FILM

Antonio Banderas, i film più belli che hanno fatto di lui una star senza tempo

Dal cinema irriverente di Pedro Almodóvar a Hollywood, dal Mariachi a Zorro fino alla struggente interpretazione di Dolor y gloria: nel giorno del suo 66° compleanno, Antonio Banderas resta uno degli attori spagnoli più amati e versatili del cinema internazionale.

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Nella notte di San Lorenzo, Antonio Banderas compie gli anni. La sua è una di quelle carriere spettacolari, che racconta una delle trasformazioni più interessanti del cinema degli ultimi quarant'anni: da giovane interprete della Movida spagnola a divo hollywoodiano, fino alla maturità artistica che gli ha regalato alcune delle sue prove migliori.

Nato a Malaga il 10 agosto 1960, José Antonio Domínguez Banderas cresce in una famiglia lontana dal mondo dello spettacolo: il padre è un poliziotto e la madre un'insegnante. Da ragazzo sogna il calcio, ma un infortunio al piede gli impedisce di inseguire una carriera sportiva. Sarà proprio quella battuta d'arresto, apparentemente negativa, a indirizzarlo verso il teatro. Studia recitazione a Malaga e, ancora giovanissimo, si trasferisce a Madrid, dove comincia a lavorare sulle scene.

La svolta arriva quando incontra Pedro Almodóvar. Il regista lo sceglie per Labirinto di passioni nel 1982 e tra i due nasce una collaborazione destinata a diventare una delle più importanti coppie artistiche del cinema spagnolo. Banderas appare poi in Matador, La legge del desiderio, Donne sull'orlo di una crisi di nervi e Légami!. Sono film che gli permettono di costruire un'immagine molto diversa da quella del tradizionale divo romantico: sensuale, provocatorio, ironico, capace di muoversi in territori narrativi estremi. Treccani lo descrive proprio come l'interprete che Almodóvar seppe valorizzare nei ruoli più trasgressivi del suo cinema. E proprio Donne sull'orlo di una crisi di nervi, commedia del 1988, rappresenta uno dei primi grandi momenti della sua affermazione internazionale.

Antonio Banderas in Intervista col vampiro - Fonte: Warner Bros. Italia

Negli anni Novanta Banderas attraversa l'oceano e affronta una sfida tutt'altro che semplice: conquistare Hollywood senza perdere la propria identità. Dopo I re del mambo, arriva il ruolo di Miguel in Philadelphia di Jonathan Demme, accanto a Tom Hanks. È una parte importante perché consente all'attore di dimostrare di non essere soltanto il seducente interprete latino che la stampa internazionale aveva cominciato a costruire.

Nel 1994 arriva Intervista col vampiro di Neil Jordan. Brad Pitt, Tom Cruise, Christian Slater e Banderas condividono lo schermo in uno dei titoli più iconici del cinema gotico degli anni Novanta. L'anno seguente è invece quello di Desperado, diretto dall'amico Robert Rodriguez, nel quale Banderas diventa il Mariachi armato di chitarra e pistola. È uno dei personaggi che meglio rappresentano il suo talento per il cinema d'azione spettacolare, ironico e sopra le righe. Nel 1996 Alan Parker lo dirige in Evita, accanto a Madonna. Banderas non deve soltanto recitare: deve anche cantare, affrontando un musical di grande ambizione internazionale e ottenendo una candidatura ai Golden Globe.

Ma è nel 1998 che arriva il personaggio destinato a diventare inseparabile dalla sua immagine: Zorro. In La maschera di Zorro, diretto da Martin Campbell, l'attore interpreta Alejandro Murrieta, destinato a raccogliere l'eredità del leggendario eroe mascherato. Accanto a lui c'è Catherine Zeta-Jones, mentre Anthony Hopkins interpreta il precedente Zorro. Il film trasforma Banderas in una vera star globale e gli vale anche un European Film Award e una candidatura ai Golden Globe.

Antonio Banderas in La maschera di Zorro - Fonte: Sony Pictures Entertainment

Ridurre però Banderas a Zorro o al Mariachi sarebbe un errore. Tra i suoi titoli più interessanti c'è Two Much - Uno di troppo di Fernando Trueba, commedia del 1996 che ha anche un'importanza particolare nella sua vita privata: sul set conosce Melanie Griffith, che sposerà nello stesso anno. Poi c'è Il 13° guerriero, avventura del 1999 nella quale interpreta Ahmad ibn Fadlan, un diplomatico arabo trascinato in un'impresa insieme a un gruppo di guerrieri vichinghi. Un film travagliato nella produzione, ma diventato negli anni un titolo molto amato da una parte del pubblico.

E naturalmente bisogna ricordare La pelle che abito, il ritorno alla collaborazione con Almodóvar dopo più di vent'anni. Qui Banderas interpreta un chirurgo plastico tormentato e ossessivo, lontanissimo dall'immagine del latin lover. Il film, presentato in concorso a Cannes nel 2011, dimostra quanto il rapporto tra attore e regista sia ancora capace di produrre personaggi inquietanti e complessi. Il vertice della sua carriera arriva forse nel 2019 con Dolor y gloria. Almodóvar gli affida il ruolo di Salvador Mallo, regista cinematografico alle prese con il dolore fisico, la memoria, la solitudine e il bilancio della propria esistenza. È evidente il legame con la vita dello stesso Almodóvar e proprio questa dimensione personale rende la performance di Banderas particolarmente intensa.

L'attore ha raccontato al Los Angeles Times di aver provato contemporaneamente emozione e timore quando ricevette la sceneggiatura, proprio perché Almodóvar gli stava affidando un personaggio così vicino alla propria esperienza. Il risultato è una delle interpretazioni più importanti della sua carriera: nel 2019 Banderas vince il Prix d'interprétation masculine al Festival di Cannes e l'anno successivo ottiene la sua prima candidatura all'Oscar come miglior attore. La grandezza di Banderas sta proprio qui: non essere rimasto prigioniero della propria immagine. È stato il seduttore di Philadelphia, il vampiro di Neil Jordan, il Mariachi di Rodriguez, Zorro, il protagonista tormentato di Almodóvar e persino la voce originale del Gatto con gli Stivali, personaggio che ha contribuito a rendere popolare anche presso un pubblico molto più giovane. Negli ultimi anni ha continuato ad alternare cinema commerciale e progetti più personali, comparendo tra gli altri in Uncharted e in Indiana Jones e il quadrante del destino.

Antonio Banderas in Dolor y gloria - Fonte: Warner Bros.

A 66 anni , Antonio Banderas non è semplicemente l'attore che un tempo impugnava la spada di Zorro. È un interprete che ha attraversato epoche, generi e cinematografie differenti, riuscendo infine a trasformare anche la propria maturità in una nuova stagione artistica. E se oggi si dovesse scegliere una manciata di film per raccontarlo, probabilmente bisognerebbe partire da Donne sull'orlo di una crisi di nervi, passare per Intervista col vampiro, Desperado, La maschera di Zorro e La pelle che abito, per arrivare inevitabilmente a Dolor y gloria: cinque tappe di una carriera che, più che una linea retta, assomiglia a una continua reinvenzione.

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