Anne Hathaway era la nona scelta per Il diavolo veste Prada: ecco come ha conquistato il ruolo
Dietro a Il diavolo veste Prada si nasconde una storia di casting travagliata che avrebbe potuto cambiare completamente il destino del film, con Anne Hathaway al centro di tutto.
Quando Il diavolo veste Prada arrivò nelle sale nel 2006, nessuno poteva immaginare che sarebbe diventato un fenomeno culturale capace di resistere due decenni. Eppure, dietro il successo di quello che inizialmente veniva liquidato come un semplice "chick flick" si nasconde una storia di casting travagliata che avrebbe potuto cambiare completamente il volto del film. Anne Hathaway, oggi inscindibilmente legata al personaggio di Andy Sachs, era infatti nientemeno che la nona scelta della Fox per interpretare la giovane giornalista catapultata nel feroce mondo della moda.
La prima attrice nel mirino dello studio era Rachel McAdams, fresca del trionfo di The Notebook e Mean Girls, all'apice della sua ascesa hollywoodiana. La Fox le offrì il ruolo non una, ma tre volte, con McAdams che rifiutò tutte e tre le proposte. Il motivo? Proprio quella fama improvvisa che l'aveva resa così appetibile agli occhi dei produttori. L'attrice canadese stava intenzionalmente facendo un passo indietro dai grandi progetti mainstream, cercando di gestire con cautela la propria carriera dopo l'esplosione di popolarità.Dopo il triplice rifiuto di McAdams, la Fox iniziò a scandagliare Hollywood alla ricerca dell'Andy Sachs perfetta. La lista comprendeva nomi che oggi fanno venire i brividi per quanto avrebbero cambiato il DNA del film: Scarlett Johansson, Natalie Portman, Kate Hudson e Kirsten Dunst. Tutte attrici con una credibilità indie più solida o già affermate in ruoli drammatici per adulti. Tutte più "ovvie" di quella ragazza ancora associata alle principesse Disney e alle commedie romantiche adolescenziali.
Ma Anne Hathaway aveva il cuore puntato su quel copione. Tra Ella Enchanted e i due capitoli de Il diario della principessa, l'attrice era intrappolata in un'immagine candida, quasi infantile. Eppure vedeva in Andy Sachs l'opportunità di dimostrare qualcosa di più, restando soltanto il problema du convincere gli executive che potesse interpretare in modo credibile la versione post-makeover di Andy, quella che gradualmente diventa spietata e ambizione quanto l'ambiente che la circonda.
Hathaway condusse una campagna personale per ottenere il ruolo, con una determinazione quasi ossessiva. L'aneddoto più emblematico? Durante un incontro con un produttore, notò un giardino zen sulla sua scrivania e ci scrisse dentro "assumimi". Un gesto audace, persino sfacciato, che rappresenta l'antitesi perfetta del personaggio di Andy: una ragazza che ottiene il lavoro da Miranda Priestly nonostante sia completamente inadeguata e non particolarmente interessata.Il ruolo laureò Hathaway nella serie A di Hollywood, permettendole di reggere il confronto con una performance titanica. E ciò che rende quella scelta ancora più azzeccata oggi è la longevità della carriera dell'attrice. Mantenere una presenza di alto livello a Hollywood per due decenni non è impresa da poco, eppure Hathaway ha saputo bilanciare progetti prestigiosi con successi mainstream, muovendosi con disinvoltura tra commedia, dramma e blockbuster.
In tutto questo ricordiamo che l'attrice sarà presente anche ne Il diavolo veste Prada 2, in arrivo nelle sale il 1° maggio 2026, riporterà sullo schermo Streep, Hathaway, Blunt e Tucci, con Aline Brosh McKenna nuovamente alla sceneggiatura. Secondo indiscrezioni, le prime bozze della sceneggiatura posizionavano Andy come sposata con figli, ma Hathaway avrebbe spinto per una versione in cui il personaggio ha trascorso gli anni successivi viaggiando e inseguendo nuove avventure. A questo punto non ci resta che attendere e vedere cosa verrà raccontato nel nuovo ed attesissimo film.