FILM

Amazon scarica il film di Luca Guadagnino su Sam Altman: dietro la decisione c'è un accordo da 50 miliardi?

Amazon MGM Studios ha rinunciato a distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman. La decisione arriva dopo il maxi accordo tra Amazon e OpenAI e il tempismo sta facendo discutere.

Condividi

Luca Guadagnino aveva praticamente finito il lavoro visto che il suo nuovo film, Artificial, era quasi pronto per il grande schermo, con Andrew Garfield nei panni di Sam Altman, il controverso CEO di OpenAI. Le proiezioni di test avevano ricevuto feedback estremamente positivi e tutto sembrava filare liscio, fino a quando Amazon MGM Studios non ha deciso di mollare il progetto. La notizia ha acceso immediatamente i riflettori su un caso che va ben oltre le dinamiche hollywoodiane e tocca i nervi scoperti dei conflitti d'interesse nella Silicon Valley.

Il tempismo della decisione non è casuale, poiché a febbraio Amazon ha stretto una partnership colossale con OpenAI, investendo 50 miliardi di dollari per espandere l'uso di Amazon Web Services da parte della compagnia di intelligenza artificiale e sviluppare modelli AI personalizzati. Un accordo che ha riposizionato Amazon come partner strategico cruciale di OpenAI, proprio mentre nei loro studi prendeva forma un film che racconta uno degli episodi più imbarazzanti della storia recente dell'azienda: il licenziamento lampo di Altman nel novembre 2023 e la sua altrettanto rapida reintegrazione.

La dichiarazione ufficiale di Amazon suona diplomatica ma non risolve tutti i dubbi:

"Abbiamo il massimo rispetto e ammirazione per Luca Guadagnino come regista pluripremiato, per non parlare di una relazione di lunga data che speriamo di continuare. Crediamo che Artificial sarà servito meglio se distribuito da uno studio diverso e stiamo lavorando a stretto contatto con il team creativo per trovare al film una nuova casa".

Ricordiamo che Artificial non è un documentario, ma un dramma scritto dall'ex autore di Saturday Night Live Simon Rich che si concentra su quei giorni caotici in cui Altman venne estromesso dal consiglio di amministrazione di OpenAI, scatenando una rivolta interna tra i dipendenti e una pressione esterna che portò al suo rapido ritorno. Un episodio che ha esposto le fratture interne di una delle aziende più influenti del pianato, le tensioni tra missione no-profit e ambizioni commerciali, i giochi di potere ai vertici della rivoluzione dell'intelligenza artificiale.

Il cast è stellare e va ben oltre Garfield,con Monica Barbaro che interpreta Mira Murati, l'ex Chief Technology Officer di OpenAI. Yura Borisov veste i panni di Ilya Sutskever, l'ex chief scientist che ebbe un ruolo chiave nel licenziamento di Altman. E poi c'è Ike Barinholtz nel ruolo di Elon Musk, figura onnipresente nell'ecosistema tech e co-fondatore originale di OpenAI prima della rottura con Altman. Completano il quadro Cooper Hoffman, Jason Schwartzman, Cooper Koch, Billie Lourd, Zosia Mamet, Angus Imrie, Chris O'Dowd e Mark Rylance.

Zendaya in Challengers, fonte: Warner Bros.

Secondo fonti che hanno visto il film, i personaggi di Altman e Musk risultano i meno simpatici, quelli che il pubblico "apprezzerebbe meno". C'è anche un altro elemento da considerare: Sam Altman e Jeff Bezos, CEO di Amazon, hanno un rapporto personale. Altman ha persino partecipato al matrimonio di Bezos in Italia lo scorso anno. Variety ha confermato che il film ha già avuto diverse proiezioni di test, tutte accolte molto positivamente, e giovedì è stato mostrato ad altri studi.

Il rappresentante di Luca Guadagnino non ha risposto alle richieste di commento, ma un cosa sembra difficile da immaginare: dopo il successo di Challengers, un film diretto da uno dei registi italiani più apprezzati al mondo e dedicato a uno dei casi più controversi della storia di OpenAI difficilmente resterà senza una distribuzione. La vera domanda è un'altra: chi avrà il coraggio di portarlo nelle sale dopo che Amazon ha deciso di sfilarsi?

Continua a leggere su BadTaste