Avatar 3 supera il miliardo al botteghino, ma il futuro della saga è incerto
Avatar 3 supera 1,2 miliardi al box office ma James Cameron dubita sul futuro di Avatar 4 e 5. Costi elevati e incassi inferiori ai predecessori mettono a rischio i sequel.
Avatar: Fuoco e Cenere ha superato la soglia del miliardo di dollari al box office mondiale, attestandosi attualmente a 1,2 miliardi di incassi globali. Un risultato che, sulla carta, dovrebbe garantire automaticamente il via libera ai sequel già pianificati. Eppure James Cameron, il visionario dietro l'intera saga di Pandora, non nasconde i dubbi sul futuro del franchise. Nonostante il successo commerciale del terzo capitolo, il regista ha dichiarato apertamente che Avatar 4 e Avatar 5 non sono ancora stati ufficialmente approvati.
Durante il suo primo mese di programmazione, Avatar 3 ha beneficiato di una concorrenza relativamente modesta. Film come David, The Spongebob Movie e The Housemaid non hanno rappresentato una minaccia seria per il colosso di Cameron. Anche durante il periodo natalizio, contro Anaconda e Marty Supreme, il dominio di Fuoco e Cenere è rimasto incontrastato. L'inizio di gennaio ha portato Primate e Greenland 2: Migration, entrambi incapaci di scalfire la supremazia del film ambientato su Pandora.
Ma 28 anni dopor: Il tempio delle ossa è un avversario di tutt'altra categoria. Il sequel del film di Danny Boyle ha ottenuto un punteggio del 94 percento su Rotten Tomatoes e si prevede incasserà oltre 20 milioni di dollari nel suo weekend di apertura negli Stati Uniti, secondo le proiezioni di Deadline. Fuoco e Cenere, invece, dovrebbe fermarsi tra i 18 e i 19 milioni di dollari domestici nello stesso periodo. Una sconfitta che, se confermata, rappresenterebbe un segnale preoccupante per la tenuta commerciale del franchise.
A livello mondiale, Avatar 3 continua a macinare incassi significativi, con circa 87 milioni di dollari nel quarto weekend. È proprio sui mercati internazionali che il film deve puntare per raggiungere i 2 miliardi di dollari, la soglia che entrambi i capitoli precedenti hanno superato. La via dell'acqua aveva toccato quota 2 miliardi poco più di un mese dopo l'uscita. Per Fuoco e Cenere, quel traguardo appare più distante, anche se non impossibile.
Parlando con Entertainment Weekly, il regista ha rivelato un piano alternativo insolito: se Avatar 4 e 5 non dovessero mai vedere la luce, organizzerebbe una conferenza stampa per rivelare pubblicamente cosa sarebbe successo nelle trame dei film mai realizzati. Una dichiarazione che suona come una resa preventiva, ma anche come un modo per mantenere vivo l'interesse dei fan, comunque vada.
Cameron ha anche condiviso dettagli interessanti sui piani futuri in un'intervista all'emittente taiwanese TVBS News, confermando che Michelle Yeoh sarebbe parte del cast di Avatar 4. Ma ha anche sottolineato la necessità di ridurre i costi di produzione per rendere sostenibile la prosecuzione del franchise. Fuoco e Cenere ha avuto un budget di quasi 400 milioni di dollari, una cifra enorme anche per gli standard hollywoodiani.
"L'industria cinematografica è in crisi in questo momento", ha spiegato Cameron. "Avatar 3 è costato moltissimo. Dobbiamo ottenere buoni risultati per continuare, e dobbiamo capire come realizzare i film di Avatar in modo più economico. Se continuiamo e facciamo il 4, realizzeremo insieme anche il 5. Quindi abbiamo fatto 2 e 3 insieme, come un'unica grande storia. E poi 4 e 5 sarebbe un'altra grande storia".
Il piano originale di Cameron prevedeva quattro sequel dopo il primo Avatar, con la saga che si sarebbe conclusa con il quinto capitolo. Avatar 4 ha attualmente una data di uscita fissata per il 21 dicembre 2029, mentre Avatar 5 dovrebbe arrivare nel 2031. Ma nessuno dei due film è stato formalmente approvato dalla Disney, lo studio che controlla i diritti del franchise dopo l'acquisizione della 20th Century Fox.
La sfida di questo weekend con 28 anni dopo: Il tempio delle ossa potrebbe essere simbolicamente cruciale. Non si tratta solo di vincere un altro fine settimana al botteghino, ma di dimostrare che Pandora ha ancora la forza di trattenere il pubblico nelle sale, anche di fronte a una concorrenza agguerrita e di qualità.