Behemoth: dopo Stranger Things, David Harbour lascia il film di Tony Gilroy con Pedro Pascal
David Harbour lascia Behemoth di Tony Gilroy dopo la fine di Stranger Things. L'attore si prende una pausa dal cinema per recuperare dall'intensità emotiva della serie.
di Alba Rossi
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Nel mondo dello spettacolo, le notizie di casting e ricasting sono all'ordine del giorno. Ma quando una star del calibro di David Harbour abbandona un progetto di alto profilo appena conclusa una delle serie più iconiche del decennio, qualcosa di più profondo sta accadendo. Searchlight Pictures ha confermato che l'attore non farà più parte di Behemoth, il prossimo film diretto da Tony Gilroy che vedrà protagonista Pedro Pascal.
In una riflessione rivelatrice sulla sua carriera, Harbour ha spiegato come Stranger Things abbia letteralmente smantellato ogni sua concezione di cosa sarebbe diventato. A 35 anni aveva trovato un equilibrio perfetto, una routine professionale che gli garantiva soddisfazione artistica e libertà personale. La serie dei fratelli Duffer ha ribaltato quel mondo, portandogli fama globale ma anche pressioni inimmaginabili. L'attore ha ammesso con disarmante onestà di rimpiangere le libertà della prima stagione, quando nessuno lo riconosceva per strada e poteva ancora godere dell'anonimato.
Il progetto da cui si è ritirato non è un film qualunque. Behemoth è scritto e diretto da Tony Gilroy, il maestro dietro Michael Clayton, thriller candidato all'Oscar che ha ridefinito il genere legale, e mente creativa di Andor, la serie Star Wars che ha conquistato critica e pubblico per la sua maturità narrativa. La trama rimane avvolta nel mistero, ma si sa che seguirà le vicende di un musicista proveniente da una famiglia di musicisti che torna a Los Angeles. Il cast riunisce nomi di peso: Olivia Wilde, Matthew Lillard, Eva Victor e, naturalmente, Pedro Pascal.
La decisione di Harbour di fare un passo indietro solleva domande importanti sul costo umano del successo nell'industria dell'intrattenimento. Stranger Things non è stata solo una serie televisiva: è stata un'esperienza totalizzante che ha richiesto anni di riprese, tour promozionali globali, e un coinvolgimento emotivo profondo in un personaggio amato da milioni di fan. Chiudere quel capitolo dopo otto anni non è come cambiare lavoro, è come lasciare andare una parte di sé stessi.
Fonte /
Deadline.com