Avatar 3 si avvicina al miliardo, ma rallenta al botteghino: la preoccupazione di James Cameron
Avatar Fuoco e Cenere verso il miliardo di dollari al box office, ma i 2 miliardi sembrano irraggiungibili. Analisi degli incassi e confronto con i capitoli precedenti.
Il ritorno a Pandora continua a macinare numeri impressionanti, eppure qualcosa non torna. Avatar: Fuoco e Cenere, il terzo capitolo dell'epopea sci-fi di James Cameron, ha raggiunto un traguardo significativo nel mercato domestico americano: 250,2 milioni di dollari. Un risultato che, sulla carta, farebbe gioire qualsiasi studio. Ma nel contesto della saga Avatar, questi numeri raccontano una storia più complessa, fatta di aspettative altissime e di un confronto spietato con i predecessori.
Il film ha incassato 8,1 milioni di dollari nella sola giornata di San Silvestro, con un calo del 43% rispetto al martedì precedente. Una flessione normale per il periodo, considerando che i film tendono a registrare un calo la vigilia delle festività per poi riprendersi il giorno stesso. Nonostante questo, Avatar: Fuoco e Cenere ha mantenuto saldamente la vetta del box office, davanti a nuove uscite come Marty Supreme e Zootopia 2, consolidando la sua posizione di blockbuster di riferimento per le festività di fine anno.
A livello globale, il terzo capitolo ha superato gli 860 milioni di dollari, avvicinandosi progressivamente alla soglia psicologica del miliardo. Un traguardo che sembrava scontato per un franchise che ha riscritto le regole del box office mondiale, ma che ora appare più come una meta da conquistare con fatica che come una tappa naturale del percorso. Il miliardo arriverà, probabilmente, ma sarà il terzo film Disney del 2025 a raggiungerlo, dopo Lilo & Stitch e proprio Zootopia 2, una compagnia che ridimensiona l'eccezionalità dell'impresa.
Il vero problema emerge quando si guarda al passato. Avatar: Fuoco e Cenere sta viaggiando con un ritardo del 26% rispetto alla performance di Avatar: La via dell'acqua allo stesso punto della sua corsa cinematografica, ossia dopo 13 giorni dall'uscita. Il secondo capitolo, uscito nel 2022, aveva chiuso la sua corsa iniziale con 684 milioni di dollari nel mercato domestico e un totale mondiale di 2,3 miliardi. L'Avatar originale del 2009 aveva fatto ancora meglio: 749 milioni negli Stati Uniti e 2,7 miliardi globalmente. Numeri che oggi sembrano appartenere a un'altra era del cinema.
Cosa sta frenando Avatar: Fuoco e Cenere? Le recensioni rappresentano sicuramente un fattore. Il terzo film ha ricevuto le valutazioni più deboli dell'intera saga, un elemento che pesa inevitabilmente sul passaparola e sulle decisioni del pubblico. In un'epoca in cui le recensioni circolano istantaneamente sui social media e influenzano le scelte di visione, partire con un gradimento inferiore significa limitare il potenziale di crescita organica del film nelle settimane successive all'uscita.
Ma è il futuro della saga a essere ora sotto osservazione. James Cameron ha più volte dichiarato la sua intenzione di realizzare Avatar 4 e 5, completando una pentalogia che rappresenterebbe uno degli archi narrativi più ambiziosi mai tentati nel cinema mainstream. Tuttavia, la produzione di questi film sarà inevitabilmente influenzata dai risultati commerciali di Avatar: Fuoco e Cenere Se il terzo capitolo chiuderà significativamente sotto i 2 miliardi, Disney e Cameron dovranno rivedere aspettative e budget per i capitoli successivi.
La domanda che aleggia su Hollywood è se il pubblico sia ancora disposto a investire tempo ed energie emotive in una saga che, pur mantenendo standard tecnici altissimi, potrebbe aver esaurito la sua carica di novità. Il cinema è cambiamento, sorpresa, scoperta. Avatar ha rivoluzionato il modo di concepire il blockbuster visivo, ma quella rivoluzione appartiene ormai al 2009. Oggi il pubblico ha visto tutto, o quasi, e servono nuove ragioni per tornare in sala oltre alla spettacolarità tecnica.