Big Rig: il fumetto di Post Malone ha conquistato tutti e Michael Bay lo porterà sul grande schermo

Big Rig, il fumetto di Post Malone ambientato in un Medioevo demoniaco, diventa un film diretto da Michael Bay. Un camion benedetto contro le forze dell'inferno.

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Quando Post Malone ha deciso di lanciarsi nel mondo dei fumetti, probabilmente in pochi avrebbero scommesso su un successo clamoroso. Eppure Big Rig, la sua prima incursione nel medium sequenziale, ha travolto la concorrenza come un diciotto ruote impazzito su un'autostrada post-apocalittica. Debuttato a luglio 2025, il fumetto co-scritto dal rapper insieme ad Adrian Wassel è diventato un fenomeno editoriale che ha conquistato critica e pubblico. E ora, come spesso accade con le storie che lasciano il segno, Big Rig è pronto a fare il salto verso il grande schermo.

A occuparsi dell'adattamento cinematografico sarà nientemeno che Michael Bay, il maestro indiscusso dell'action ad alto tasso di esplosioni, attraverso la sua casa di produzione Platinum Dunes. Una scelta che ha senso: se c'è qualcuno che sa come trasformare un veicolo in un protagonista carismatico e devastante, quello è proprio Bay. Dai Transformers ai camion dei Bad Boys, il regista ha sempre avuto un feeling particolare con i mezzi a quattro ruote. O diciotto, in questo caso.

Ma di cosa parla esattamente Big Rig? Immaginate Mad Max Fury Road che si schianta contro Evil Dead, il tutto ambientato in un'Europa medievale infestata dai demoni. Il protagonista, chiamato semplicemente Trucker, è un ex prete che si ritrova improvvisamente alla guida di un veicolo benedetto: un camion Mack da diciotto ruote capace di annientare le forze dell'inferno. Questa macchina mostruosa è armata fino ai denti con mitragliatrici e armi moderne, un anacronismo glorioso in un'epoca di spade e cavalli.

Big Rig - Vault comics



Trucker non viaggia da solo in questa terra maledetta. Al suo fianco ci sono due compagni altrettanto memorabili: Edda, una strega intelligente e determinata che cerca vendetta contro Lucifero in persona (sì, nella storia il principe delle tenebre è una donna, una seducente signora della dannazione), e Batu, un guerriero feroce che protegge Edda come un guardiano implacabile. Insieme formano una squadra improbabile alla ricerca di sicurezza e santuario in un mondo dove la normalità è solo un ricordo lontano.

Adrian Wassel ha espresso il suo entusiasmo in un messaggio esclusivo: "Sono estremamente eccitato che Michael Bay porti Big Rig sul grande schermo. Dopotutto, lui sa una cosa o due su come realizzare film di enorme successo con un camion tosto come personaggio principale". Il film è attualmente in pre-produzione. Lo studio ha assicurato che coordinerà gli aggiornamenti con Vault Comics per tenere informati i fan che attendono con impazienza di vedere questa storia prendere vita sul grande schermo. Nel frattempo, l'universo narrativo continua a espandersi: Post Malone e Adrian Wassel hanno annunciato che Big Rig 2: Damned, il secondo arco narrativo, debutterà con il primo numero ad agosto 2026.

Quello che rende Big Rig particolarmente interessante è come rappresenti un punto di incontro tra culture pop diverse. Da un lato abbiamo un artista musicale di fama mondiale che dimostra di avere storie da raccontare anche al di fuori delle canzoni. Dall'altro, un fumetto indie che riesce a imporsi in un mercato dominato dai giganti Marvel e DC, conquistandosi uno spazio tutto suo grazie a una premessa originale e audace.

Big Rig - Vault comics



E Michael Bay, per quanto spesso criticato dai puristi del cinema, sa esattamente cosa vuole il pubblico mainstream: spettacolo puro, adrenalina visiva, momenti che ti fanno saltare sulla sedia. Un camion medievale armato di mitragliatori che combatte orde demoniache sembra fatto apposta per il suo stile registico. Possiamo già immaginare le inquadrature al tramonto, le esplosioni che si susseguono come fuochi d'artificio, le sequenze d'azione coreografate con precisione millimetrica.

Resta da vedere come il film saprà catturare l'essenza del fumetto mantenendo l'equilibrio tra l'assurdità della premessa e la serietà emotiva dei personaggi. Trucker, Edda e Batu non sono semplici stereotipi: hanno motivazioni, dolore, obiettivi che vanno oltre il semplice "sopravvivere". La loro ricerca di santuario in un mondo dannato è tanto fisica quanto spirituale.

Fonte / ScreenRant.com
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