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Assassinio sul Nilo, le differenze tra film e libro: cosa cambia rispetto al romanzo di Agatha Christie

Quali sono le differenze tra Assassinio sul Nilo e il libro di Agatha Christie? Da Bouc a Poirot, ecco cosa cambia nel film di Kenneth Branagh.

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Assassinio sul Nilo porta sullo schermo uno dei misteri più celebri di Agatha Christie, ma chi conosce bene il romanzo del 1937 si sarà accorto molto presto che Kenneth Branagh non ha realizzato una trasposizione completamente fedele. Il film del 2022 conserva il cuore del delitto e la soluzione immaginata dalla scrittrice, ma modifica personaggi, relazioni e persino alcune vittime, costruendo allo stesso tempo un Hercule Poirot molto più tormentato e sentimentale. Ma quali sono le principali differenze tra il libro e il film di Assassinio sul Nilo?

La scelta non nasce semplicemente dalla volontà di modernizzare il racconto. Lo sceneggiatore Michael Green spiegò all'uscita del film che adattare un'opera significa inevitabilmente ristrutturarla, sacrificando anche elementi interessanti sulla pagina per lasciare spazio a ciò che può funzionare meglio sullo schermo. Se Assassinio sull'Orient Express ruotava soprattutto attorno alla moralità e alla difficoltà di distinguere nettamente il bene dal male, questa volta Branagh e Green hanno scelto come tema centrale l'amore, declinandolo praticamente attraverso tutti i personaggi.

È proprio da qui che nasce una delle differenze più evidenti: Bouc nel romanzo di Assassinio sul Nilo non c'è affatto. Il personaggio interpretato da Tom Bateman era già apparso in Assassinio sull'Orient Express e Branagh volle riportarlo nel secondo film dopo essere rimasto particolarmente soddisfatto del lavoro dell'attore. Per farlo, Bouc assorbe alcune caratteristiche e funzioni appartenenti ad altri personaggi del libro, diventando soprattutto una figura molto più importante nella vita di Poirot.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

Nel romanzo troviamo infatti Tim Allerton, giovane che viaggia insieme alla madre e che sviluppa un rapporto sentimentale con Rosalie Otterbourne. Nel film una parte di quella storia passa proprio a Bouc, innamorato di Rosalie e accompagnato da sua madre Euphemia. Quest'ultima, interpretata da Annette Bening, è invece un personaggio creato appositamente per il film e non esiste nel libro di Christie. Ma è soprattutto il destino di Bouc a rappresentare uno degli stravolgimenti più importanti. Attenzione, da questo momento ci saranno inevitabilmente spoiler sul film e sul romanzo.

Durante l'indagine Bouc scopre qualcosa che potrebbe condurre Poirot direttamente alla verità, ma viene ucciso prima di riuscire a rivelarla. Nel romanzo questo non potrebbe accadere, semplicemente perché Bouc non fa parte della storia. La vittima corrispondente è invece Salome Otterbourne, che scopre un dettaglio fondamentale sull'omicidio di Louise Bourget e viene eliminata prima di poter raccontare ciò che sa. Cambiare la vittima permette però a Branagh di ottenere qualcosa che Christie non cercava nello stesso modo: colpire direttamente Poirot. Bouc non è soltanto uno dei passeggeri coinvolti nell'indagine, ma una delle persone alle quali il detective è maggiormente legato.

