produzioni come Switched at Birth, The Recall - L'invasione e The Oak Room. Pur essendo rimasto inevitabilmente legato al personaggio di Walter White Jr., aveva cercato di costruire un percorso artistico autonomo, alternando interpretazioni, progetti indipendenti e attività di sensibilizzazione.
Soltanto pochi giorni prima della sua morte, Mitte era tornato a parlare proprio di Breaking Bad, raccontando in un'intervista al podcast di Joe Vulpis come immaginasse il destino di Walter Jr. dopo il finale della serie. L'attore aveva espresso una visione particolarmente amara del futuro della famiglia White, spiegando di non credere che Skyler, Walter Jr. e la piccola Holly avrebbero potuto ritrovare facilmente la serenità dopo quanto accaduto. Secondo lui, le conseguenze delle azioni di Walter avrebbero continuato a pesare sulla loro esistenza, rendendo difficile anche una possibile ripartenza.
La morte di RJ Mitte interrompe così una carriera che aveva ancora molto da offrire, ma lascia soprattutto il ricordo di un attore che aveva saputo utilizzare la propria notorietà per affrontare questioni importanti anche lontano dai riflettori. Per milioni di spettatori resterà Walter White Jr., il ragazzo che cercava di tenere unita una famiglia destinata a crollare sotto il peso dei segreti del padre. Ma il contributo di Mitte va oltre Breaking Bad: attraverso il suo lavoro e il suo impegno pubblico, aveva dimostrato che la disabilità non deve rappresentare un limite alle opportunità artistiche e professionali. Ed è proprio questa, insieme ai personaggi che ha interpretato, l'eredità più significativa che lascia a soli 34 anni.