FILM

Artificial, Andrew Garfield rompe il silenzio sul film di Guadagnino dopo il clamoroso stop di Amazon

Andrew Garfield commenta per la prima volta la vicenda di Artificial, il film di Luca Guadagnino passato da Amazon a Neon dopo settimane di polemiche.

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Andrew Garfield ha finalmente rotto il silenzio sulla controversia che ha travolto Artificial, il film di Luca Guadagnino che lo vede interpretare Sam Altman, il CEO di OpenAI. Durante la premiere newyorkese di The Magic Faraway Tree, l'attore ha commentato per la prima volta la turbolenta vicenda che ha visto il progetto passare di mano in circostanze quanto meno insolite. "Questo settore si trova in un momento interessante e sono affascinato da come funzionano le dinamiche", ha dichiarato Garfield a The Hollywood Reporter.

Le sue parole arrivano dopo mesi di speculazioni su un film che sembrava destinato a rimanere negli archivi, vittima di pressioni politiche e commerciali troppo complesse da ignorare. La storia di Artificial è diventata essa stessa una trama degna di Hollywood, visto che all'inizio dell'estate, Amazon MGM Studios ha improvvisamente annunciato di voler abbandonare il progetto, appena pochi mesi dopo aver siglato un accordo di investimento da 50 miliardi di dollari con OpenAI. Una coincidenza difficile da digerire, che ha sollevato interrogativi sul confine sempre più labile tra interessi commerciali e libertà creativa.

"Sono davvero grato ad Amazon per aver realizzato il film con noi e sono altrettanto grato ad Amazon per averci aiutato a trovare una nuova casa", ha aggiunto Garfield con un equilibrismo diplomatico che rivela quanto delicata sia la situazione. Lo studio aveva giustificato la decisione con toni formali: "Abbiamo il massimo rispetto e ammirazione per Luca Guadagnino come regista pluripremiato, per non parlare di una relazione di lunga data che speriamo di continuare. Crediamo che Artificial sarà meglio servito se distribuito da uno studio diverso".

Tick Tick Boom, fonte: Netflix

Dopo settimane di incertezza, durante le quali colossi come Warner Bros., Netflix e Focus hanno declinato l'opportunità, è stata Neon a raccogliere la sfida. Per Garfield, si tratta della soluzione ideale: "Penso che Neon sia una casa davvero entusiasmante per questo film. È uno studio audace che fa film audaci, quindi sono molto emozionato di collaborare con loro". Ma cosa rende Artificial così controverso da spaventare i grandi studios. Il film è stato descritto come una storia in stile The Social Network, incentrata sul tumultuoso periodo vissuto da OpenAI nel 2023, quando Altman venne licenziato e riassunto nel giro di appena cinque giorni.

Un episodio che scosse il mondo della tecnologia e rivelò fratture profonde all'interno dell'organizzazione più influente nel campo dell'intelligenza artificiale. Il cast riflette l'ambizione del progetto. Accanto a Garfield, Yura Borisov, rivelazione di Anora, interpreta Ilya Sutskever, il co-fondatore di OpenAI che guidò la rivolta contro Altman. Monica Barbaro veste i panni di Mira Murati, chief technology officer dell'azienda, mentre Ike Barinholtz porta sullo schermo nientemeno che Elon Musk, figura chiave negli equilibri di potere della Silicon Valley.

Secondo fonti vicine alla produzione, gli studios avrebbero esitato a rilevare il film per una serie di ragioni, tra cui preoccupazioni di natura politica. In un'epoca in cui l'intelligenza artificiale domina il dibattito pubblico e gli investimenti miliardari delle Big Tech, raccontare gli scontri di potere dietro OpenAI significa inevitabilmente pestare i piedi a qualcuno. La scelta di Neon, studio indipendente noto per aver distribuito titoli come Parasite e Triangle of Sadness, rappresenta una dichiarazione di intenti. È la conferma che Artificial non sarà un prodotto annacquato o politicamente corretto, ma un ritratto senza filtri di un momento cruciale per il futuro della tecnologia.

Luca Guadagnino, fonte: YouTube

D'altronde Guadagnino non è nuovo a progetti divisivi. Il regista italiano ha sempre dimostrato un'attitudine a esplorare territori complessi, mescolando estetica raffinata e contenuti provocatori. Con Artificial, si cimenta in un genere apparentemente lontano dalla sua filmografia, ma in realtà perfettamente coerente con il suo interesse per le dinamiche di potere e le relazioni umane sotto pressione. Garfield, da parte sua, sembra consapevole di far parte di qualcosa di significativo. "Sono affascinato da come funzionano le cose", ha ripetuto, lasciando intendere che il film potrebbe offrire uno sguardo inedito sui meccanismi che regolano non solo OpenAI, ma l'intera industria tecnologica contemporanea.

Resta da vedere se il pubblico avrà la stessa curiosità degli addetti ai lavori, o se le polemiche che hanno accompagnato la produzione finiranno per eclissare il contenuto artistico. Una cosa è certa: Artificial, ancora senza data di uscita, ha già scritto una pagina di storia hollywoodiana prima ancora di arrivare nelle sale.

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