Arriva Ciuchino, lo spin-off di Shrek (con Eddie Murphy). Rivelata la data d'uscita
Ciuchino si prende il palcoscenico: Universal lancia lo spin-off di Shrek per incoronare l'autentico re della comicità DreamWorks
Estrarre oro dalle macerie dei vecchi franchise è lo sport preferito delle major, ma il modo in cui Universal continua a monetizzare il brand di Shrek ha del clamoroso. Laddove altre storiche saghe d'animazione tornano in sala con dubbia spontaneità, l'universo dell'orco verde conserva una freschezza commerciale invidiabile.
L’annuncio della data di uscita di Ciuchino (fissata per il 30 giugno 2028) è il riconoscimento tardivo, ma sacrosanto, del vero e indiscusso pilastro comico della saga. Il posizionamento strategico scelto dalla major è a dir poco aggressivo: la pellicola debutterà esattamente un anno dopo Shrek 5, il cui sbarco nelle sale è blindato per il 30 giugno 2027 dopo una gestazione a dir poco tormentata.Questa doppietta ravvicinata suggerisce che dalle parti della DreamWorks Animation la timidezza sia ormai un ricordo del passato. L'obiettivo dichiaratamente ambizioso è quello di capitalizzare sul brand finché il pubblico ne ha memoria, ma l'entusiasmo sollevato da questa specifica operazione poggia su basi strutturali straordinariamente solide.
La genesi di un (adorabile) rompiscatole
Al centro del progetto troveremo, ovviamente, l'autentico mattatore vocale dell'intera saga, un Eddie Murphy che, dal lontano 2001, ha trasformato un quadrupede logorroico in un'icona della cultura pop globale.
Ciuchino si propone come un vero e proprio prequel, un'esplorazione archeologica volta a raccontare come un asino qualunque sia diventato il fedele, irritante e adorabile compagno d'avventure del burbero orco verde.
L'idea di una origin story su Ciuchino potrebbe far storcere il naso ai puristi del cinema d'autore, ma sono i nomi dietro la macchina da presa a trasformare lo scetticismo in esaltazione. La regia è stata affidata a Charlie Bean, l'uomo che con The Lego Batman Movie ha dimostrato di saper maneggiare l'iperattività narrativa e la satira pop con notevole precisione. Co-diretto da Matt Flynn e prodotto da Rebecca Huntley, il film ha tutte le carte in regola per replicare quel miracolo di scrittura anarchica e visivamente folgorante che è stato, nel 2022, Il Gatto con gli Stivali 2: L'ultimo desiderio.
I cinici guarderanno comprensibilmente ai tabelloni finanziari. Il franchise ha incassato cifre astronomiche nel corso degli anni: dai 490 milioni del primo capitolo fino ai picchi da 932 milioni di Shrek 2, senza dimenticare i dignitosissimi riscontri dei vari spin-off dedicati al felino spadaccino. Ma guai a ridurre l'operazione a un mero calcolo da commercialisti. Sarebbe profondamente ingeneroso.
Shrek 5 cercherà di rimettere insieme la vecchia banda (con Mike Myers, Cameron Diaz e la suggestiva nuova entrata Zendaya), ma Ciuchino avrà la totale libertà di muoversi fuori dai binari della continuity principale. Ed è proprio in questa terra di nessuno, lontana dai doveri della morale tradizionale, che la comicità scorretta e brillante della DreamWorks esprime il suo potenziale migliore.