Addio a Roger Ebert, il decano della critica cinematografica statunitense

Roger Ebert, il leggendario critico cinematografico statunitense vincitore del premio Pulitzer, si è spento oggi all'età di settanta anni...

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"Parlando in qualità di vincitore di un premio Pulitzer, Mr. Schneider, posso dire che il suo film fa schifo". Roger Ebert su Deuce Bigelow - Puttano in Saldo

Your movie sucks.

Il tuo film fa schifo.

Roger Ebert, il decano della critica statunitense, era una di quelle poche persone, nel novero di questo ambito spesso bistrattato, e a ragion veduta per lo meno nello stivale, che poteva davvero permettersi di dire quello che voleva a chi voleva. Sempre con onestà intellettuale, magari prendendo qualche cantonata come tutti, eppure ogni volta le sue opinioni venivano espresse con criterio, con la consapevolezza che un film va giudicato in base a quello che è e che rappresenta tanto nel suo contesto di riferimento, del suo genere, quanto nel novero del quadro generale di quell'affresco chiamato cinema.

Il sistema delle stellette è da considerarsi relativo, non assoluto. Quando chiedete ad un amico se Hellboy è un bel film, non gli chiedete se è un bel film rispetto a Mystic River, gli chiedete se è un bel film rispetto a The Punisher. E la mia risposta sarebbe che, se in una scala da 1 a 4 Superman è 4, allora Hellboy è 3 e The Punisher è 2. Allo stesso modo, se American Beauty è un film da 4 stelle, allora Il delitto Fitzgerald ne merita due". (dalla recensione di Shaolin Soccer, traduzione Wikipedia).

Il Chicago Sun-Times, il quotidiano che dal 1967 ospita le sue recensioni, da ora notizia che Ebert, da tempo malato di cancro, ha definitivamente perso la sua battaglia, spegnendosi all'età di 70 anni. Negli ultimi dieci anni infatti, Ebert ha dovuto far fronte a diversi tumori alla tiroide e alle ghiandole salivari, tanto da doversi sottoporre a un'operazione di rimozione della mandibola nel 2006. Perdendo la capacità di parlare e mangiare. Ma non di continuare ad apparire in pubblico, con tutta la levatura intellettuale che nessuna malattia avrebbe potuto scalfire.

Per noi di BadTaste, fuori da ogni retorica, si trattava di un autentico faro, di una guida nel marasma che affligge la nostra professione, fatta - spesso - di ciarlataneria e gente che ama parlarsi addosso più che comunicare idee e opinioni.

Se non altro, adesso sappiamo che è tornato a parlare di cinema (e magari di donne dal seno prosperoso) col suo amico Russ Meyer.

Addio...

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