Antoine Fuqua racconta “Michael”: il biopic su Michael Jackson come viaggio spirituale

Il biopic “Michael” di Antoine Fuqua racconterà i primi anni di carriera di Michael Jackson come un viaggio umano e spirituale.

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Raccontare Michael Jackson significa confrontarsi con un’icona che ha segnato la musica, la cultura pop e l’immaginario globale. Antoine Fuqua ha definito Michael un viaggio spirituale, spiegando quanto l’artista abbia influenzato la sua crescita personale e professionale. Il film, distribuito da Lionsgate negli Stati Uniti e da Universal a livello internazionale, arriverà nelle sale il 24 aprile, anche in formato Imax, dopo diversi rinvii che ne hanno modificato la strategia di lancio.

Protagonista è Jaafar Jackson, nipote della pop star, al suo debutto cinematografico. La scelta di affidare il ruolo principale a un membro della famiglia contribuisce a rafforzare l’idea di autenticità e continuità, pur mantenendo l’autonomia artistica del progetto. Nel cast figurano Colman Domingo nel ruolo di Joe Jackson, Nia Long in quello di Katherine Jackson, oltre a Miles Teller, Laura Harrier, Kat Graham, Larenz Tate e Derek Luke. La sceneggiatura è firmata da John Logan, mentre tra i produttori figurano Graham King, John Branca e John McClain.

Una scena dal trailer di Michael - Universal Pictures

Inizialmente concepito come un racconto esteso dell’intera vita dell’artista, il progetto è stato successivamente rimodulato: la narrazione si concluderà con l’uscita di Jackson dal gruppo di famiglia dopo la pubblicazione di “Off the Wall” nel 1979, momento chiave che segna l’inizio della sua affermazione solista. Questa scelta consente di concentrarsi sul percorso di formazione e sulle tensioni tra disciplina familiare, ambizione personale e desiderio di indipendenza artistica.

Una parte del terzo atto originariamente prevista è stata riorganizzata per motivi legali legati alla rappresentazione di un accusatore di abusi, vincolata da accordi con gli eredi dell’artista. Questo aspetto evidenzia quanto la realizzazione di un biopic su una figura controversa richieda attenzione non solo narrativa ma anche giuridica e produttiva. Secondo alcune fonti, è in sviluppo un secondo capitolo che potrebbe approfondire il resto della carriera di Jackson fino alla sua morte nel 2009, ampliando ulteriormente il progetto in una possibile struttura in due film.

Fuqua ha sottolineato la volontà di mostrare non soltanto il performer “più grande della vita”, ma anche l’essere umano, diviso tra l’amore per la famiglia e quello per la musica. L’obiettivo dichiarato è restituire complessità a una figura che continua a suscitare interesse, ammirazione e dibattito, invitando il pubblico a intraprendere un percorso di comprensione che vada oltre la dimensione mitica della pop star.

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