Avatar 4, James Wan si candida per dirigere il prossimo film della saga: "Mi piacerebbe provare"
James Wan vuole dirigere Avatar 4 se Cameron lascia la regia. Il regista di Aquaman e The Conjuring si candida per il quarto capitolo della saga di Pandora.
Nel mondo del cinema, alcune notizie hanno il potere di ridisegnare gli equilibri di intere franchise miliardarie. E quella che arriva in queste ore ha esattamente questo sapore: James Wan, il maestro dell'horror contemporaneo e regista di successi da un miliardo di dollari, ha pubblicamente espresso il suo desiderio di dirigere Avatar 4, qualora James Cameron decidesse di fare un passo indietro dalla regia del quarto capitolo della saga ambientata su Pandora.
La dichiarazione è arrivata durante un'intervista con ScreenRant in occasione della promozione di The Copenhagen Test, la nuova serie thriller prodotta da Wan per Peacock. Quando gli è stato chiesto quale franchise importante non avesse ancora avuto l'opportunità di dirigere, la risposta del regista è stata tanto diretta quanto sorprendente: "Mi piacerebbe provare con quello. Non ho ancora fatto Avatar. Sì, se poteste mettere una buona parola per me con James Cameron, mi piacerebbe davvero cimentarmi".
Non si tratta di una candidatura campata in aria. James Wan è uno dei registi più redditizi della storia del cinema, con un curriculum che farebbe impallidire anche i veterani più navigati di Hollywood. Ha creato e diretto franchise che hanno ridefinito generi interi: Saw ha dato vita al torture porn moderno e ha incassato oltre un miliardo di dollari complessivamente, The Conjuring è diventato l'universo horror più lucrativo di sempre con 2,8 miliardi di dollari al botteghino globale, mentre le sue incursioni in altri territori, da Fast & Furious 7 (che ha superato 1,5 miliardi) ad Aquaman (oltre 1,1 miliardi), hanno dimostrato una versatilità rara nel panorama dei blockbuster contemporanei.
Ma perché questa possibilità è più concreta di quanto possa sembrare? Cameron stesso ha recentemente ammesso che potrebbe non dirigere personalmente Avatar 4, nonostante abbia già girato alcune scene per il film. Il visionario regista di Titanic e Terminator ha infatti altri progetti nel cassetto, tra cui un nuovo capitolo della saga dei cyborg che lo ha reso celebre negli anni Ottanta. Finora, Cameron è stato il cuore pulsante di ogni aspetto della produzione dei film di Avatar: dalla scrittura alla regia, dal design visivo alla supervisione degli effetti speciali. La sua visione totalizzante ha prodotto risultati straordinari: il primo Avatar resta il film con il maggior incasso di sempre con 2,923 miliardi di dollari, mentre Avatar: La via dell'acqua ha raggiunto i 2,343 miliardi. Il terzo capitolo, uscito da appena due settimane, sta già puntando al miliardo di dollari.
L'idea di un passaggio di testimone solleva inevitabilmente domande. Può qualcuno replicare la magia visiva e narrativa che Cameron ha infuso in Pandora. James Wan potrebbe essere proprio la persona giusta. La sua capacità di costruire mondi immersivi e atmosferici è dimostrata dall'universo di The Conjuring, dove ha saputo creare una mitologia coerente e stratificata attraverso film principali e spin-off. La sua gestione di Aquaman ha mostrato che sa maneggiare effetti visivi complessi e worldbuilding fantascientifico su larga scala, creando un regno sottomarino credibile e visivamente sorprendente.
Il futuro della saga di Avatar rimane comunque avvolto nell'incertezza. Disney ha già fissato le date di uscita: Avatar 4 dovrebbe arrivare nelle sale il 21 dicembre 2029, seguito da Avatar 5 il 19 dicembre 2031. Ma queste date potrebbero facilmente slittare se Cameron decidesse di dedicarsi ad altri progetti prima di tornare su Pandora, o se decidesse di affidare la regia a qualcun altro.
Se l'ipotesi Wan dovesse concretizzarsi, Avatar entrerebbe in una nuova fase della sua esistenza. Non più soltanto la visione di un singolo autore, ma una vera e propria saga capace di sopravvivere ed evolversi anche con sensibilità registiche diverse. Wan porterebbe sicuramente un'estetica e un approccio differenti: meno scientifico-documentaristico, forse più emotivo e viscerale, probabilmente con un'attenzione maggiore agli aspetti più oscuri e spirituali del mondo di Pandora che sono stati solo accennati nei primi tre film.