Avatar - La leggenda di Aang: un impostore si finge il regista del film e cerca di sabotarlo

Steve Ahn smentisce il commento falso sul film di Avatar. Un troll si è spacciato per il regista nella petizione contro l'uscita su streaming.

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Il mondo di Avatar - L'ultimo dominatore dell'aria è stato scosso da una controversia che sembrava uscita da un episodio particolarmente contorto della serie. All'inizio del mese, Paramount ha annunciato una decisione che ha fatto infuriare milioni di fan: La leggenda di Aang non uscirà più al cinema come previsto, ma approderà direttamente sulla piattaforma streaming Paramount+. Una mossa che ha tradito le aspettative di chi sognava di vedere un Aang adulto sul grande schermo, in tutto il suo splendore visivo.

La reazione non si è fatta attendere. Nel giro di poche ore è stata lanciata una petizione su Change.org per chiedere allo studio di fare marcia indietro e mantenere l'impegno originale con la distribuzione cinematografica. La campagna ha preso piede rapidamente, raccogliendo oltre diciottomila firme in un battito di ciglia. Ma quello che sembrava un normale caso di protesta dei fan ha preso una piega del tutto inaspettata quando, tra i commenti della petizione, è apparso un messaggio esplosivo firmato da qualcuno che si identificava come Steve Ahn, il regista del film.

Il testo era carico di frustrazione e rancore. L'autore sosteneva di aver lavorato al progetto, prima guidando uno dei team di produzione e poi assumendo la regia. Nel messaggio, questa presunta voce dall'interno accusava i dirigenti dello studio di aver preso decisioni ingiuste e frustranti durante l'intera produzione, promettendo di rivelare altri dettagli scottanti in futuro. Il tono era quello di chi non ne può più, di chi ha deciso di rompere il silenzio e gettare benzina sul fuoco. Naturalmente, il commento è diventato virale in poche ore, condiviso e discusso su ogni piattaforma social.



C'era solo un problema: Steve Ahn non aveva scritto una sola parola di quel messaggio. Si trattava di un impostore, un troll che aveva deciso di approfittare del momento di massima tensione per seminare caos e disinformazione. Il vero regista è stato costretto a intervenire pubblicamente sui social media per chiarire la situazione e dissociarsi completamente da quelle dichiarazioni.

Ahn ha spiegato di essere stato vittima di impersonificazione e ha espresso preoccupazione per le conseguenze che questo episodio potrebbe avere. Non si è trattato solo di una questione di reputazione personale: quel messaggio falso ha messo a rischio persone reali che lavorano al progetto, esponendole a pressioni indebite e alimentando aspettative distorte. Il regista ha sottolineato come la promessa, contenuta nel commento, di rivelare ulteriori informazioni in futuro lo abbia obbligato a uscire allo scoperto immediatamente, prima che la situazione degenerasse ulteriormente e si diffondessero altre falsità.

La vicenda solleva interrogativi inquietanti sulla facilità con cui la disinformazione può diffondersi online, specialmente quando si innesta su tensioni già esistenti. I fan di Avatar erano già delusi e arrabbiati per la decisione di Paramount di cancellare l'uscita cinematografica. In quel clima, un messaggio che confermava i loro sospetti e dava voce alla loro frustrazione è stato accolto senza troppe verifiche. Il falso commento ha funzionato proprio perché raccontava una storia che molti volevano sentire: quella di un regista coraggioso che finalmente diceva la verità sui meccanismi spietati dell'industria hollywoodiana.

Steve Ahn si è trovato in una posizione scomoda, costretto a fare da vigile del fuoco in una situazione che non ha creato lui. La sua risposta è stata misurata ma ferma, un tentativo di riportare la conversazione su binari più razionali senza alimentare ulteriori polemiche. Ha ringraziato i fan per la loro passione, riconoscendo il valore della mobilitazione, ma ha anche chiarito che certe modalità di protesta rischiano di fare più male che bene.

Resta da vedere se Paramount ascolterà le richieste della comunità di fan e riconsidererà la sua decisione sulla distribuzione. Nel frattempo, la produzione prosegue e il team creativo continua a lavorare per portare sullo schermo una storia che ha segnato l'infanzia e l'adolescenza di milioni di persone in tutto il mondo. L'universo di Avatar merita rispetto, e i suoi creatori meritano di essere protetti da chi vorrebbe manipolare la narrazione per puro divertimento o per scopi ancora più oscuri.

Fonte / Change.org
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