La sua morte trasforma quindi il caso in qualcosa di personale e rende molto più dolorosa anche la parte conclusiva del film. Nel libro, invece, Tim Allerton sopravvive e la sua storia con Rosalie può avere un futuro. Ed è proprio Salome Otterbourne a essere uno dei personaggi maggiormente trasformati. Nel romanzo è la madre di Rosalie, una scrittrice eccentrica e problematica; Branagh la reinventa come una carismatica cantante blues interpretata da Sophie Okonedo e modifica anche il legame familiare con Rosalie. Soprattutto, Salome sopravvive e diventa una possibile nuova apertura sentimentale per Poirot.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

Questo cambiamento si collega a un'altra invenzione completamente cinematografica: il passato amoroso di Hercule Poirot. Il film si apre durante la Prima guerra mondiale e racconta non soltanto come il detective sia rimasto ferito al volto, ma anche l'origine dei suoi inconfondibili baffi e il rapporto con Katherine, la donna amata e poi perduta. Nulla di tutto questo fa parte del romanzo di Assassinio sul Nilo. Branagh utilizza quindi il mistero di Christie anche per costruire un arco personale del proprio Poirot.

All'inizio troviamo un uomo ancora protetto dal ricordo di Katherine; alla fine, dopo tutto ciò che è accaduto sul Karnak, lo vediamo senza baffi nel locale in cui canta Salome. Quel cambiamento fisico diventa il segnale che qualcosa dentro di lui si è finalmente mosso e prepara anche l'evoluzione del personaggio nei film successivi. Non sono però soltanto Poirot e Bouc a cambiare. Anche Marie Van Schuyler e Mrs Bowers hanno un rapporto diverso. Christie presenta Bowers come infermiera e accompagnatrice della ricca Van Schuyler; il film mantiene in parte quei ruoli, ma trasforma il loro legame in una relazione sentimentale.

È un'aggiunta assente dal romanzo che permette alla pellicola di inserire un'altra declinazione del tema dell'amore scelto da Branagh e Green come filo conduttore dell'adattamento. Anche il numero dei personaggi viene ridotto. Il romanzo può permettersi una quantità di figure e sottotrame che in un film di poco più di due ore avrebbero rischiato di appesantire enormemente l'indagine. Alcuni personaggi vengono quindi eliminati, altri fusi o sostituiti.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

Non troviamo, per esempio, il colonnello Race nel ruolo di spalla di Poirot, né figure come l'archeologo Guido Richetti e Cornelia Robson. Parte delle loro funzioni narrative viene redistribuita tra i personaggi rimasti. Cambiano persino alcuni piccoli ingranaggi del delitto. Nel romanzo Simon Doyle utilizza dello smalto rosso per simulare la ferita alla gamba; nel film entra invece in gioco il colore utilizzato da Euphemia. È una modifica apparentemente minuscola, ma dimostra come l'introduzione di nuovi personaggi abbia costretto la sceneggiatura a ridisegnare anche alcuni indizi disseminati lungo l'indagine.

Ciò che Branagh non cambia è però il cuore della soluzione. Simon e Jacqueline non si sono realmente lasciati: la loro rottura fa parte di un piano per permettere a lui di sposare Linnet e mettere le mani sulla sua fortuna. Anche la messinscena del ferimento di Simon serve a costruire l'alibi necessario per commettere l'omicidio. Il film modifica quindi il percorso, ma non tradisce il meccanismo fondamentale del mistero ideato da Christie. È forse questa la differenza più interessante tra Assassinio sul Nilo e una trasposizione semplicemente fedele.

Assassinio sul Nilo, fonte: 20th Century Studios

Branagh e Green non riscrivono il colpevole per sorprendere chi conosce già il libro: l'enigma resta riconoscibile, mentre cambiano soprattutto le conseguenze emotive. La morte di Bouc toglie a Rosalie il futuro che nel romanzo poteva avere con Tim e costringe Poirot ad affrontare una perdita personale; contemporaneamente Salome viene salvata e diventa per il detective la possibilità di guardare nuovamente oltre il proprio passato.

È quindi difficile parlare di semplici differenze tra libro e film. Assassinio sul Nilo conserva il delitto di Agatha Christie, ma Kenneth Branagh cambia buona parte di ciò che gli ruota attorno per raccontare un'altra storia dentro la stessa storia: non soltanto chi ha ucciso Linnet Ridgeway e come ha fatto, ma cosa rimane alle persone sopravvissute quando Poirot ha finalmente risolto il caso.

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