Atmosfera gotica e l'antieroe più irriverente di sempre: stasera torna in TV uno dei film più amati di Tim Burton
Beetlejuice torna in tv: scopri perché il cult di Tim Burton con Michael Keaton e Winona Ryder è ancora un capolavoro senza tempo del cinema fantastico.
Ci sono film che attraversano il tempo senza invecchiare di un giorno. Opere che, a distanza di decenni, continuano a parlare alle nuove generazioni con la stessa freschezza irriverente del loro debutto. Beetlejuice - Spiritello porcello è uno di questi. Uscito nel 1988, il film che ha consacrato Tim Burton come visionario del cinema fantastico torna sul piccolo schermo, offrendo l'occasione perfetta per riscoprire un capolavoro che ha ridefinito i confini tra commedia, horror e fantasy.
Barbara e Adam Maitland, interpretati da Geena Davis e Alec Baldwin, sono una coppia felice che vive in una casa di campagna nel New England. La loro esistenza idilliaca si interrompe bruscamente quando muoiono in un incidente d'auto. Tornati come fantasmi nella loro amata dimora, scoprono con orrore che una stravagante famiglia newyorkese, i Deetz, si è trasferita, stravolgendo ogni angolo con un'estetica minimal-chic che urta contro la loro sensibilità tradizionale.
Disperati nel tentativo di riappropriarsi della loro casa, i Maitland decidono di spaventare gli intrusi. Ma essere fantasmi non basta: servono competenze specifiche. Ed è qui che entra in scena lui, il bio-esorcista più imprevedibile e caoticamente magnetico della storia del cinema: Beetlejuice, interpretato da un Michael Keaton in stato di grazia. Il personaggio è un concentrato di energia pura, un trickster irriverente che non conosce regole né pudore. Le sue tattiche per terrorizzare i Deetz portano a risultati esilaranti e inaspettati, coinvolgendo anche Lydia, la figlia gotica della famiglia interpretata da una giovanissima Winona Ryder, unica vivente in grado di vedere e comunicare con i morti.
Il successo di Beetlejuice non fu scontato. All'epoca Burton aveva appena realizzato La grande avventura di Pee-Wee's e il suo stile bizzarro, gotico e profondamente anti-convenzionale non era ancora stato metabolizzato dall'industria hollywoodiana. Eppure il film divenne un fenomeno, incassando oltre 73 milioni di dollari negli Stati Uniti e conquistando critica e pubblico. Vinse l'Oscar per il miglior trucco, grazie alle incredibili creazioni di Ve Neill, che trasformarono attori in creature dell'aldilà grottesche e indimenticabili.
Ma cosa rende Beetlejuice ancora così rilevante dopo 36 anni? La risposta sta nella capacità di Burton di costruire un mondo visivamente distintivo e narrativamente coerente. Ogni fotogramma trasuda personalità: dalla sala d'attesa dell'aldilà popolata da anime in pena dall'aspetto surreale, alle scenografie espressioniste che anticipano atmosfere che ritroveremo in Edward Mani di Forbice e La sposa cadavere. Il regista mescola horror gotico, commedia nera e riflessioni esistenziali sulla morte con una leggerezza che solo i grandi autori sanno maneggiare.
Il Beetlejuice di Michael Keaton è un concentrato di anarchia verbale e fisica, un personaggio che oscilla tra il mostruoso e il patetico, tra il divertente e il disturbante. Keaton improvvisò molte battute sul set, portando una spontaneità che Tim Burton incoraggiò e valorizzò. Il risultato è un antieroe memorabile, citato e imitato ancora oggi, che ha ispirato generazioni di personaggi eccentrici nel cinema e nelle serie tv.
Anche Winona Ryder lasciò un segno indelebile. La sua Lydia Deetz, adolescente gotica incompresa, divenne un'icona per una generazione di outsider. Il personaggio rappresentava perfettamente quella sensibilità dark-romantica che avrebbe dominato parte della cultura giovanile degli anni Novanta. La scena della levitazione sulle note di Day-O (The Banana Boat Song) di Harry Belafonte resta una delle sequenze più iconiche e surreali della storia del cinema.
Rivedere Beetlejuice oggi, in un'epoca dominata dai blockbuster seriali e dagli effetti digitali, significa riscoprire il fascino artigianale del cinema pre-CGI, quando mostri e ambientazioni fantastiche nascevano dal lavoro manuale di scenografi, truccatori e artigiani degli effetti speciali. Significa anche immergersi in una narrazione che non ha paura di essere strana, di mescolare registri opposti, di lasciare spazio all'assurdo. L'appuntamento è per stasera, sul canale 27, alle ore 21.10.