Ari Aster stupisce tutti e parla del prequel di Hereditary (ma c'è un grosso problema dietro al suo sviluppo)
Il celebre regista ha confessato di aver scritto un prequel del suo capolavoro d'esordio, ma confessa i suoi dubbi sulla sua realizzazione.
Otto anni dopo aver terrorizzato il pubblico mondiale con Hereditary, Ari Aster lascia trapelare un'informazione che farà sobbalzare i fan dell'horror: il prequel esiste già. Lo ha scritto lui stesso, ma non ha idea se e quando vedrà la luce. Una rivelazione che sa di promessa incompiuta e che apre uno spiraglio inquietante su un universo narrativo che molti speravano di esplorare ancora.
La conferma arriva durante un'intervista con Gold Derby, dove il regista californiano si lascia andare a una confessione inaspettata. "Ho scritto un prequel. Non sembra mai il momento giusto. È un prequel, non un sequel, quindi non so dove questo ci porterà". Parole che suonano vaghe, quasi evasive, ma che bastano a scatenare l'entusiasmo di chi ancora ricorda la potenza viscerale del film originale. Hereditary, uscito nel 2018 per A24, non è stato solo un successo commerciale con oltre 90 milioni di dollari incassati in tutto il mondo, ma un punto di riferimento per il cinema horror contemporaneo. All'epoca divenne il film con il maggior incasso nella storia di A24, superando Lady Bird, e ancora oggi mantiene un impressionante 90% su Rotten Tomatoes.Durante la stessa intervista, il regista ha accennato a quanto travagliato sia stato il percorso produttivo del primo film. Ha rivelato che persino Danny DeVito aveva tentato di finanziare Hereditary, ma senza successo. Alla fine, il progetto finì nelle mani di un finanziatore che Aster ha definito "un incubo", rifiutandosi persino di fare il nome per paura di ritorsioni. "È stato uno dei periodi più bui della mia vita completare questo film e cercare di proteggerlo. Impedire che esplodesse. Avevo firmato la mia vita, avevo firmato il mio film a lui. Mi aveva in pugno".
Queste parole gettano una luce sinistra sulla genesi di Hereditary, facendo intuire battaglie creative e controllo soffocante. Non è difficile immaginare che l'esperienza traumatica possa aver contribuito alla riluttanza di Aster a tornare in quel mondo narrativo. Anche se il prequel è scritto, forse il regista teme di ripetere quell'inferno produttivo. O forse, più semplicemente, ha altri progetti a cui dedicarsi. Dal 2018 a oggi, Aster ha diretto altri tre film per A24: Midsommar, Beau is Afraid ed Eddington, consolidando la sua reputazione come uno dei cineasti più visionari e spiazzanti del panorama contemporaneo.Il momento però potrebbe essere propizio per un ritorno all'horror di stampo "autoriale". Basti vedere come ora il genere stia dominando il box office mondiale, con pellicole che superano blockbuster milionari grazie a budget contenuti e idee potenti. Proprio A24 ha recentemente celebrato un altro trionfo con Backrooms, diretto dal ventenne Kane Parsons, mentre Obsession di Curry Barker sta macinando incassi. Aster ha commentato con entusiasmo questo fenomeno: "È un mese davvero interessante per Curry e Kane. Sono entusiasta di vedere questo. È così emozionante". Parole che confermano un'attenzione costante verso il genere e verso i nuovi talenti che lo stanno ridefinendo.
Ma allora perché non approfittare di questa ondata per tirare fuori dal cassetto il prequel di Hereditary? Forse perché Aster è un perfezionista, un autore che non cede alle pressioni commerciali e che preferisce aspettare il momento in cui il progetto avrà senso artisticamente, non solo economicamente. Oppure perché il trauma della prima esperienza produttiva pesa ancora troppo. O forse semplicemente perché, come ha detto lui stesso, non è mai il momento giusto.